Final Four: Il Pana è in finale. Il Fenerbahce cede nella ripresa

Ste Loz
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Ataman e il Panathinaikos battono 73-57 il Fenerbahce e domenica si giocheranno il titolo. Partita gestita senza concedere neanche un vantaggio ai turchi e chiusa nel secondo tempo. Lessort Mvp.

Final Four tanto attesa

A chi sa attendere, il tempo apre ogni porta recita un proverbio cinese, e a causa di spiacevoli situazioni pre-match, le porte da aprire, che si sono fatte attendere, sono dunque quelle della Uber Arena, causando un ritardo notevole nella attesissima palla a due tra Panathinaikos e Fenerbahce. Ritardo che fa storcere il naso ad appassionati ed addetti ai lavori, non una figura idilliaca nel main event della stagione della prima lega europea.

Non ideale per i giocatori pronti a scendere in campo, meglio per chi vuole esplorare il parterre de roi accorso nella capitale tedesca. Giannis Antetokoumpo, Scottie Pippen, Schroeder ma anche Karnisovas, Siskauskas, Kaukenas e un redivivo Bill Murray, esperto di finali punto a punto (vedere Space Jam) tra gli altri, con Chima Moneke negli inediti panni di co-host. Tutti per assistere allo spettacolo delle Final Four.

Semaforo Greens

Lo scatto del Pana è fulminio. Calathes su Nunn come se fosse un piano recentemente ben riuscito e Motley a testare le sue condizioni nella lotta sotto in area. Proprio Nunn ispira lo sprint dei Greens, con una tripla che avvia un parziale iniziale di 12-0, chiuso dalla partenza a destra dello stesso Nunn che pennella per la schiacciata di Mitoglou.

Il Fener è sopraffatto. Non trova canestri per 5′ minuti, per non dire quasi non riesce a tirare (5 palle perse), trovando i primi due punti con il post di Hayes-Davis che punisce uno dei numerosi cambi accettati dal Pana. Jasi si affida a Sanli, mettendo sul tavolo l’atipicità del centro ex Barca contro la prepotenza fisica di Lessort. Il 5 in maglia gialloblu, ha impatto, segna 5 punti che avvicinano i suoi, ma diventa bersaglio di tutti i pick and roll offensivi dei greci, che chiudono avanti, 22-13.

Allerta Gialla

Il Fener ha il merito di non snaturarsi, di cercare ritmo e tiri dall’arco, nonostante le palle perse banali e l’1/7 da 3 del primo quarto. L’abbrivio è diverso e questa volta è un parziale di 7-0 a riportare definitivamente in partita i turchi. La partita diventa bella, si alzano le percentuali, nonostante l’inevitabile tensione per l’altissima posta in palio.

Le squadre trovano contributo da quasi tutti coloro che mettono piede in campo. Sestina e Juancho si scambiano due triple, Hayes-Davis e Lessort non mancano di fare il loro “solito lavoro”, e l’equilibrio diventa sempre maggiore. Grant cavalca buone percentuali, Grigonis con hustle plays non abituali, Kostas omaggia il fratello giocando sopra il ferro specialmente sotto il suo canestro. Tripla per chiudere il primo tempo di Hayes-Davis, 12 per lui all’intervallo, e 4/8 nel quarto da 3 per il Fener che ora è solo ad un possesso, 38-36.

Finale per la Finale

L’inerzia sembra cambiata ma il Pana è ottimo ad uscire dagli spogliatoi con grande aggressività, e solo due miracoli di Hayes-Davis e Calathes tengono a contatto il Fener. Ma ancora Grant e la fisicità di Lessort a raccogliere falli e liberi per tenere sempre avanti i greci. Il Fener alza tono in difesa e prova ad aumentare il ritmo e trova 5 punti da fuori prima con Sestina e poi con Dorsey (con un unghia sull’arco). Il Fenerbahce ancora in scia, sul -1.

Ma le Final Four, per loro natura, sono il regno dell’incertezza e dei protagonisti inattesi, che anche con un solo piccolo mattoncino, possono contribuire in maniera decisiva alla causa. In una parola, Kalaitzakis, che sigla una tripla a una manciata di secondi della sirena del terzo quarto. Il destino fa il suo richiamo ad Ataman.

I richiami vanno ascoltati, e i ragazzi di Ataman li ascoltano. Il quarto periodo inizia con ancora due giocate di energia. Lessort ruba ad un distratto Sanli, e si invola in campo aperto, e ancora Kalaitzakis, raccoglie una palla vagante e dalla lunetta dà il +10 al Pana. 9-0 di parziale a cavallo dei due quarti. La partita è più sporca, sempre fisica, il Fener torna ad esser impreciso e impaziente. Si cerca la transizione ma senza trovare le soluzioni che solo qualche minuto prima avevano riportato nel match la truppa di Jasikevicius.

Il Fener non trova più il canestro (solo 7 punti negli ultimi 10′), la difesa del Pana diventa stritolante, e con il cronometro che corre, la fiducia è inversamente proporzionale tra le due squadre, e nonostante ci siano ancora 4′ minuti abbondanti da giocare, Nunn ruba e segna col fallo di Calathes e sembra metter la parola fine sul 65-52.

La partita si trascina senza dubbi fino alla sirena, con l’evitabile fallo punitivo di Calathes su Papapetrou reo di un gesto non particolarmente “simpatico”. Ultimi attimi di tensione della contesa, suggellata dalla tripla dall’angolo di un chirurgico Nunn.

Jasikevicius rimanda ancora l’appuntamento con la vittoria della coppa. Il Fener chiude una stagione europea, a cui manca la ciliegina sulla torta dopo una grande cavalcata, assolutamente non scontata dopo l’inizio stentato, e il cambio di guida tecnica. Per Ataman e il Pana, arriva una finale meritata, magari non a sorpresa visto le firme e i proclami estivi, ma non banale, alla prima stagione dopo quella che a tutti gli effetti è stata una rivoluzione.

Protagonisti

Mvp Mathias Lessort, 17+10 rimbalzi, costante presenza fisica, energia e atletismo e tutte le giocate da copertina. Nunn, 14 e Grant, 13, chirurgici e costanti, ma un Pana che trova aiuto da tutti, in una versione particolarmente atamaniana e quindi molto efficace.

Per il Fener i 36 punti dalla panca, sono un dato positivo ma forse non troppo, per lo meno sintomo di una partita altalenante. Hayes-Davis, 14 (ma 12 nel primo tempo e gli altri 2 al primo possesso del terzo quarto) sparisce nella ripresa, Guduric e Sestina 10 gli ultimi ad arrendersi. Desaparecido Wilbekin, 2 con 1/10 dal campo, un dato che rende difficile sostenerlo in campo.

photocredit: Skweek X

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