Da -18 al successo, il Partizan gela il Panathinaikos nel finale

Lele
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Nunnally regala il successo numero 20 in Euroleague al Partizan: una tripla dell’ex Avellino e Milano a 30″ dal termine gela il Panathinaikos, che ha giocato un’ottima partita pur senza grandi motivazioni, mettendo in seria difficoltà la truppa di Obradovic. I serbi – pur essendo già ai playoff – avevano l’obiettivo di chiudere sesti anziché settimi: un dettaglio che avrebbe anche ovviamente cambiato accoppiamento ai playoff. Con questo successo, il terzo consecutivo, Punter e compagni si sono “regalati” la sfida show con il Real, già battuto 15 gg fa.

Alla Stark Arena, ancora una volta stracolma in ogni ordine di posto, i bianco-neri hanno battuto i greci di coach Serelis per 83-81, con una grande rimonta. A decidere il match numero 34 di Euroleague ci ha pensato Nunnally con un siluro dal mezzo angolo, l’unico del suo match. MVP dell’incontro senza dubbio è Dante Exum, vero e proprio collante della squadra di Obradovic.

VINCE ANCORA IL PARTIZAN DI ZELIMIR OBRADOVIC

La partita

Un match incredibile quello giocato alla Stark Arena di Belgrado. I greens di coach Serelis hanno giocato un ottimo match perdendo un paio di volte le redini dell’incontro, ma trovando grande attenzione difensiva ed un attacco che ha messo in difficoltà i bianco-neri di Obradovic. Ottimo primo quarto del Panathinaikos, che guidato da Gudaitis e Williams trova il primo strappo interessante negli ultimi 2’30” con un break di 0-9 che consegna agli ospiti il vantaggio sul 18-26.

Nel secondo quarto prosegue il momento di down totale di Punter e compagni: un ulteriore 2-12 di parziale a favore dei greens firmato da Grigonis, Kalaitzakis e Bacon spedisce il Partizan sul -18 (20-38) e con un linguaggio del corpo ben differente da quello assatanato visto nelle settimane precedenti. Ci pensa Punter con 8 punti in 75″ ad aprire e chiudere il contro-break di 10-0 che permetterà alla squadra di Obrsdovic di ritrovare la singola cifra di svantaggio. Alla fine saranno 11 i punti dell’ex Olimpia nel solo secondo quarto.

Nella terza frazione i bianco-neri guidati da Exum si riportano a -2, ma 11 punti di Dwayne Bacon riconsegnano ai greci un nuovo vantaggio consistente e rassicurante: 58-66 al 30′, con i sigilli di Gudaitis e Kalaitzakis a ripiazzare un break di 6-12 che ricaccia indietro il team di coach Obradovic.

Nell’ultimo quarto succede di tutto: Mantzoukas infila il missile del +11 ospite, poi un break terrificante di 12-0 in 3′ sigillato da Avramovic, Leday, Smailagic e dal siluro frontale di Exum regala dopo un’eternità il vantaggio al Partizan. Papagiannis, Leday e Grigonis si scambiano canestri, Punter spara il +3, ma Ponitka con 4 liberi regala il +1 ospite. Negli ultimi 56″ la follia: cross di Nunnally, palla persa di Grigonis ed – a 32″ dal termine – il missile dello stesso Nunnally che vale il sorpasso. Bacon schianta sul ferro la schiacciata della parità, Ponitka forza la tripla della vittoria ma non trova il canestro, finisce 83-81.

L’ATMOSFERA SPETTACOLARE DELLA STARK ARENA DI BELGRADO

Partizan sesto, Exum sempre più leader di una squadra spettacolare

Parlare del match di oggi non è semplice. Il Partizan – forse un po’ inconsciamente – ha abbassato la soglia dell’attenzione e dell’aggressività che lo ha contraddistinto sempre in questa Euroleague per via di una qualificazione ai playoff già raggiunta, ma è riuscito a portare a casa due punti preziosi per mantenere il sesto posto in classifica e guadagnarsi lo scontro titanico con il Real nei playoff. Alla fine ai serbi di Obradovic è bastato un ultimo quarto da grande squadra per stendere il Panathinaikos.

Nel successo bianco-nero la parola chiave è energia, quella che ci ha messo Zach Leday nel conquistare un paio di rimbalzi offensivi nell’ultimo quarto, quella che ha messo Dante Exum in ogni singolo minuto giocato, quella messa da Zelimir Obradovic nel penultimo time out del 32′ sul -11. Le palle perse hanno fatto la differenza, in positivo per Punter e compagni: a quota 5 a metà del secondo quarto, poi ne sono arrivate solamente 4 nei restanti 25′ di gioco.

Meno dirompente del solito la squadra di Obradovic, anche se quei due break rispettivamente di 10-0 e 12-0 dopo esser finiti in doppia cifra di svantaggio sono segnali inequivocabili di chi non vuole assolutamente cedere il passo e testimoniano tutta la forza e qualità del team che non più tardi di un anno fa salutava l’Eurocup perdendo in casa con il Bursaspor. Una crescita che passa certamente dal cambio (non totale) del parco giocatori, ma che restituisce a chi dava per bollito Obradovic una bella botta che può solo valere il silenzio.

Non è la partita di oggi a raccontare la qualità e la grandezza di “Zele”, quanto piuttosto la crescita totalitaria di un Partizan che non vuole fermarsi ora e che è pronto ad affrontare il Real nei playoff di una delle Euroleague più incerte degli ultimi anni. Da un Dante Exum ancora enorme protagonista con 18 punti, 6/6 dal campo, 4 assist e 4 recuperi, all’apporto dei soliti Punter, Leday e Lessort, sino all’immagine serba di Avramovic, che ha guidato la riscossa nell’ultima dolce notte di regular season, in attesa di quei playoff che a Belgrado non vedono l’ora di giocare.

Partizan
ZELIMIR OBRADOVIC, ARTEFICE DEL CAPOLAVORO PARTIZAN

Panathinaikos, un ko con onore che racchiude una stagione negativa

Una stagione nera chiusa con un ko sì onorevole, ma che racconta come il Panathinaikos si sia quasi consegnato da pollo al Partizan nei momenti in cui – invece – doveva spaccare la partita ed impedire a Punter e compagni di rimettersi in linea. Sul +18 prima e sul +11 poi delle palle perse banali, condite anche da errori al tiro arrivati per azioni più che sterili, hanno rimesso benzina nel motore di una squadra che pareva viaggiare al minimo.

Alla fine saranno le palle perse a fare la differenza per i greens di Serelis: troppi i 16 palloni gettati alle ortiche, alcuni davvero evitabilissimi e superficiali, per pensare di vincere contro una squadra che non ha comunque brillato nel complesso. La differenza tra Partizan e Panathinaikos la si legge anche in questi termini, da queste situazioni: i serbi pur non avendo giocato un match brillante nelle due metà campo hanno vinto di forza e collettivo, i greci con un’ottima prova hanno perso la bussola al momento di un ritmo alto.

Le prove di Bacon, Gudaitis, Ponitka e del giovane Kalaitzakis sono buone notizie che chiudono un’Euroleague disastrosa e che – chissà – daranno la possibilità di attuare finalmente dei cambiamenti sensati, corretti e senza tante scelte illogiche. Certamente, tornando al ko di Belgrado, pesano le 16 palle perse ed i 6 rimbalzi offensivi concessi ai bianco-neri nell’ultimo periodo, quello della rimonta dal -11 del 32′.

I greens nel complesso trascinati dalle fiammate di Bacon, dalla fisicità di Gudaitis e dalla qualità di Ponitka avevano controllato molto bene i ritmi per oltre 25′, ma quell’aver perso la rotta ed il radar nella “tempesta” degli ultimi 8′ pesa. Extra-pass, qualità, soluzioni estemporanee e solidità a rimbalzo sono risultati determinanti nel doppio allungo greco, poi risultato del tutto vano di fronte ad una rimonta furiosa serba.

IL PANA SALUTA L’EUROLEAGUE CON L’ENNESIMA SCONFITTA

Foto credit: Euroleague, Partizan e Panathinaikos

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Atleta amatoriale e giudice di gara, appassionato di atletica e basket
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