Il Fenerbahçe domina, l’Efes è eliminato!

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Fenerbahçe-Efes, derby ad altissima tensione in ottica Playoff, ha detto che la squadra di Itoudis è vicina alla qualificazione, mentre quella di Ataman è clamorosamente eliminata.

Una resa dei conti che nessuno si aspettava, due squadre tra le favorite ad inizio stagione, anche con pochi dubbi a riguardo, quattro titoli di Eurolega in panchina, tra i quali gli ultimi tre assegnati tra Vitoria 2019, Colonia 2021 e Belgrado 2022. Tutto ci si poteva attendere dalla stagione di Eurolega meno che questa gara, valida per il penultimo turno della stagione regolare, potesse assumere i connotati della condanna per una delle due superpotenze di Istanbul, magari perfino per entrambe.

Le prospettive erano chiare sin da prima della palla a due: al Fener serviva una vittoria per la quasi certezza di postseason od in alternativa una sconfitta che rimanesse entro i 9 punti, per l’Efes il quadro era decisamente più complicato. Per provare a raggiungere i Playoff vi erano dei paletti chiarissimi: 2 W imprescindibili in contemporanea a 2 L del Baskonia oppure solo un successo dello Zalgiris nelle ultime due gare. In alternativa 1 solo successo basco e due sconfitte del Fener, che andava battuto però di almeno 10 punti.

La Ulker Arena ha emesso il suo verdetto: vince il Fenerbahçe, perfino più nettamente di quanto la gara abbia detto nel suo svolgimento. Il 103-86 ci sta tutto e vuol dire condanna per un Efes mai completamente squadra.

Campioni eliminati, Fenerbahçe quasi qualificato ma serve attendere l’ultimo turno in un quadro di combinazioni possibili che sono tante ma che vedono gli uomini di Itoudis oggi sufficientemente ben piazzati.

LA GARA

Calathes parte forte ed imposta ritmi che sostanzialmente impediscono all’Efes di provare ad imporre qualcosa difensivamente. Parrebbe una scelta quasi azzardata, in realtà è tatticamente perfetta.

Il Fener non va mai sotto i 23 punti segnati nei singoli quarti: gli uomini di Ataman non tengono un solo 1vs1 ed anche quando il loro immenso talento permette di riavvicinarsi rievocando recenti brutti ricordi per i rivali, l’impressione è che siano fiammelle senza speranza, destinate a spegnersi nel breve. Come regolarmente accade.

Hayes-Davis è rebus irrisolto per i rivali, Pierre non sbaglia mai, Dorsey fa male con regolarità, mentre Motley è concreto anche se dovrebbe incidere maggiormente a rimbalzo.

Clyburn e Micic seguono solo il proprio talento, mai realmente armi di squadra. Larkin appare lontanissimo da quello vero. Zizic, inizialmente coinvolto, sparisce col progredire della gara.

L’ultimo quarto, chiuso 31-22, è l’immagine chiara della serata, con una resa dei campioni che in fondo è ciò che è successo più o meno per tutta la stagione.

LE CHIAVI

Detto dell’incapacità di quelli della sponda europea di Istanbul di tenere un solo 1vs1, i numeri dicono tutto di questa gara.

120/87 la valutazione di squadra, 69,6% da due e 55,6% da tre per il Fener, 30 rimbalzi a 19 di cui 12 offensivi determinanti per offrire opportunità extra.

20 assist ed 8 perse vogliono dire qualità, solo 13 con lo stesso numero di palloni perduti sono dato insufficiente nella sua globalità ma semplice effetto di un sistema che in realtà non lo è, con tanto, troppo lasciato alle singole iniziative.

Ci sono momenti, pochissimi, in cui i pianeti si allineano per l’attacco Efes ed allora vediamo quello che ci saremmo attesi in stagione. L’impressione è addirittura di onnipotenza, ma se avviene per tre minuti su 40 diventa dura anche se ti chiami Larkin, Micic o Clyburn. Quest’ultimo pare un vero e proprio corpo estraneo e non è certo la prima volta da ottobre.

C’è una squadra contro un insieme di individui: è giusto vinca la prima.

MVP

Si può svariare in casa Fener, dove i due supereroi sono Hayes-Davis e Pierre con quei 40′ in campo. Itoudis dirà ironicamente che hanno giocato tutta la gara a causa di un «Bad coaching», la realtà è che c’erano ben poche altre soluzioni per i gialloblu.

Dorsey gioca la miglior partita dal suo arrivo, è quello vero e si vede.

Noi scegliamo però Calathes, che detta i ritmi sin dall’inizio indirizzando la gara su binari chiarissimi, nonché i migliori per superare un Efes che a queste condizioni fa fatica. Se poi ne aggiunge anche 14 con efficacia offensiva in proprio allora il quadro è perfetto.

Ergin Ataman lascia il campo a 36″ dal termine, in stile Pistons contro il primo MJ vincente, ma lo fa con stile, salutando ed abbozzando un abbraccio con Itoudis (Tweet Gigantes del basket).

Ci sarà tempo per valutare se si sia la fine di un’era, la sensazione è quella.

Il Fener si installa a 19 W e 15L, oggi quinto davanti a quel Maccabi qualificato grazie alla sconfitta di un solo punto a Kaunas. Molte combinazioni sono favorevoli agli uomini di Itoudis, che comunque con una vittoria nell’ultimo turno al Pionir eliminerebbero ogni tipo di rischio.

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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