Vitoria-show nel derby basco, Bilbao esce con le ossa rotte dalla Fort Knox basca

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Il Baskonia è unico condottiero nel duello tra rappresentative basche andato in scena a Vitoria

Il Baskonia ritrova il sorriso dopo il ko per certi versi inatteso in Euroleague. Nel duello tutto interno ai Paesi Baschi, Vitoria si prende lo scalpo del Surne Bilbao, facendo valere la spietata legge della Fernando Buesa.

La ventesima vittoria stagionale rossoblu, maturata per 100-78, impreziosisce ancor di più un percorso scintillante, che non vedeva un record così positivo dall’annata 2009/10, nella cornice di una giubilante arena, il vero fattore ‘x’ della stagione.

Vitoria takes the derby with Bilbao - Eurodevotion

Nel weekend dei derby in Liga, il riassunto di quello basco è nella consueta analisi per punti di Eurodevotion.

L’egemonia

Il derby basco è stato un monologo baskonista e, per certi versi, non poteva non essere così, se diamo un semplice sguardo al livello di pallacanestro espresso dalle due squadre in stagione. Vitoria continua ad essere una delle super potenze del campionato, Bilbao si fregia di una classifica piuttosto solida dato il suo status, ma è stata anche protagonista di più di un’imbarcata nel suo personale percorso.

I baschi cominciano subito a pompare il pallone su per il campo con energia, con un Howard particolarmente voglioso di entrare in partita e volenteroso al tiro. Penarroya vara nuovamente il quintetto con Enoch e Kotsar insieme in campo, (assenti Sedekerskis e Hommes) che non è il massimo per spaziature, ma si rivela impattante per vantaggio fisico e pericolosità nel pitturato.

Kotsar è un mismatch ambulante, in generale basta appoggiare il pallone in aerea ad uno dei due lunghi per calamitare la difesa e trovare un efficace vantaggio da cavalcare.

Bilbao è offensivamente poco brillante, per nulla fantasiosa, i padroni di casa giocano una difesa attenta, così il vantaggio domestico non può che lievitare con costanza. Sublimazione del ritmo basco è l’accelerazione che regala triple aperte ad Heidegger e Giedratis che, in rapida sequenza, sentenziano +16 nel secondo quarto.

L’ampio respiro della manovra rossoblu non manca di vivere un ultimo sussulto quando, dopo 2’45” di digiuno offensivo dei ragazzi di Ponsarnau a fine secondo quarto, Howard infila due triple delle sue e di fatto mette una pietra tombale sulla gara già all’intervallo.

Adam Smith, l’unico che ci prova per gli ospiti, guida i suoi ad inizio ripresa ad un tentativo di reazione, con un sobbalzo offensivo che vede gli uomini di Bilbao muoversi con cognizione di causa, la palla girare ed entrare nel canestro. Non serve molto tempo, però, perché Kotsar torni ad essere coinvolto con determinazione, MH0 risalga in cattedra di prepotenza e la strada per il +30 si riapra in modo chiaro ed univoco.

Il resto sono scaramucce da garbage time allungato, che consente persino minuti al 2003 di Bilbao Augstìn Ubal e al 2002 del Baskonia Pavel Savkov.

Kotsar un ariete. Markus, ancora tu…

La vittoria è festa collettiva, i protagonisti molteplici. Quello che rimane stupendo – e non è la prima volta! – è la capacità di molti giocatori di incidere in proporzione straordinaria in rapporto al minutaggio concesso.

Esempio massimo di questo è Maik Kotsar, MVP del match, che ha garantito 15+7+3 in meno di 15′ in campo. L’estone ha realizzato il suo massimo in carriera in Liga e ha rappresentato una chiave tattica della gara. Come in parte abbiamo già accennato, marcare le sue soluzioni spalle a canestro in aerea è stato enigma irrisolvibile per Ponsarnau, con Kyser troppo poco stazzato per rallentarlo e Tsalmpouris troppo lento per stargli dietro.

Howard torna al ventello in un periodo che, salvo Madrid, l’ha visto un po’ meno scintillante del solito, per lui delle triple regali che non fanno altro che rappresentare lo spettacolo della purezza del talento. Per la voce di cui sopra, sul rendimento condensato in pochi minuti, l’americano nelle ultime cinque partite è andato quattro volte in doppia cifra, giocando sempre meno di 19’… Pazzesco!

Costello (11+8) si è distinto per la sua straordinaria intelligenza, colpendo con tagli e movimenti chirurgici, attaccando i closeout e dando così l’assalto al ferro di Bilbao grazie alla sua raffinatezza e sagacia tattica. Infine Enoch (16+8) si è preso un meritato protagonismo, andando a banchettare con ingordigia sotto le plance indifese di Bilbao.

Il fattore Buesa

La Fernando Buesa, se non è il palazzetto-fortino più invalicabile d’Europa, poco ci manca. Quest’anno a Vitoria c’è una nuova Fort Knox.

In Liga, solo una squadra molto seria come Tenerife vi è uscita indenne, ad inizio stagione e grazie ad una prova super di Jaime Fernandez in un serrato finale. In Euroleague, soltanto Olympiacos, Barça e Monaco, tre delle attuali top quattro della competizione. Nessuna di queste sfide è stata persa sotto la doppia cifra, per un record totale di 22-4 complessivo ad oggi tra le mura amiche.

“La gente è stata fantastica e sappiamo tutti qual è il significato della partita di martedì. Non ho dubbi che la gente sarà con la squadra”. Questa la chiamata alle armi di Penarroya al popolo baskonista: il plauso per la trionfale serata da derby, la consapevolezza di aver alle spalle un esercito pronto a dar battaglia.

Le sfide cruciali di Euroleague richiederanno tutto il contributo del fortino di Vitoria, martedì arriva l’Alba.

Photo credit: Baskonia Facebook e Twitter

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