Valencia non vince più, Malaga viola la Fonteta e vola in classifica

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I ragazzi di Ibon Navarro agguantano il quarto successo in fila, Valencia è pallida versione di sè stessa

Malaga viene a La Fonteta a farla da padrone, dominando abbondantemente i quarti pari della gara e resistendo al tentativo di rimonta di Valencia al rientro dagli spogliatoi. La compagine andalusa conferma così un trend positivo, che sta alimentando virtuosamente da settimane.

La compagine di Mumbrù incappa nella quinta sconfitta consecutiva tra EL e ACB, evidenziando una parabola opposta a quella avversaria, anzi dimostrando lacune preoccupanti. Il risultato, anche in questa occasione, è stato inequivocabile, un 83-67 ospite.

Valencia perde ancora - Eurodevotion

Nella più classica delle analisi di Eurodevotion, il nostro racconto di uno dei match più in evidenza della Jornada 9 di Liga Endesa.

I quarti pari

53-31 è il risultato di quei due spaccati di gara, in cui la pallacanestro ospite ha coinciso con il massimo della sua espressione, così come quella domestica con il culmine del suo smarrimento.

Dopo un inizio di qualità alquanto mediocre, per ambedue le fazioni, in cui i taronja agivano senza idee e raziocinio (5 palle perse) e gli andalusi senza precisione (6/17 al tiro), qualcosa di decisamente più interessante si è cominciato a vedere nella seconda frazione di gioco.

Malaga comincia a trovare il fondo della retina dall’arco e, di conseguenza, incrementa la sua fiducia offensiva. Si aprono gli spazi, la manovra scorre più fluida e si riescono anche a pescare molto bene i lunghi nel cuore dell’area. Inoltre, lavora bene a rimbalzo offensivo e doppia in energia la squadra di casa, prendendosi per la prima volta un importante vantaggio, oltre la doppia cifra.

Saranno 31 i punti realizzati dai ragazzi di Navarro nei secondi 10′, Valencia si salva soltanto trovando qualche buona iniziativa nella metà conclusiva del quarto, quando i ritmi si alzano insieme al punteggio.

Mumbrù parla all’intervallo di una squadra senza energia, che non ha messo il giusto atteggiamento in campo. Un’analisi che ci può trovare senz’altro d’accordo, sebbene il seguito renderà evidente che ci fosse qualcosa di più nelle difficoltà della squadra di casa. Infatti la reazione nervosa, emotiva, nel terzo quarto arriverà, quando la squadra si appoggia in toto al proprio totem, Dubljevic, che ha tentato di prendersi la squadra sulle spalle, guidando la reazione.

Si vede una pressione sulla palla diversa, un atteggiamento molto più combattivo, che sembra intimidire Malaga. Gli andalusi, però, riescono ad impedire il sorpasso, a far passà ‘a nuttata, per dirlo con una parafrasi, e la folata taronja rimane una folata.

Valencia non riesce a strappare quel vantaggio che avrebbe premiato la rimonta e nell’ultimo quarto la squadra di Navarro riprende nuovamente in mano la partita, bloccando di nuovo la produzione domestica e azzeccando tutte le giocate giuste nel finale.

Malaga e i suoi cecchini

Successo di Malaga che arriva con una gara solida e matura e che è esemplificata, nei due momenti più positivi che sopra abbiamo raccontato, nel contributo di due giocatori che sono stati spine nel fianco estremamente dolorose per Valencia.

Li prendiamo dunque come simbolo del successo andaluso, anche se ci sono stati altri ottimi protagonisti, a cominciare dal duo Thomas-Ejim, che ha reso risorsa preziosa la produzione nel pitturato, per non parlare di Barreiro o Diaz, dei rimbalzi offensivi di Lima, della resilienza nei momenti difficili del ‘mamba bascoBrizuela, o della freddezza final di Kendrick Perry.

Nel secondo quarto, quando l’attacco dei verdi ancora stentava a decollare, è stato prodigioso il contributo di Tyler Kalinoski. La vecchia conoscenza del campionato italiano ha avviato un mini-show balistico in quello spezzone di gara ed è stato miccia del primo allungo andaluso. Catalizzando l’attenzione della difesa, ha poi favorito maggiori spazi per i compagni, ha sollevato un inizio offensivo che si era già dimostrato disciplinato, ma decisamente contratto in fase di finalizzazione.

Nell’ultimo quarto, invece, il mattatore malagueño è stato il folletto americano in prestito dallo Zenit, Tyler Carter. Dopo aver destato grande clamore l’anno scorso in Champions League, ha perso il treno dell’Euroleague per le note vicende che hanno coinvolto la Russia dopo sole quattro partite dal suo arrivo. Oggi ha dimostrato tutto il suo talento, con una presenza vivace per tutta la gara, ma, soprattutto, tutte le bombe che hanno sigillato la sfida. ‘Tres triples apoteósicos‘, parafrasando la telecronaca iberica, e Valencia ko.

Per entrambi un contributo simmetrico di 14 punti, con 4 bombe dall’arco a testa, tutte dall’enorme peso specifico.

Valencia, Dubljevic e l’aria di crisi

Il momento non è certo dei migliori. Per i taronja abbiamo già ricordato le cinque sconfitte di fila, ma è anche opportuno contestualizzare quanto nessuna di queste abbia lasciato molte sensazioni positive. Parliamo infatti di quattro netti ko tecnici (Bologna, Tenerife, Real, oggi Malaga) e una gara gettata alle ortiche, che certo non rivela tranquillità (Zalgiris).

Rimangono così alcuni nervi scoperti che sono costanti.

A cominciare dalla dipendenza da Dubljevic, che rimane il vero termometro di squadra e, troppo spesso, unica risorsa nelle difficoltà. Oggi l’unica risposta di Valencia è arrivata proprio in corrispondenza del coinvolgimento sistematico del montenegrino nel terzo quarto. Lui ha risposto con giocate di talento e leadership: oltre a tre triple incredibili, ha confezionato anche un recupero, un assist e una presenza emotiva imprescindibile.

Uscito lui, sono lentamente tornate tutte le difficoltà. Nell’ultimo quarto, prima non è stato in campo (forse colpevolmente, durante il ritorno in sella di Malaga), poi non ha più inciso come prima, anche perchè ben controllato con i raddoppi sul post della difesa di Navarro.

Se è normale che per una squadra come Valencia il suo contributo, come quello di tutti i campioni e leader di un team, sia enormemente decisivo, non è nemmeno possibile, per gli obiettivi taronja, vivere questo condizionamento in una forma così profonda.

In secondo luogo, è stato davvero in difficoltà, come spesso è accaduto, il settore della regia valenciana. Soprattutto nel primo quarto, ma anche nell’ultimo, i giocatori del back-court di Mumbrù hanno fatto grandissima fatica nel proporre gioco, nel gestire la manovra.

Jones è autore di giocate di talento solo episodiche, dimostrando una leadership tecnica altalenante, Radebaugh e Harper sono incredibilmente deficitari in quanto a scelte e proposte palla in mano. C’è qualcosa che non va nel manico della squadra, come dimostrato dal 10/15 del rapporto assist/palle perse.

Trabajar, l’unica riposta che giustamente ha dato ai microfoni dopo la sirena il tecnico dei taronja. Di lavoro da fare ce n’è, con la corsa alla Copa del Rey che imperversa.

Photo credit: ACB e Unicaja Baloncesto Facebook, acb.com, Valencia Basket Twitter

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