La Virtus getta il cuore oltre l’ostacolo, ma non basta: Clyburn è glaciale

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Una gara di una intensità pazzesca quella andata in scena al PalaDozza tra Virtus Bologna e Anadolu Efes.

Escono vincitori da piazza Azzarita i turchi al termine di una gara condotta dal primo minuto, ma che la Virtus con una grinta pazzesca e una tenacia inverosimile ha rischiato di pareggiare nei secondi finali.

Il risultato finale dice 80-85. Il campo ha raccontato di una squadra che non è bi-campione d’Europa a caso e di una che è al primo anno nella massima competizione, ma che sta dimostrando di poterci stare benissimo. E anche ai piani abbastanza alti.

Efes-Virtus, il copione della gara

L’Efes prende le redini della partita fin dalle prime battute, ma i bianconeri riescono a rimanere attaccati al punteggio. L’impressione è che i turchi giochino abbastanza in scioltezza senza forzare troppo la mano con un senso di controllo della situazione.

La Virtus in difesa tiene bene e in attacco, dopo il buon inizio, trova difficoltà a trovare continuità. Nel terzo quarto i turchi alzano i giri e fanno la fiammata che ci si aspettava. In una serata in cui Micic non brilla, a fare il break ci pensano le triple di M’Baye e le giocate di Beaubois. Oltre ovviamente a Will Clyburn che sta giocando le ultime gare ad un livello semplicemente superiore per tutti gli altri.

L’Efes arriva sul +16 e la gara sembra sinceramente finita. Il quarto quarto virtussino, però, è da incorniciare: per fame, voglia di vincere, cattiveria agonistica e forza volitiva. Facendo le cose giuste, un mattoncino alla volta, i bianconeri si rifanno sotto e arrivano fino al -5. Su una palla vagante viene fischiato fallo a Teodosic e il serbo perde le staffe: inveisce contro gli arbitri, doppio tecnico ed espulsione per lui. Sembra la fine delle possibilità di rimonta virtussine, ma nient’affatto.

La Virtus ci crede ancora e non molla finché non suona la sirena. In seguito ad un finale al cardiopalma, andando sul -3, si guadagna la possibilità di avere il tiro del pareggio. La tripla di Cordinier si stampa sul primo ferro: trionfa l’Efes, ma tutti i tifosi bianconeri non possono che applaudire il cuore della propria squadra.

Leggendo i dati si nota come la contesa sia stata molto equilibrata: pari il numero dei rimbalzi (31) e molto simile il rapporto assist/palle perse. Entrambe le squadre non hanno tirato bene male dall’arco, ma la Virtus ha fatto peggio: 23% contro il 33% degli ospiti. Oltre questa percentuale, l’altra che ha fatto vincere l’Efes è quella dei tiri liberi: 90% con un quasi immacolato 18/20 contro il 68% virtussino.

Ma, lo ribadiamo, è stata una gara all’insegna dell’equilibrio e, per una esordiente, giocarsela punto a punto con i due volti campioni d’Europa, non è che un buon segnale.

L’Efes inizia già a fare paura

Qualche settimana fa il record dei turchi era tutt’altro che buono e, allora, pensando a come quest’anno le partenze a rilento possono essere letali vedendo la competitività diffusa, ci chiedevamo come sarebbe uscito l’Efes da una serie di partite delicatissime tra Barça, Olimpia, Virtus e Olympiacos.

Risposta: ne sono usciti alla grande. Per ora, contro le prime tre squadre di questo quartetto, sono state tre vittorie belle e convincenti. Unico neo il fatto che Ataman stia dovendo spremere tanto i suoi big (Micic, anche stasera, oltre i 36 minuti di impiego). Per il resto, i campioni in carica hanno decisamente alzato le marce e, se giocano in questo modo, sembrano poche le squadre in grado di batterli. Sempre tenendo a mente il fatto che manca ancora Shane Larkin.

L’impressione è che, quando vogliono dare la sterzata alla partita, siano incontenibili e, nonostante la rimonta sfiorata di stasera, la qualità che possiedono è davvero impareggiabile. Il loro pick&roll centrale crea costantemente vantaggio: è quasi qualcosa di indifendibile. Poi anche la loro difesa, spesso sottovalutata, sta crescendo decisamente di livello: soprattutto quella sul perimetro che stasera ha fatto davvero un grande lavoro.

Aggiungere ai due fenomeni già presenti in squadra, una terza stella assoluta come Will Clyburn, è roba assurda a pensarci ancora oggi. Il livello messo in campo dall’ex CSKA in queste ultime tre uscite è fuori da ogni logica di comprensione: oltre ai 21 punti, 7 rimbalzi e 4 assist, la tripla finale che ha chiuso la partita è fantascienza.

In tutto questo, l’Efes sta anche rinnovando il suo gruppo di comprimari e Amath M’Baye sembra ben avviato a essere uno di quei Singleton o Sanli che hanno dato tanto ad Ataman. L’ex Milano è stato letale dall’arco. Se poi anche Polonara e Zizic, per ora un po’ fuori dai meccanismi, saranno integrati nel sistema allora parliamo di una squadra completissima.

Sono quelli da battere.

Virtus, solo applausi: la strada è quella giusta

Uscire dal doppio turno con due sconfitte non era di certo quello che si sperava in casa bolognese, ma cosa dire delle due sconfitte? La prima ad OAKA è sfuggita di mano per un nonnulla e i greci hanno giocato la loro migliore gara stagionale, confermando il trend stasera facendo strame dell’Asvel. Questa sera dall’altra parte erano nettamente più forti, ma, per pochissimo, le vu nere non sono riuscite a rimontare. Tanta amarezza, ma anche tanta consapevolezza che questa squadra è veramente compatta e unita. E insieme alle buone prestazioni arriveranno anche più vittorie.

Questa sera la difesa è stata superba come al solito, soprattutto quella del quarto periodo: probabilmente, ad oggi, una delle migliori difese della competizione. Anche l’attacco ha lavorato nel modo giusto proseguendo nell’intento di produrre una buona circolazione di palla che, infatti, sarà la chiave delle prestazioni offensive. Forse ci si è accontentati di tiri non ottimali, invece di proseguire alla ricerca del tiro migliore, ma alla prestazione virtussina si può dire veramente poco.

Cosa si può dire dei singoli? Per parlare del caso Teodosic non è questa la sede. Degli altri gli unici deludenti sono Jaiteh e Bako: entrambi a tratti abulici e troppo molli. A volte anche spaesati. Non a caso il quintetto agguerrito che sfiora la rimonta ha Mickey da 5. Gli altri tutti molto bene, con Hackett e Pajola al solito mastini, e Mickey, Lundberg e Ojeleye che sono la spina dorsale della squadra.

Il danese (22 punti) cresce partita dopo partita; anche come senso della responsabilità. La sua capacità di andare a canestro e segnare è sublime; stasera sono mancate solo le triple. Ojeleye sembra essere fatto con lo stampino per questa competizione: ha tiro, grande fisicità ed è mentalmente solidissimo. E’ una delle pietre angolari del gruppo.

La Virtus è 4-6, ma poteva essere molto più sopra. La classifica, in ogni caso, dice che i playoffs sono ad una partita. Non bisogna che continuare su questa strada e quell’ottavo posto sarà molto vicino.

(Credits photos: Virtus, Efes)

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