Euroleague Power Ranking #2: qualcosa è cambiato

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E’ la parte di Ranking più complicata, con squadre che dimostrano di avere le carte per arrivare ai Playoff ma che a volte forniscono prove che lasciano parecchi dubbi. Vedere tutto, o quasi, ribaltato a fine novembre non stupirebbe per nulla.

#13 – BAYERN (8)1W 5L

0/5 per iniziare e campane che sono suonate a morto troppo in fretta.

E’ chiaro che anche dopo il successo con l’Efes il record sia li a dimostrare come serva una grandissima serie di partite vinte per tornare in quota, ma se c’è un allenatore che può portare i suoi a farlo questo è Andrea Trinchieri. La tranquillità e la fiducia che sta trasmettendo all’ambiente è sintomatica di tutto ciò.

L’impatto di Harris e Bonga si è visto con l’Efes, alla prima occasione vera in cui è stato possibile farlo. La crescita costante generale può garantire più tempo a Winston e Gillespie, due che sono più alle elementari piuttosto che all’università di Eurolega in questo momento.

Lucic resta la chiave, in un asse panchina-campo con Trinchieri che a livello di IQ ha pochissimi rivali.

E’ ovvio che 1/5 sia record che richiede un “parzialone” per rientrare, ma credere i bavaresi lontani dalla corsa Playoff oggi ci pare follia.

Va ricordato, in quel record attuale, che si è superato la squadra campione in carica, che solo uno sventurato 0/2 dalla lunetta non ha portato la W contro la corazzata Milano e che a Bologna si è tirato per i supplementari.

#12 – VIRTUS (9)2W 4L

Che Eurolega sta giocando sinora la Virtus? Nè bella né brutta, con tutti i dubbi che accompagnano un esordio nella competizione maggiore dopo tanti anni.

Ricordiamo, a tale proposito, che lo scorso anno Monaco, reduce dal successo in Eurocup, iniziò con un record di 5 vinte e 9 perse entro metà dicembre, quando arrivò poi la svolta che ne fa, da allora, la squadra con il miglior record di Eurolega negli ultimi 11 mesi.

Serve pazienza, serve capire cosa va e cosa non va senza però dimenticare che gare come quella di Kaunas e quella con l’Asvel in futuro andranno portate a casa poiché in un contesto equilibrato come quello di questo torneo potrebbero rivelarsi di grande importanza.

C’è una situazione di creazione vantaggi che oggi è limitata a Teodosic ed è un punto focale nell’attacco bolognese: l’organizzazione tecnica di Scariolo deve essere garanzia in questo senso.

Giocatori ancora acerbi tecnicamente a questo livello come Ojeleye, Cordinier e Bako sono fondamentali per la crescita di tutto il sistema e certamente col Coach bresciano sono nelle mani giuste.

La Virtus eccellente di Madrid e dei primi 17′ con l’Asvel dimostra che si può arrivare in alto, quella balbettante del secondo tempo con i francesi e del finale lituano segna i limiti ed i difetti su cui lavorare.

Senza dimenticare Shengelia. Tra i tanti big assenti, ovvero Mirotic, Shields, Bjelica e Larkin, ci deve essere anche il nome del georgiano, uno che questa competizione l’ha fatta sua per anni. Il suo ritorno è una delle certezze bianconere, non può essere altrimenti.

Lavori in corso quindi, ma focus anche sull’oggi perchè la maratona è lunghissima, ma ogni km può essere quello della fuga giusta come della crisi decisiva.

#11 – BASKONIA (13)4W 2L

Oltre ogni più rosea aspettativa perchè si vede già una struttura chiara ed un tipo di gioco che è nelle corde del coach e dei giocatori di cui dispone.

Markus Howard può fare a pezzi qualunque difesa, mentre il ritorno di Pierria Henry garantisce, nei giusti tempi che vanno concessi, quell’intensità che può aumentare il voltaggio dei ritmi.

Può vivere di solo tiro da tre? Nel gioco di oggi può succedere, fino ad un certo punto, ed allora i vari Kotsar e Costello possono trovare spazi e soluzioni che saranno figli di quanto le difese avversarie dovranno scegliere di fare sul perimetro. In attesa di Enoch.

Attenzione a Daulton Hommes.

Il Baskonia non sarà mai una squadra dell’anima difensiva, tuttavia se dovesse aggiungere una dimensione discreta anche da questo punto di vista ci ritroveremmo un gruppo in grado di far male a tanti.

#10 – MACCABI (10) 4W 2L

Partenza a razzo, ma quelle 4 gare casalinghe hanno forse fatto pensare troppo positivamente. Le due cadute tra Istanbul, sponda Fener, e Vitoria (fragorosa) ci dicono di una squadra che deve ancora stabilizzare gerarchie e struttura.

Lorenzo Brown gioca da MVP ma la chiave dovrà proprio venire dal coinvolgimento di tutti i compagni, indipendentemente dal numero di assist che per certi versi lascia il tempo che trova.

Rimane possibile candidata Playoff ma serve un periodo più lungo per comprendere le reali potenzialità.

Il test contro il Barcellona ci potrà dare qualche indicazione in più sulla categoria di appartenenza della squadra di Kattash.

#9 – PARTIZAN (11)3W 3L

L’avvio da incubo ha ricompreso un partita regalata al Baskonia ed una combattuta fino in fondo con Milano, che appartiene ad un’altra categoria. Lo 0/3 era quindi assolutamente poco veritiero.

Ha sistemato qualcosa, ma non tutto, in difesa, e resta dipendente al 100% da tre fattori: Punter come “scorer” irrinunciabile, Lessort come iniezione di energia ed atletismo fondamentale e l’efficacia dei tiratori.

Il playmaking lascia a desiderare, Exum va inserito e va capito dove e cosa possa fare, che è tanto, Papapetrou, quello vero, serve come il pane. Restiamo dell’idea che un inserimento proprio come PG prima o poi arriverà.

Urge ampliare le rotazioni e gestire i minutaggi dei “big” altrimenti il conto potrebbe arrivare salato più avanti.

#8 – VALENCIA (12)3W 3L

Guida il gruppo delle squadre in lotta per i Playoff perchè una serie esterna come quella prodotta dagli uomini di Mubrù non può passare inosservata. Vincere al Sinan Erdem ed al Pireo, lottando sino ai possessi finali alla Ulker Arena, non può essere faccenda da mettere da parte.

Certo, le cadute interne iniziali con Baskonia ed Asvel pesano, tuttavia ci pare si tratti di un percorso di crescita e di ricerca delle gerarchie, soprattutto nell’affollatissimo reparto guardie, che il Coach sta portando avanti con pazienza e grande lucidità. Proprio Mumbrù pare gestire ogni situazione con una calma che per i detrattori potrà anche essere segno un poco “soft” mentre in realtà dà una dimensione del valore dei principi e del fatto che ci si creda con pochi dubbi.

Chris Jones stabilizzato tra i migliori nel ruolo, mentre Capitan Dubi resta di fondamentale ed irrinunciabile importanza.

Valencia lotterà e porterà a casa scalpi importanti.

(3/5, scorri in fondo per cambiare pagina e proseguire la lettura)

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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