Eurocup #R4: la difesa della Reyer è un muro, per Lubiana è notte fonda

Lele
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Turno numero 4 di Eurocup per la Reyer Venezia, che vuole da una parte riscattare il ko pesante e non bello di domenica in campionato e dall’altra continuare la marcia positiva europea dopo essersi sbloccata contro Cluj Napoca. Una partita delicata per gli oro-granata che non possono permettersi altri passi falsi tra le mura amiche dopo il ko con Bourg e – ancora di più – per Olimpia Lubiana, che è inchiodata a quota 0 e non vuole/deve perdere altro terreno dalle prime della classe.

Al match del Taliercio gli sloveni si presentano senza Dragic (infortunato) e Harrison (da poco rilasciato), gli oro-granata di coach De Raffaele devono rinunciare ancora ad Amedeo Tessitori dopo il problema alla schiena rimediato nella rifinitura dell’ultimo match di campionato, mentre va nei 12 Jordan Parks, che pare – dunque – essere recuperato dalla scavigliata rimediata nell’amichevole con l’Efes di 40 giorni fa.

Partita controllata per 40′ dalla Reyer, che scappa nel primo quarto contro una Lubiana sempre più in difficoltà e crisi in questa Eurocup 2022/2023: gli oro-granata lasciano le briciole agli sloveni in un primo tempo che termina 38-29 con gli ospiti tenuti in piedi soltanto dalle giocate di un immarcabile Yogi Ferrel. La ripresa si sviluppa sulla stessa falsariga dei primi 2 quarti, con Venezia che sviluppa la fuga buona tra la fine del terzo quarto e la prima metà dell’ultima frazione: è Freeman con un paio di triple a chiudere di fatto il match prima di un garbage time lungo 4 minuti, con Bramos e Spissu che contengono un disperato e confusionario tentativo di rientro sloveno. 76-68 il finale.

Un’altra ottima prova difensiva per la Reyer, che inizia a trovare la giusta dimensione nella propria metà campo e sta recuperando quel Jordan Parks che funge da collante tra le due metà campo. Il rientro di Moraschini è una grande aggiunta e nella sfida di oggi il giocatore ex Milano ha spaccato la partita nel secondo periodo con 6 punti consecutivi, dando una grande mano in quella che è comunque una vittoria di squadra.

20 assist e una prova di squadra per la Reyer in Eurocup

Secondo squillo in Eurocup per Venezia, che batte con merito Lubiana tra le mura amiche: nel 76-68 finale ci sono 20 assist di squadra e 9 giocatori sui 10 utilizzati a segno con almeno 6 punti. Se i migliori sono sicuramente Spissu e Freeman per punti segnati, è buono l’apporto degli altri giocatori importanti: Watt, Willis e Brooks sommano 23 punti (9,8,6) e danno il proprio contributo ad un successo fondamentale per proseguire la risalita nel Gruppo A.

Quella che è la forza del gruppo e la coralità non è una chiave da sottovalutare adesso per il futuro: in precedenza la squadra lagunare per staccare il biglietto vincente aveva – spesso – bisogno di una prova di alto livello del suo centro con la #50, adesso può anche permettersi di averlo sotto la doppia cifra per prendersi i 2 punti. Di certo non ha brillato Watt e non lo hanno fatto nemmeno Willis o Granger, ma vincere con tre dei leader sotto la doppia cifra è un altro ottimo segnale in chiave futura, aspettando comunque serate migliori.

Ciò che però farà piacere a De Raffaele è il dato degli assist: 20. 15 di questi 20 sono serviti da Spissu, Granger e Watt (5 a testa). Un numero importante per una Reyer che gioca di squadra, ha possibilità di segnare con tanti interpreti diversi e si passa il pallone con fiducia.

Ferrel, i rimbalzi e…. il vuoto di Lubiana

Male. Se c’è un aggettivo che descrive Lubiana in questa Eurocup è il termine sconclusionata. Una squadra che non è certamente costruita come la stagione scorsa e che rinuncia per infortunio a Dragic, ma non può essere una scusante per i bianco-verdi: al Taliercio arriva il ko numero 4 di una campagna europea disastrosa senza mezzi termini, tra infinite palle perse (19) ed una totale incapacità di giocare insieme; basti pensare al dato degli assist (11) ed ai punti segnati da Ferrel, Omic e Adams (52 su 68). E se il dato dei rimbalzi (43-27 per gli sloveni) è positivo se letto esclusivamente in termini numerici, va contestualizzato sui 40′.

All’intervallo il dato era 16-17 per Omic e compagni, ma le percentuali al tiro non erano molto diverse tra loro: nel secondo tempo il dato sloveno è sceso di molto (10% da 2 in meno) ed è leggermente calato quello di una Reyer che – poi – ha controllato anche troppo la partita. In situazioni di una Lubiana che sbaglia tantissimo è naturale che il corpo di Omic sia ingombrante e recuperi molti rimbalzi, ma il lato negativo della medaglia è quello scritto poco sopra, ossia i tantissimi errori sloveni al tiro, oltre a quelli lagunari che un po’ si sono “incartati” in soluzioni estemporanee.

Moraschini e l’impatto della panchina

Chi ha avuto un grande impatto nella serata del Taliercio è Riccardo Moraschini: il numero 9 ex Milano ha dato una grossa spallata alla partita con una prova da 8 punti, 3/5 dal campo, 5 falli subiti e 11 di valutazione. L’ingresso del giocatore nativo di Cento ha dato una grossa mano agli oro-granata difensivamente ed offensivamente, cambiando l’inerzia che stava voltando verso Lubiana dopo l’avvio di marca Reyer. 20′ importanti per Morasca, che ha spaccato la partita tra intensità, aggressività, presenza mentale e fisica ed una capacità di prendersi responsabilità non di certo bassa.

Altro dato sconcertante della partita del Taliercio sono i punti dalla panchina: 26 per Venezia, 7 per Lubiana. Ciò significa che i lagunari hanno avuto il 35% dei punti da chi subentrava, mentre gli sloveni solo un misero 11%. Male male per la truppa di Golemac, che ha poca polpa da chi si alza dalla panchina: per cambiare marcia in Eurocup occorre molto di più da tutti. Poi se Adams tira 2/11 dal campo pur sommando 14 punti al 40′ allora tutto è ancor più complicato. Notte fonda…

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Lele

Atleta amatoriale e giudice di gara, appassionato di atletica e basket
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