Rinascita bianconera! La Virtus si regala una notte da sogno a Madrid

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La Virtus Bologna gioca la gara perfetta e strappa una vittoria che definire leggendaria, per volta, non significa fare della vuota retorica.

Il 92-95 finale che incorona i bianconeri nella notte del Wizink Center era un risultato impensabile alla vigilia: non tanto per quello che la Virtus aveva fatto vedere sul campo nella passata settimana (ma anche per quello ovviamente), ma soprattutto perché era la gara in trasferta a Madrid di una squadra neopromossa che deve farsi ancora le ossa all’interno del torneo. Insomma, il classico caso in cui cappuccetto rosso finisce nelle fauci del lupo.

Ma la Virtus aveva come monito imprescindibile quello di reagire dopo il KO spietato di Belgrado e, comunque, di giocare per vincere, a prescindere dall’avversario che si presentava davanti. Quel moto d’orgoglio è arrivato eccome; poi, in più, è arrivata una prestazione perfetta anche dal punto di vista tecnico oltre che da quello caratteriale. E allora per le vu nere è stata veramente la serata perfetta!

La resistenza nel primo tempo, il tripudio nella ripresa

In una competizione letale e spietata come l’Eurolega l’approccio iniziale alla partita è qualcosa di decisivo. Giocare un buon primo quarto significa costruirsi un bel viatico per tutta la partita.

La gara di Belgrado era stata già totalmente persa in quei disastrosi primi 10 minuti. Stasera a maggior ragione era di vitale importanza non lasciare sfuggire il Real nel punteggio, ma giocare in modo ruvido fin da subito per rimanere attaccati alla partita.

Così avviene: la Virtus, giustamente, imposta la partita su ritmi lenti e compassati che evita le scorribande dei blancos e permette alla squadra di Scariolo di ragionare di più e meglio. La difesa balbetta sullo short roll di Tavares che si rivela mortifero in più di una circostanza, ma, in modo anche sorprendente, l’attacco dei virtussini funziona molto meglio rispetto alle uscite precedenti e riesce a produrre ottime soluzioni e tanti punti. Andare sotto all’intervallo solo di 4 lunghezze è un ottimo affare per gli ospiti.

Al rientro dagli spogliatoi gli uomini di Scariolo giocano la gara perfetta. Stesso atteggiamento ruvido e compatto, a tratti anche spregiudicato; e sono la mancanza di paura e la cattiveria agonistica a fare la differenza. Se l’approccio mentale c’è, allora anche tecnicamente i risultati vengono consequenzialmente.

La Virtus in difesa continua a concedere qualcosa (come non farlo contro una squadra della qualità del Real Madrid?), ma spesso è brava a concedere il male minore. Mentre in attacco la palla gira benissimo, i giocatori bianconeri si muovono per il campo con decisione e bravura costruendo degli ottimi attacchi e quindi dei buonissimi tiri.

Molti di questi, infatti, entrano insieme anche a tante azioni personali che sono “forzature intelligenti”, se così si possono definire, che spesso vanno ad insaccare la retina. Segue un periodo di tripudio agonistico in cui al Real Madrid non funziona nulla e agli ospiti funziona davvero tutto. La Virtus nel quarto periodo tocca anche il +15, ma subito dopo arriva inevitabile il tentativo blanco di rimontare la gara nel finale.

Bravissimi ancora una volta i bianconeri a rimanere mentalmente solidi e a gestire bene i possessi finali senza incappare nuovamente negli errori di Kaunas. Alla fine è gioia infinita per la squadra di Scariolo!

Guardando i numeri, il Real, come da previsione, stravince a rimbalzo 39-28, tira meglio dall’arco (38,5% v 35.3%), confeziona più assist (22 v 16) e perde solo una palla in più (12 v 11). A condannare i padroni di casa, però, è la percentuale da due punti: 52.5% v 66.7%. Una percentuale bassa, molto bassa, quando hai un reparto lunghi dalla qualità immensa come quello madrileno. E qui il merito va anche al grande lavoro fatto dai lunghi virtussini.

Prova totale di Deck, pesa il doppio zero di Llull e Rodriguez

Lo abbiamo detto e scritto: Llull e Rodriguez devono essere due ciliegine importanti su una torta già molto solida e forte. Ma se quelle due grandiose ciliegine mancano la torta rimane bruttina. Il doppio 0 sui tabellini di Llull e Rodriguez alla voce “punti” è uno dei motivi che affossa il Real Madrid.

E’ vero che la squadra non deve passare principalmente dalle loro mani, ma sono due che in alcuni momenti con la loro qualità ed esperienza sono chiamati a togliere le castagne dal fuoco. Quando nessuno dei due riesce a farlo, allora le cose possono complicarsi. Merito anche dei vari Pajola, Hackett e Lundberg che li hanno marcati in modo veramente stretto e li hanno costantemente attaccati in attacco stancandoli e usurandoli anche dal punto di vista fisico.

L’anima madridista, però, è tutta incarnata da Gabi Deck. Il Tortuga è un giocatore che a queste latitudini fisicamente può mangiare in testa a praticamente tutti i pari ruolo: in post basso ha la forza di un torello e riuscire a contenerlo nell’uno contro uno è impresa per pochi. Questa sera cavalca il suo fondamentale con grande intelligenza contro gli esterni Virtus che non sono in grado di tenerlo e attacca anche benissimo il ferro sfornando una prova di valore assoluto dalla solidità veramente notevole: 28 punti, 6 rimbalzi, 3 assist e 34 di PIR. Una prova immacolata, da grandissimo.

Finalmente si è visto anche un ottimo Hezonja. Dopo essere stato ai margini delle rotazioni, stasera quando viene chiamato a scendere in campo mette canestri dalla difficoltà elevatissima: 18 punti in quasi 16 minuti di gioco. Tre triple su tre tentativi anche per Cornelie il cui impatto è stato ottimo, anche se il processo di assimilazione all’interno del gruppo deve ancora maturare.

Tuttavia, in generale, quella del Real è stata una gara giocata per individualità, per sprazzi di talento. Per almeno 30/35 minuti. I meriti della Virtus sono tantissimi, ma altrettanti sono di demeriti del Madrid. Una difesa a tratti assente e spaesata; un attacco che nella stragrande maggioranza dei casi si è affidato al talento delle individualità con momenti di grande confusione come quelli tra fine terzo e inizio quarto quarto; una frenesia malsana frutto di una farraginosità delle scelte a tratti inconcepibile.

Poi il linguaggio del corpo: tutt’altro che bello. Quei malumori riguardo la gestione e il coaching di Mateo sono più reali ora? Può essere: non ci stupirebbe se quello scritto da Marca in settimana fosse molto vicino al vero. Di certo le cose non stanno funzionando e la sconfitta di stasera è un campanello d’allarme fortissimo.

Una Virtus perfetta: Lundberg incide, Bako e Cordinier volano

Finalmente una grande Virtus Bologna! Non ce lo si aspettava in questa particolare serata, ma quelli che possono essere i turning points di una stagione arrivano anche in modo inaspettato. Vincere giocando una partita di questo tipo in casa del Real Madrid è un’iniezione di consapevolezza e forza mentale unica.

Gli uomini di Scariolo interpretano al meglio quello che doveva essere il piano partita: resistere nella prima parte e provare ad azzannare nella seconda. Eseguito alla perfezione. E ottima anche la gestione dei minuti finali in cui non era per nulla scontato riuscire a contenere la rimonta dei padroni di casa.

Tra le guardie Teodosic aggiunge i suggelli quando serve, ma sono Hackett, Pajola e Lundberg a vincere la partita. I primi due difendono in modo pazzesco e dimostrano di essere due giocatori che a questi livelli possono mettere in campo una fisicità unica; il terzo si conferma difensore di grande presenza e in fase offensiva guida le scorribande bianconere. Tiri in sospensione, triple e soprattutto penetrazioni al ferro: l’ex CSKA Mosca dimostra di poter essere un attaccante vero. 18 punti con 3 assist per lui.

Buonissima la prova del reparto lunghi che riesce a contenere con le buone o con le attive Tavares e non fa mai entrare in partita uno come Yabusele. Se Mickey si occupa più del lavoro sporco, Jaiteh fa una masterclass offensiva sul gancetto dalla media, mentre Bako gioca una gara da MVP vero. Già a Manresa aveva dimostrato di poter giocare ad armi pari contro Tavares; stasera lo ha confermato. Grande senso della posizione, verticalità e enorme esplosività al ferro. Quando riesce a prendere palla in ricezione dinamica dal pick&roll attacca il ferro con una forza e velocità inaudite: impressionante il suo poster.

Come è impressionante anche quello di Cordinier. Un altro che si aspettava tanto in casa Virtus in virtù delle sue straordinarie doti atletiche che in questa competizione possono essere un fattore decisivo. Ha fatto vedere che quelle aspettative erano ben riposte: quando riesce ad avere quel primo paso bruciante e ad attaccare così bene il ferro diventa veramente un cliente difficilissimo che può essere un ricevitore costante di falli.

Quanto sia stata una serata speciale per i bianconeri lo testimonia il dato sei punti segnati. La Virtus prima di questa gara era il peggior attacco della competizione: non aveva ma superato i 66 punti segnati in 4 partite. Questa sera ne ha messi a referto 95! Dato già abbondamene eloquente.

Questa grande vittoria deve essere un punto di partenza per costruire un percorso importante che possa poggiare sulla consapevolezza che il gruppo ha le qualità e le caratteristiche per fare molto bene. Intanto, però, la serata di Madrid per le vu nere è meritatamente tutta da godere!

Real MAdrid Virtus
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