Il primo sorriso della Virtus! Il Bayern alla fine cede in una gara ruvida e fisica

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Tanto attesa e tanto cercata: la prima vittoria in Eurolega della Virtus Bologna arriva alla seconda giornata contro il Bayern Monaco di Andrea Trinchieri.

Una partita che, nonostante è ancora a ottobre ed è solo il secondo round di una competizione lunghissima, era già importante per le vu nere. Innanzitutto per sbloccarsi mentalmente e poi perché partire 0-2 con due tonfi casalinghi sarebbe stato oltremodo pesante. Inoltre, il Bayern è una di quelle squadre che sulla carta lotterà fino alla fine con i bianconeri per un posto ai playoffs; per cui già si poteva parlare di scontro diretto.

Con fatica e determinazione la vittoria è arrivata: 66-63 il punteggio finale al termine di una partita che ha visto la Virtus sempre comandare ma mai prendere definitivamente il largo. Una vittoria tutt’altro che bella e pulita, ma in questo momento della stagione contava solo portare a casa la W.

Virtus Bayern

Sempre avanti la Virtus, mai domo il Bayern

Piccolo allungo Virtus, rientro Bayern; allungo importante Virtus, rientro Bayern. E avanti così per tutta la durata dei 40 minuti. Fino, di fatto, alla sirena finale quando una tripla di Lucic che ha sbattuto prima sul tabellone e poi sul ferro stava per portare tutti al supplementare.

Una vittoria meritata per i bianconeri, ma i rischi corsi sono stati troppi. Soprattutto perché la superiorità in campo è stata a tratti evidente. Non tanto per il livello di gioco espresso – entrambe le squadre hanno dimostrato di essere ancora non poco indietro nel percorso che porta alla forma migliore – ma per quanto riguarda il talento a disposizione.

La Virtus ha avuto grandi momenti di folate offensive e altri frangenti in cui non riusciva mai a trovare la via del canestro. In difesa, invece, è riuscita a fare una bella prova che ha mantenuto un livello costante di attenzione. L’impressione è che la Virtus abbia potuto chiudere la gara due o tre volte (soprattutto sul +13 a inizio quarto periodo) e che non sia riuscita a farlo non tanto per meriti bavaresi ma per demeriti propri.

Diamo un’occhiata ai numeri. Le squadre hanno tirato dall’arco col 37% e 38% rispettivamente (anche se i tentativi bianconeri sono stati solo 16; 31 quelli ospiti); buon 50% da due dei padroni di casa; pessimo 24% degli ospiti che si sono macchiati di errori marchiani nel pitturato. Ancora non bene le vu nere dalla lunetta (10/16) ma molto bene a rimbalzo (38/32). A leggere questi numeri sembra che la Segafredo abbia stravinto la partita.

Manca tuttavia un’ultima statistica; quella delle palle perse. 19 quelle virtussine, 14 quelle del Bayern. 19 è un numero veramente alto che conferma il trend di una Virtus che perde tantissimi palloni, alcuni dei quali veramente banali.

Soprattutto su questa cosa dovrà lavorare la squadra di Scariolo. Questa sera è andata bene perché davanti c’era un avversario in difficoltà, ma nella maggior parte dei casi tutte quelle palle perse significano perdere la partita.

E, in generale, andranno curati proprio quei dettagli su cui ancora i bianconeri sembrano scivolare: quelle ingenuità che a volte sono troppo evidenti.

Lavori in corso in Baviera

Bayern molto indietro di condizione: lo avevamo visto nel turno precedente contro il Fener e la gara di stasera lo ha confermato. Ci vorrà tempo per vedere la banda di Trinchieri al meglio delle loro possibilità.

Se globalmente la squadra è indietro, ancora di più lo sono singolarmente i nuovi arrivati Freddie Gillespie e Cassius Winston. Non è un caso che entrambi praticamente nel quarto quarto non hanno visto il campo.

Winston sta faticando a prendere confidenza con la fisicità dell’Eurolega e sembra avere difficoltà anche per quanto riguarda le scelte in campo – lampante, in questo senso, il penultimo attacco del Bayern in cui si attarda ad attaccare il difensore facendo così scadere il tempo prima che il suo assist possa finire nelle mani di Hunter.

Allo stesso modo, le potenzialità di Gillespie sono molto alte: fisicamente ha tutti i mezzi per avere un impatto devastante su questo palcoscenico. Per lui valgono le stesse parole usate per WInston: deve trovare la condizione fisica migliore e, soprattutto, imparare a conoscere la competizione. Non abbiamo dubbi, però, che il giocatore vale l’attesa.

Nelle difficoltà globali bavarese i due fari sono i senatori Nick Weiler-Babb e Vladimir Lucic. Ancora di più il primo del secondo. Il play tedesco, infatti, è stato il metronomo della squadra e lo dicono anche i numeri: 16 punti, 5 rimbalzi e 4 assist. Ha dettato lui i ritmi dei suoi e, spesso, ha scosso lui il resto della squadra con delle giocate individuali.

Lucic è sempre Lucic, anche se stasera pure lui ha sbagliato alcune cose che di solito non fallirebbe nemmeno ad occhi chiusi. Soprattutto un appoggio facile facile al ferro.

Come detto, per il resto, c’è ancora molto da lavorare. Soprattutto dal punto di vista della condizione fisica: anche uno come Rubit che l’anno scorso era una delle migliori ali grandi della lega, questa sera è stato praticamente anonimo.

La partenza del Bayern è quindi in salita, ma guai scommettere contro i ragazzi di Trinchieri: le probabilità di rimetterci sono sempre altissime.

ATO di Andrea Trinchieri

Virtus, luci e ombre: per ora basta il talento dei singoli

Come detto, una Virtus a corrente alternata. Che contro questo Bayern è bastata, ma nel doppio turno di settimana prossima servirà sicuramente qualcosa di più.

Parlando dei singoli è stata una serata non facile per il reparto lunghi. Gara brutta al tiro per Mickey – che fin qui aveva abituato bene – il quale però è stato sempre presente a rimbalzo (10 carambole per lui) e in difesa. Jaiteh è ancora lontanissimo dalla migliore condizione fisica, mentre Bako ha alternato ingenuità a momenti di esuberanza fisica con due schiacciate tonitruanti. Non si può che crescere.

Sprazzi di talento assoluto per Iffe Lundberg. Nel roster virtussino è stato l’uomo scelto per incidere a giochi rotti e per portare punti sugli esterni. In queste prime uscite è stato silente in attacco e molto preciso e certosino in difesa. Questa sera ha confermato la prova difensiva, ma in attacco ha messo a segno alcune fiammate da attaccante puro e da scorer di grande qualità. E’ stato il miglior marcatore della squadra con 13 punti.

Tra le altre cose, è stata anche la serata del ritorno in campo di Milos Teodosic. Fin dai primi secondi era chiaro quanta voglia avesse di tornare sul parquet e in particolare su quello di Eurolega. Ha alternato momenti di genio a palle perse sanguinose dovute all’eccesso di frenesia. L’impressione però è chiara: con lui in campo la Virtus ha un livello di pericolosità ed efficacia offensive esponenzialmente più alto.

Poi, in toto, ci sarà da lavorare meglio sull’attacco e sulla capacità di non sconnettersi all’interno dei 40 minuti. L’obiettivo deve essere quello di limitare i passaggi a vuoto che, in altre serata, potrebbero essere fatali.

Intanto, però, è giusto anche godersi la prima vittoria in Eurolega dopo più di un decennio. Ma la testa dei bianconeri è già a un doppio turno in trasferta che sarà importantissimo.

(Credits photos: Virtus, Bayern)

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