Euroleague Power Ranking 2022/23: le scelte di Eurodevotion

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SQUADRE DA TITOLO

#3 – BARCELLONA

Meno male che c’è Saras a parlare chiaro, perchè della pressione che circonderebbe i blaugrana non se ne può più. Con tante favorite, sembra che solo loro siano obbligati a vincere l’Eurolega, dimenticando, al solito, che una vince e 17 la giocano e basta.

E’ un bel Barça, completo e molto più portato alla fase offensiva, con maggior ritmo nelle gambe grazie a quel Satoransky che sarà un altro da valutare come MVP della competizione. Che coppia straordinaria con Laprovittola! Chi ne ha due così in quella zona del campo?

Kalinic certezza totale: ha tutto, dall’esperienza alla tecnica sopraffina, oltre a sapere come si vince. Assolutamente la firma estiva più sottovalutata e che sarebbe servita a tutte le prime.

Molto passerà da Vesely e da una condizione fisica che negli ultimi anni è sembrata un po’ precaria. A posto lui, da quelle parti si vola.

Cose positive possono arrivare da Tobey, anche dopo il rientro di Mirotic, cosi come nel caso di da Silva, ottimo prospetto.

Il cuore della squadra resta nei vari Kuric, Abrines Martinez e Jokubaitis, nonchè in Cory Higgins, sul quale si lavora per averlo pronto nella seconda perte di stagione.

Sanli dovrà sobbarcarsi tanto lavoro, soprattutto se Vesely non fosse ancora pronto al 100%, e qui potrebbe sorgere qualche difficoltà a rimbalzo.

L’infortunio di Mirotic? Ovvio che oggi sia un problema, anche perchè manca una data certa di rientro, tuttavia alla lunga potrebbe essere una disgrazia inferiore a quanto si pensi. Avere un fenomeno tale fresco da gennaio in poi è situazione in grado di diventare letale, sì ma per gli altri.

Vedremo un Barça forse meno spietato in stagione regolare, quindi un numero di sconfitte in doppia cifra non ci stupirebbe: 22-25W.

#2 – EFES

Partiamo da Larkin ed allora vale quanto detto per Mirotic: oggi è un problema, poi lo sarà forse per gli altri. Nel frattempo ci può pensare Vasa, MVP di tutto di recente.

Con la forza dei campioni, con la voglia matta di scrivere una pagina unica ed irripetibile di storia del basket europeo e con quel diavolo di Ataman in panchina, l’Efes affronta una stagione in cui tutta la pressione c’è, ma è sugli altri.

Il mercato ha portato giocatori che completano un roster, e soprattutto un quintetto, in grado di esaltare le caratteristiche del magico duo Larkin-Micic. Clyburn, Polonara e Zizic sono tre atleti che nel ruolo non hanno rivali a livello di corsa e di transizioni rapide. Potrebbe nascerne uno spettacolo straordinario.

Il blocco Beaubois, Bryant, Dunston e Pleiss sa cosa fare per rendere efficace il basket del Coach e tra questi non sottovaluteremo la possibilità di una grande crescita di Elijah Bryant, giocatore di notevole livello sui due lati del campo.

In aggiunta, soprattutto nei primi mesi senza Larkin, non sarebbe per nulla una sorpresa vedere un Tuncer in formato Eurobasket, sentenza dall’arco. Ci sono quei momenti che fanno svoltare una carriera e questo potrebbe essere successo.

Curiosità per il ritorno di M’Baye in EL dopo gli ultimi anni molto positivi in Turchia.

Partiranno col freno a mano tirato come gli ultimi due anni per poi essere i più pronti quando è tempo di trofei? Magari accadrà, ma non nella forma già vista, anche perchè la netta maggior competitività di questa stagione vedrà un grande equilibrio che permetterà poche disattenzioni.

E’ un Efes da 22-25W, al massimo da 20-23, ma comunque in alto.

#1 – REAL MADRID

Recentemente a Siviglia per la Supercopa, siamo stati testimoni di una situazione che dice tanto del Real di quest’anno. Avanti più o meno di 30 col Betis in semifinale, vediamo in campo un quintetto del tipo Chacho-Musa-Hezonja-Cornelie-Poirier e ci chiediamo quando entreranno seconde linee e “bambini” visto il punteggio. Mai è la risposta, perchè quelli erano in quel momento gli ultimi della rotazione…

Chus Mateo ha in mano una squadra fenomenale, completa in ogni reparto con, forse, l’eccezione del ruolo di PG, dove sono in tanti ma manca l’asso del livello dei compagni. Anche se si fatica a pensare incompleto un reparto con Chacho, Abalde, Alocen, Llull, e Williams-Goss… Detto tutto ciò, le strade che portano a Campazzo sono tante, come vi abbiamo già detto da inizio estate e come abbiamo confermato, con tanto di potenziale inserimento del Partizan, tre settimane fa. Ecco, arrivasse il Facu, sarebbe ben difficile trovare un’altrenativa ai “blancos”.

Dzanan Musa e Mario Hezonja danno una dimensione nel ruolo di ala, col bosniaco attivissimo anche da 1 e 2, con pochi eguali. E quegli eguali non li ha nessuno avvicinandosi al canestro.

Deck, Yabusele, Cornelie, Tavares e Poirier. serve altro?

Tra i tanti citati abbiamo dimenticato “soltanto” Rudy, campione terreno ai box i primi due mesi, Hanga, “Mr utilità”, e Fabien Causeur, l’uomo dei finali e delle finali, in attesa del ritorno di Randolph, sfortunatissimo e che speriamo di poter vedere al meglio.

Si sono già viste anche importanti novità tecniche apportate da Mateo, con una ritrovata voglia di correre e di entrare rapidamente nei giochi.

Proprio il Coach, storico assistente di Laso, ha il grande vantaggio di un roster assai superiore a quelli avversari, tuttavia è in una posizione comunque delicata perchè succedere ad una leggenda come il suo ex capo allenatore non può mai essere semplice.

Questo Real vale 24-26W e potrebbe essere la prima squadra a vincere la stagione regolare ed confermare il verdetto in Playoff e le Final 4, dopo tante eccezioni in quel senso.

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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