I protagonisti di Eurolega in campo ad Eurobasket 2022: il loro rendimento

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REAL MADRID (6)

Rudy FernandezEurobasket memorabile per un campione unico. Oltre i numeri (comunque 16/37 da tre, pari al 43,2%) è stato leader totale in campo e fuori. Merita il titolo, con tutta la commozione derivante dalle dure vincente personali recenti, affrontate con una professionalità unica.

Vincent Poirier – Il secondo, a volte il terzo lungo delle rotazioni di Collet, si è spesso pestato i piedi con l’altro centro quando utilizzato in formula “twin tower”. 12′ ingiudicabili perchè mai sfruttato a dovere.

Guerschon Yabusele – Europeo solido, da grande giocatore che ormai è. Qualcosina in più a rimbalzo (3,8) si può chiedere, ma è uno dei pochi 4 del continente che ha reale doppia dimensione (46,4% da tre e 59,3% da due).

Mario Hezonja – Decisamente deludente, mai al livello che può toccare. Un po’ come tutta la Croazia, disordinata e poco impattante. Ha fatto cose che uno come lui può fare in ciabatte, è stato lontano dal resto.

Dzanan Musa – Eurobasket da star, con il capolavoro da 22+5+5 contro la Slovenia. Ha tutto per esplodere definitivamente a Madrid, dove l’ambiente potrà pesare, ma avere di fianco Rudy e Sergi sarà una spinta fondamentale. 62,8% da due e 45% da tre, con 4 assist e 3,4 rimbalzi. Super!

Adam Hanga – Guai muscolari, due sole gare, comunque da leader. Il solito Hanga, uno dei pochi che sa fare tutto sui 28 metri.

OLIMPIA MILANO (7)

Gigi Datome – Oltre numeri, comunque buonissimi (8,1 punti col 52,4% da due ed il 39,3% da tre a cui aggiunge 2,4 rimbalzi), una leadership totale. Ora che il futuro della Nazionale sembra in grado di riservare soddisfazioni sarebbe un vero peccato che Gigi non potesse avere al collo una medaglia. E’ l’uomo che ha portato avanti la barca azzurra anche negli anni tempestosi, merita una “standing ovation” infinita. Deciderà, come sempre, con maturità e saggezza.

Nicolò Melli – Europeo da protagonista assoluto, con Alberto Diaz e Pajola divide il premio di miglior difensore. E’ però ottimo anche davanti, dove sa di dover essere un fattore e si prende tutte le responsabilità del caso. 12,6 punti, 4,3 rimbalzi, 3 assist, 1,6 recuperi 14,7 di valutazione ed un plus/minus medio di +5: l’Italia non è l’Italia senza Nik.

Stefano Tonut – Alti, non molti, e bassi, parecchi soprattutto in difesa dove ha sempre sofferto. L’Eurolega sarà un altro mondo, sinora mai toccato. Non saranno soltanto un 48,6% da due ed un 20% da tre a richiedere crescita, ma un’attenzione difensiva che verrà richiesta con costanza.

Tommaso Baldasso – Presenza totalmente marginale, come abbondantemente previsto. Continuiamo a non capire perchè, in tali condizioni, non si sia data la possibilità di approcciare una grande manifestazione internazionale a Matteo Spagnolo, futuro azzurro nel ruolo.

Giampaolo Ricci – Come accade diverse volte va oltre i propri limiti e dà un discreto contributo anche a livelli che si pensa non dovrebbero essere i suoi. Chi avrebbe pensato a Pippo in campo oltre 17′ in un europeo?

Paul Biligha – Nelle poche volte in cui è chiamato in causa fa il suo come sempre a livello di impegno, con tutti i limiti di una stazza e di una tecnica che va in sofferenza con tutti i pari ruolo.

Johannes Voigtmann – Niente di che, soprattutto considerando l’alto livello messo in campo dai compagni. Bene nella “finalina”, conferma i suoi pregi (efficacia a rimbalzo, tiro dall’arco e capacità di aprire il campo) ed i suoi difetti (quando mette palla per terra è un incubo per i compagni). 6,7 rimbalzi sono un dato notevole.

(Photo: http://www.fiba.basketball)

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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