I protagonisti di Eurolega in campo ad Eurobasket 2022: il loro rendimento

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ALBA (5)

Jaleen Smith – Tanti alti e bassi, anche all’interno della stessa gara, ma uno degli ultimi che ad arrendersi con la Finlandia. Rimane giocatore su cui posare gli occhi a lungo quest’anno. Ha chiuso a 12 con 4,7 assist.

Yovel Zoosman – Complessivamente male, non c’è stata una sola gara in cui il suo plus/minus sia stato positivo (globalmente -28). E’ parso ai margini e sembra inevitabile sottolineare la sofferenza di fronte ad un Avdija pigliatutto.

Tamir Blatt – Passa molto bene la palla, sa farsi sentire anche a rimbalzo nonostante la stazza limitata ed è partecipe in attacco. Si spegne un po’ con lo spegnersi della sua squadra.

Maodo Lo -Splendido in almeno 5 gare, è un po’ mancato in semifinale. Sentenza dall’arco (45,1% su 51 tentativi, 5,7 a gara), assume sempre più le sembianze della guardia di altissimo livello di Eurolega.

Johannes Thiemann – Una delle più belle sorprese del torneo. Prestazioni quasi tutte eccellenti e la capacità di fare sempre qualcosa che serve alla squadra.

MACCABI (5)

Lorenzo Brown – Dominatore assoluto, probabilmente scippato del titolo di MVP. 15,2 e 7.6 assist, facendo sempre la cosa giusta nel momento giusto. Ha iniziato con le marce basse, poi 28-10-29-14 nella fase ad eliminazione, con 36 assist in 4 gare. Se è questo il Maccabi fa paura.

Roman Sorkin – Discreto torneo da 7,2 con 3,8 rimbalzi, ma è chiaro come soffra contro determinati corpaccioni e contro altri assai mobili. E’ una via di mezzo che non può sbagliare una sola scelta.

Guy Pnini – 14′ di leadership più emotiva che tecnica, in tre gare su cinque è praticamente sparito (3 punti totali). Quello che può dare è più un contributo di esperienza e nel nuovo Maccabi potrebbe servire moltissimo,

Rafi Menco – Buon tiratore da tre, anch’egli, come Zoosman, ha un po’ sofferto i tanti spazi occupati da Avdija. Può aiutare molto il Maccabi, soprattutto in patria.

Jake Cohen – Presenza utile ma limitata per coinvolgimento. 4,8 punti e 3,2 rimbalzi in appena 12′ sono dati discreti, ma nulla più.

EFES (5)

Shane Larkin – Bene all’esordio, non ha trovato il ritmo e l’equilibrio con le stelle della squadra provenienti dalla NBA. Si è fatto male sul più bello, sarebbe stata un’altra storia per la Turchia averlo nelle gare decisive. Ora due mesi per recuperare e guidare l’Efes verso il sogno “threepeat”.

Vasa Micic – Delusione notevole, non tanto per i numeri (14,8 e 7,5 assist) che sono notevoli, quanto per il non aver preso in mano la squadra nei momenti decisivi, tra i quali quello del parziale azzurro. Feeling con Pesic da rivedere.

Achille Polonara – Solido, concreto ed efficace. Come a Belgrado, il suo rendimento sale automaticamente in assenza del Gallo. Abbastanza ovvio. Il 48,1% da tre è notevole, ma ciò che fa la differenza è l’applicazione a rimbalzo (6,9). Sarà “Polonair” nel sistema di Ataman? Ci sono tutti i presupposti per il sì.

Bugrahan Tuncer – Prova memorabile da vice-Larkin con la Francia (6/10 da tre e serie da 6/6) ma sappiamo com’è andata. Non è certo lui il responsabile della prematura uscita ottomana. Potrebbe diventare un fattore in EL, soprattutto all’inizio durante l’assenza dello stesso Larkin.

Amath M’Baye – Sempre elegante, è stato eccellente contro la Slovenia (13+4+5) ma chiaramente non era la prima opzione francese. Dovrà abituarsi perchè ancor meno lo sarà all’Efes.

(4/6, scorri in fondo per cambiare pagina e proseguire nella lettura)

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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