Aleksandar Vezenkov, con l’Olympiacos a caccia del titolo

GianniJBertoli
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I dati e la carriera

Aleksandăr “Sasha” Vezenkov nasce a Nicosia nel 1995 da madre cipriota e padre bulgaro.

Il padre Sachko è stato un giocatore di pallacanestro e capitano della nazionale con la quale ha partecipato a EuroBasket nel ’85, ’89 e ’91. La relazione e l’influenza del padre saranno da stimolo per la crescita del giovane che nonostante la tripla cittadinanza, bulgara, greca e cipriota e non avendo mai vissuto in Bulgaria decide di seguire le orme del padre e giocare per la nazionale est europea.

Il padre non rappresenta l’unico modello cestistico della vita del giovane Sasha, la palla a spicchi è affare di famiglia e anche la sorella Michaela è stata giocatrice di basket al college e nella lega cipriota fino a diventare capitana della nazionale di basket dell’isola.

Considerato fin da giovane fra i miglior prospetti della sua generazione inizia a muovere i primi passi sul parquet nelle giovanili dell’ Apoel Nicosia fino al trasferimento sulla penisola ellenica all’ Aris Salonicco nel 2009 dove debutterà con la squadra senior nel 2011.

Vezenkov in maglia Aris Salonicco

L’impatto di Vezenkov con il basket professionistico è graduale. Esordisce a 16 anni e nelle prime due stagione vede un progressivo incremento del minutaggio e una crescente presa di confidenza nei suoi mezzi. Nell’estate 2013 avrebbe dovuto attraversare l’oceano per raggiungere la Xavier university ma decide di rimandare la traversata e continuare a vestire la canotta gialla nella lega greca.

Il 2013/14 vede aumentare il suo minutaggio e gli permettono di mettere in mostra le sue qualità, fa registrare 11.1 punti, 5.8 rimbalzi, 2.1 assists e 0.9 rubate a partita. Performances che gli valgono a fine stagione, per il secondo anno consecutivo, il premio di miglior giovane.

Una stagione di crescita e di impatto per una delle giovani promesse del basket europeo, il preludio per il vero exploit dell’annata 2014/2015. Individualmente Vezenkov fa registrare 18 punti, 7.7 rimbalzi e 1.6 assists ad allacciata di scarpe. Miglior marcatore del campionato, secondo in rimbalzi totali e a 19 anni viene eletto per il terzo anno consecutivo Miglior giovane. Vince il premio di Most Improved e raggiunge gli onori di MVP. Un premio che dal 2001/02 è stato vinto solo da due giocatori non appartenenti alle squadre della capitale: Vezenkov nel 2015 e la leggenda del basket europeo Dimitris Diamantidis nell’ultima stagione all’Iraklis prima di indossare i colori verdi del Pana.

In quell’estate si dichiara eleggibile per il draft NBA ma ritirerà la sua candidatura.

Le sirene dell’Europa che conta, cestisticamente parlando, lo chiamano e cederà alla corte del Barcellona che lo blinda per 3 stagioni più un’opzione per la quarta, fissando un buy out NBA da 1 milione di euro.

L'annuncio social di Vezenkov al Barcellona

Anni non semplici per il club catalano che cambia 4 coach nei 3 campionati che Il nativo di Nicosia trascorrerà nella terra dei tori. Nel suo debutto in Europa i sogni del club blaugrana guidato da coach Xavi Pasqual si interrompono nei play off.

La stagione 2016/17 è quella del cambio di formato per l’Eurolega e in Catalogna arriva coach Mpartzōkas reduce da una campagna trionfale con il Lokomotiv Kuban chiusasi alle Final Four.

Il coach greco crede nel talento bulgaro e Sasha vede crescere il suo minutaggio ma il Barca termina la stagione regolare fuori dai playoff e in una società dove vincere è l’imperativo l’esperienza del coach termina dopo una sola annata lasciando il posto sulla panchina prima a Sito Alonso e poi a Svetislav Pešić. Entrambi preferiscono al numero 14 giocatori più esperti riducendo il suo minutaggio e relegandolo in fondo alla panchina.

Nel 2018/19 lascia la catalogna e forte della cittadinanza greca si accasa nuovamente nella terra che lo ha cresciuto, questa volta al Pireo con David Blatt in panchina. Non una stagione esaltante, poco spazio e poca fiducia.

All’inizio del campionato 2019/20 Blatt viene esonerato e la squadra viene affidata al vice allenatore Kęstutis Kemzūra che rimarrà sulla panchina dei biancorossi fino al Gennaio 2020.

Dopo 18 partite il cammino europeo dell’Olympiakos è deludente. Un record di 7 vittorie e 11 sconfitte portano alla risoluzione con il coach Lituano. Trovare un allenatore di livello Eurolega a metà stagione non è facile. Fortunatamente per la dirigenza, ma sopratutto per Vezenkov, Giōrgos Mpartzōkas esonerato un anno prima dal BC Khimki è rimasto senza squadra.

Gli ultimi mesi del torneo, prima dell’interruzione per i motivi che purtroppo tutti conosciamo, segnano i primi passi per il futuro in casa Olympiakos.

Mpartzōkas è un allenatore esperto e conosce l’ambiente biancorosso. Nel 2012/13 è lui sulla panchina della squadra del Pireo nella vittoria del massimo trofeo continentale. La squadra che si trova a guidare adesso è diversa e deve essere condotta verso un cambio generazionale. Il coach lo sa e decide di convincere la dirigenza a puntare ancora sul giovane Bulgaro rinnovandogli il contratto per altre due stagioni.

Eurolega | Eurodevotion

Nella stagione 2020/21 l’Olympiakos progetta il suo futuro, l’ultima stagione della leggenda Spanoulīs combacia con un ulteriore crescita per Sasha finalmente con maggiore spazio e responsabilità.

Gioca 23.35 minuti a partita contro i 13 della stagione precedente e riesce a mettere in mostra il suo talento offensivo dando prova delle sue doti balistiche tirando in stagione regolare con oltre il 43% da dietro l’arco.

Il campionato appena conclusosi è un successo sia per l’Olympiakos che per Sasha. Il numero 14 è al centro del gioco, resta in campo 30 minuti di media e guida i bianco rossi sia per punti segnati che per rimbalzi e riporta la squadra greca alle Final Four.

A mio giudizio il successo europeo di questa stagione deriva dalla relazione coach – giocatore che si è creata nel duo MpartzōkasVezenkov. Non a caso il primo è stato eletto allenatore dell’anno e il secondo era in corsa per il premio di MVP della regular season.

Queste le parole della superstar Bulgara ad Alberto Marzagalia alla vigilia della semifinale contro l’Efes riguardo il suo coach.

«Era il mio Coach al Barça, lo è da un paio d’anni qui, sai com’è la storia… Conosce le mie debolezze ed i miei punti di forza, mi dà fiducia, tempo ed io sto bene. Gioco per la mia squadra, per lui, per la mia famiglia e per chiunque mi abbia aiutato durante queste stagioni».

Successi in europa e successi in patria. L’Olympiakos vince il campionato greco senza troppo patire con un percorso netto nei playoff e Vezenkov vince il premio di MVP della lega.

L’estate in corso ha tenuto con il fiato sospeso i tifosi biancorossi a causa della concreta possibilità di veder partire la loro superstar direzione NBA.

La storia internazionale di Vezenkov inizia molto presto, da sempre considerato il prospetto più interessante della sua generazione.

In Europa attira l’attenzione su di sé ai campionati Europei U16 che chiude come miglior marcatore del torneo a 27 punti di media. Il suo percorso con le nazionali è segnato da leadership e talento offensivo e dopo l’ultima fantastica stagione con la maglia dell’Aris Salonicco decide di rendersi eleggibile al Draft NBA per poi ritirare il suo nome. Situazione che si ripeterà anche la stagione successiva.

Finalmente il 2017 è l’anno giusto e viene scelto alla 57 dai Brooklyn Nets, diritti NBA che saranno ceduti a Cleveland nel 2021 all’interno di una mega trade. Nel Giugno 2022 i suoi diritti passano ai Sacramento Kings e il salto oltreoceano del figlio di Sachko sembra cosa fatta e i tifosi già lo immaginano a far coppia con Domantas Sabonis. Il tempo passa e la dirigenza della squadra californiana decide di puntare non su Sasha ma sul nigeriano Chima Moneke MVP dell’ultima Basketball Champions League.

Un appuntamento, quello con il basket americano, probabilmente rimandato di un anno. Nel frattempo Vezenkov sarà ancora alla guida dell’Olympiakos per tentare la corsa al titolo.

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