Vasilije Micic, MVP a caccia di record

GianniJBertoli
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I dati e la carriera

Vasilije “Vasa” Micic nasce nel 1994 a Kraljevo, la “città del re” chiamata cosi in onore delle numerose incoronazioni che si sono tenute in questa municipalità, come riportato sul suo stemma, che sorge all’interno di una grande vallata nella zona montuosa della Serbia centrale.

Il legame con la città e le sue montagne svilupperanno il lui la passione per lo sci, sport che continuerà a praticare fino a quando i contratti da giocatore non glielo impediranno. Passione, quella per la neve che condivide con la famiglia e in particolare con la sorella Nina campionessa di Snowboard.

Sono un migliore sciatore che giocatore di basket

The crossover with Joe Arlauckas

Lo sci praticato assiduamente in giovane età lo aiuta a sviluppare la coordinazione e il controllo del suo corpo, i suoi movimenti faranno si che a Belgrado non passi inosservato e incontrerà la palla a spicchi nell’ OKK Beograd, per poi passare alle giovanili della Stella Rossa e infine al FMP Zeleznik.

A 16 anni Vasa è considerato tra i migliori prospetti europei della sua età e nella stagione 2010/2011 debutta tra i professionisti con Mega Vizura e fa il suo esordio nella lega Serba.

Nessuna squadra sarebbe potuta essere più azzeccata, una squadra di “ragazzini” terribili, 10 su 13 giocatori sono infatti nati dal 1993 a seguire, un gruppo che cresce insieme nelle stagioni seguenti e che vede passare nei 4 anni che Micic trascorrerà con la casacca rosa anche Nikola Jokic e Boban Marijianovic

Al primo anno fra i professionisti, giovanissimo, Micic fa registrare 8.5 punti di media, 3.1 rimbalzi e 2,8 assist.

Durante la seconda stagione e un inizio promettente si infortuna al legamento del ginocchio e chiude anzitempo l’anno sportivo. L’infortunio non rallenterà la sua crescita e le successive stagioni vedono un incremento in termini di rendimento e leadership, la sua abilità di passatore e giocatore di pick & roll sono già evidenti e contribuiscono a portare Mega in ABA league. Al termine della stagione nella lega adriatica subirà un infortunio alla mano ma oramai gli occhi dell’Europa cestistica sono su di lui e, come riportato da Eurohoops nell’estate del 2014, l’Efes del compianto coach Dušan Ivković era pronto ad accoglierlo in Turchia per formare una coppia esplosiva con il croato Dario Saric:

[…] the first player who is expected to be signed by Efes is 20 years old Serbian Vasilije Micic, a member of Mega Vizura who is considered the next great point guard of a country with a long tradition in this position. Efes already made the right moves in order to secure him and he is considered a lock to wear the jersey of the Turkish team next season.

Non solo l’Europa ma anche la Nba inizia a guardare al talento serbo. A livello Internazionale Micic guida nel 2013 la nazionale U19 serba ad un secondo posto mondiale dietro a Team Usa. Invitato all’Eurocamp di Treviso si farà notare per la sua maturità e le sue abilità con la palla in mano. 

He was the maestro of the team, delivering crisp passes all over the floor with superb creativity. He’s clearly a step above any of the guards here and a real candidate to get drafted in the late first round.

 Source: https://www.draftexpress.com/article/2014-adidas-EuroCamp-Day-Two-4594/ ©DraftExpress

NBA chiama e Micic risponde rendendosi eleggibile per il Draft NBA ma convinto che qualasiasi cosa succeda aldilà d’oceano continuare la sua crescita in Europa resta la soluzione migliore.

Philadelphia lo sceglie alla 52 e deterrà i suoi diritti NBA fino al 2020 quando li scambierà con Oklahoma, Micic resterà in Europa ma non approderà alla corte di coach Duda ma la sua strada lo porterà da un altro coach serbo a Monaco di Baviera.

Monaco si rivela fin da subito un grosso salto per il giovane 20enne. Se sulla carta la scelta di raggiungere coach Pesic era evidentemente la scelta migliore per le ambizioni di Vasa nei fatti il primo vero salto nel professionismo è molto deludente.

Forse complice la giovane età, un ambiente con giocatori più esperti in cui integrarsi, la relazione complicata con coach Pesic e un infortunio al gomito non hanno mai fatto decollare la sua l’avventura a Monaco. Nonostante l’esordio in Eurolega verrà girato in prestito alla Stella Rossa prima di lasciare definitivamente la Baviera nel 2016.

Dopo due stagioni per niente esaltanti Micic approda in Turchia con il BLS Tofaş Spor Kulübü Bursa, probabilmente un passo indietro rispetto all’Europa che conta, cestisticamente parlando, ma la necessità di ritrovare fiducia nelle sue capacità ed avere spazio per mettersi in mostra sono l’elemento principale per la stagione 2016/17.

Un’esperienza che Vasa considera un momento chiave della sua carriera dove incontra coach Orhun Ene che lo incita a migliorare il suo tiro e a diventare un giocatore più aggressivo nel cercare il canestro e non solo a mettere in mostra le sue doti di passatore.

E’ una stagione fondamentale nella carriera di Micic, costretto a fare i conti con il peso di essere il futuro del basket serbo e la cultura di un popolo che ritiene che se a vent’anni non hai realizzato qualcosa allora forse non sei bravo abbastanza. A Bursa Micic si toglie questo pensiero dalla testa e da quel momento in poi la sua carriera sarà una continua scalata verso il vertice.

Nella stagione successiva avrebbe potuto giocare l’Eurocup con la squadra turca ma l’ottima stagione nel campionato hanno riacceso i radar di molte squadre di Eurolega su di lui. 

Vasa non è più come il giocatore arrivato a Monaco ma è un giocatore solido e consapevole dei suoi mezzi e ora è pronto a giocare la sua prima vera stagione di Eurolega con un team dove poter dimostrare le sue capacità. 

L’Efes lo cerca ma per la seconda volta è una fumata nera. La partenza di Leo Westerman e la possibilità di riempire quello spot in un sistema intrigante con un coach carismatico come Jasikievicius alla guida convincono Micic a spostare il suo talento a Kaunas a discapito di contratti più remunerativi.

La stagione in Lituania è piena di sucessi per il serbo, oltre ai trofei Nazionali insieme a Kevin Pangos, guida il club alle final four di Eurolega perse in semifinale contro il CSKA. In Europa viaggia a 7.7 punti, 4.2 assists and 2.2 rimbalzi in 22 minuti di gioco. 

Riportare lo Zalgiris alla fase finale della competizione per la prima volta dal 1999 e ribadire il successo nella lega lituana non furono la parte più importante della sua esperienza a Kaunas. Come da lui stesso dichiarato essere allenato da una point guard leggendaria per il basket Europeo come Sarunas Jasikievicus lo hanno aiutato a migliorare e a comprendere a fondo le dinamiche del basket europeo:

“Saras is a very very demanding coach, but very very useful. I always like to say as a comparison that year was like 5/6 years at EuroLeague level.The way he coaches player, the way he teaches player, he treats player on the court with a lot of details especially for a point guard is amazing. I’m using so much of it in these years after him.”

E’ proprio l’ammirazione per il coach lituano e la sua carriera a ispirare Micic a prendere una scelta a dir poco clamorosa al termine della stagione 2017/2018: lasciare Kaunas, orfana di Kevin Pangos, e approdare ad un Efes in ricostruzione che nella stagione aveva concluso all’ultimo posto in regular season con appena 7 vittorie. Senza nessuna certezza e come back up di Shane Larkin ma con la voglia di mettersi in mostra e dimostrare quanto aveva imparato.

La storia recente dell’Anadolu Efes dal 2018 è nota a tutti e anche se Pablo Laso non ritiene questa squadra la più forte di sempre è innegabile che la compagine turca sia entrata di diritto nei libri di storia della competizione. Micic ha trasformato quella che per molti è stata una scelta azzardata e incosciente in una marcia trionfale e il primo passo da gigante è stata proprio la prima stagione dove ha riportato la squadra di Ataman alle Final Four perse in semifinale, ancora una volta, contro il CSKA del suo nuovo compagno Will Clyburn.

La strada è tracciata e anche se la stagione 2019-2020 non ci dirà mai come sarebbe andata a finire rappresenta un tassello importante per leggere l’ulteriore crescita di Vasa e della squadra ed il preludio di quello che sarebbe successo nei due anni successivi.

Due stagioni in cui Micic vince tutto si consacra MVP della stagione regolare e come back to back Final Four Mvp. La sua vena realizzativa in Europa è un crescendo sin dalla prima partita giocata coi colori bavaresi sulle spalle e grazie anche ai consigli di coach Orhun Ene ad essere più aggressivo raggiunge nell’ultima stagione i 18.2 ad allacciata di scarpa e vince l’Alfonso Ford Trophy come miglior marcatore della lega.

Una crescita spaventosa a cui in questa estate mancava soltanto la traversata dell’oceano e l’approdo in una franchigia NBA per mettere la ciliegina sulla torta e riconoscere, se ce ne fosse davvero bisogno, le capacità e il talento della guardia classe 1994.

La storia NBA di Micic come detto inizia con gli EuroCamp organizzati nel 2013 e nel 2014 dove le sue doti gli hanno permesso di mettersi in mostra e di essere draftato alla 52 da Philadelphia.

Nel 2020 i suoi diritti sono stati ceduti ad Oklahoma all’interno della trade per Danny Green.

In questa estate proprio il dialogo con i Thunder ha forse impedito l’approdo di Vasa in America. Nonostante alcune squadre NBA avessero espresso interesse per il giocatore i Thunder non volevano accontentarsi di scelte di riepigo e Micic domandava un posto in una contender e un contratto importante.

Alla scadenza della clausula di escape del 20 Luglio nessuna proposta concreta è arrivata e Micic giocherà un’altra stagione alla corte di Ataman alla ricerca di un record storico.

Fonti: https://www.draftexpress.com/profile/Vasilije-Micic-6423/; https://www.eurohoops.net/page/17/?s=micic&lang=en; https://www.youtube.com/watch?v=GzX4CALHhnw&t=2260s

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