Kevin Pangos, il nuovo chauffeur dell’Olimpia Milano

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RUOLO E IMPATTO PREVISTO

L’acquisizione di Pangos da parte dell’Olimpia è senza dubbio uno dei movimenti più rumorosi dell’estate di Eurolega, con il ritorno di uno dei califfi del ruolo. In quanto a playmaking puro il canadese sta con Calathes e Sloukas nella cerchia più ristretta della massima competizione europea, con gente come Rodriguez e Teodosic che gli è forse superiore per genialità e creatività, ma che sicuramente non può più esprimere un volume simile di gioco prodotto.

Il prodotto di Gonzaga era, poco tempo fa, un talento primario del panorama di Eurolega, tant’è che il CSKA lo ha inseguito a più riprese. Uno di quei giocatori su cui una squadra avversaria pensa l’intero game plan difensivo.

E’ quindi certamente un vero e proprio colpaccio, un pezzo fondamentale del roster che l’Olimpia ha desiderato in modo molto convinto, tanto da aver affondato il colpo in modo già decisivo nelle settimane precedenti la serie playoff con l’Efes.

Si tratta infatti di un giocatore la cui leadership e qualità lo rendono uno dei pochi possibili sostituti del Chacho e, soprattutto, il perfetto chaffeur per un’Olimpia da grandi ambizioni. Le qualità attitudinali, rilevate con grandissimo focus dal duo Messina-Stavropoulos, ci sono tutte e KP le dimostra sin da giovanissimo.

He exhibited outstanding leadership skills throughout the practices and was quick to pick up on the drills and plays that were thrown at him, showing an excellent attitude along the way.

DraftExpress, 22/04/2010 (Jordan Brand Classic International Game scouting)

Di quelle tecniche, già abbiamo detto sopra. Esiziali, divine, prodigiose.

Rimangono soltanto solo due punti di domanda sul suo possibile impatto come lider maximo delle scarpette rosse.

Per prima cosa un tema “fisico”. Pangos, dopo aver saltato sostanzialmente a piè pari la stagione 19/20 (per cause traumatiche, ha mostrato un’ampia ripresa l’annata seguente in maglia Zenit), ha collezionato in America soltanto 166′ in Nba e spiccioli in G-League, prima del taglio di febbraio. Inoltre, nel periodo rimasto, alcune voci che abbiamo raccolto ci hanno parlato di in giocatore che faticava ad allenarsi al 100% per qualche guaio fisico proprio nel periodo di di inattività che hanno seguito il mancato approdo al CSKA. Niente di allarmante, ma che potrebbe avere condizionato il suo lavoro in quelle settimane.

Senza grandi preoccupazioni quindi, si può dire però che l’ex Cavaliers necessiterà probabilmente di un po’ di tempo per recuperare una forma ottimale e non è così scontato che ammireremo da subito al 100% il Pangos che avevamo lasciato. Un po’ di pazienza servirà per eliminare le scorie dell’inattività e di un minutaggio non certo qualitativamente ottimale nella lega di Adam Silver.

Tempo che servirà anche perchè il neo-biancorosso entri nei meccanismi tecnici della squadra.

Non credo si possa immaginare difficoltà di compatibilità con Messina, che potrà farne il suo braccio lungo sul campo, nè con i colleghi, tutti grandi uomini squadra e tra i qual spiccano suoi ex compagni come Baron, con cui formava uno pericoloso backcourt allo Zenit, e Davies, rivale ai tempi del college e compagno di mille battaglie tra Zalgiris e Barça.

L’impianto offensivo necessita di un comandante come lui, quello difensivo, una vera e propria espressione di eccellenza l’anno scorso, è capacissimo di assorbirne le difficoltà, grazie sia all’impiego di “quintettoni” (Shields da 2, Thomas da 3, un’ipotesi?), sia al contributo di veri e propri ministri della difesa, sia all’incredibile organizzazione di squadra.

La sfida più importante, però, sarà quella di calarsi in una squadra con un ruolo sicuramente importante, ma che non è pensata strettamente su di lui. Allo Zalgiris e allo Zenit è sbocciato con un ruolo di primissimo piano, al Barcellona dove la pressione era più alta, il talento più diffuso, non ha convinto, sebbene non solo per colpe sue.

Milano sarà quindi la sua grande sfida, una società che parte con ambizioni da Final Four e che presenta già giocatori leader dal punto di vista emotivo e tecnico, coi quali dovrà ben sposarsi per realizzare a pieno il suo potenziale di top player. Se, quindi, è possibile avanzare qualche dubbio in questa direzione, abbiamo d’altro canto la speranza fondata nella piena maturità di un cestista di 29 anni e in una maggiore fortuna rispetto al passato, soprattutto catalano.

In questo senso la coppia con Naz Mitrou-Long è molto interessante, l’alter ego canadese è infatti un nome non tanto ingombrante dall’imprimere una spartizione paritaria di minuti e responsabilità, nè tanto marginale dal non risultare un’alternativa di gioco credibile e continuativa anche ai massimi livelli.

Per questo può rappresentare il migliore compromesso per convivere con Pangos, e, anche per questo, come in molti altri casi in tutto il variopinto e lussureggiante roster allestito dall’Olimpia, mi rimane grandissima curiosità di vedere come Messina ha intenzione di gestirne e valorizzarne le qualità e in che rapporto reciproco.

Le premesse per una grande storia a tinte biancorosse, sulla falsa riga dei grandissimi che hanno rivestito la posizione di playmaker nella storia di questa gloriosa società, ci sono tutte, le aspettative vanno di conseguenza.

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