L’Eurocup sbarca a Londra e Parigi, gli ultimi due grandi mercati da conquistare

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ECA ha inserito i London Lions e il Paris Basketball tra le partecipanti alla prossima stagione di Eurocup: il grande basket continentale penetra finalmente negli ultimi due mercati ancora vergini, con l’obiettivo di trasformarli in piazze da Eurolega.

Londra e Parigi. Per ora saranno la periferia dell’Impero, new-entry nella prossima stagione di Eurocup. Ma il progetto per le due grandi capitali europee ha ambizioni che vanno ben oltre i bassifondi della seconda competizione continentale.

La Gran Bretagna non è un Paese di basket. Per nulla. Ma è un mercato potenzialmente gigantesco da sfruttare, lanciando Londra, città poliedrica, multietnica e ancora legatissima ai territori del Commonwealth e agli Stati Uniti, come testa di ponte. Penetrare a Londra equivale a superare anche le barriere dell’Europa.

La Francia, invece, ha avuto un discreto passato come Paese di basket. Gli ultimi decenni hanno visto il movimento spiralizzarsi in negativo nel mercato locale, ma, a livello globale, ha ancora una scuola valida, capace di produrre talento tecnico e atletico. NBA, Eurolega ed Eurocup sono ricche di giocatori francesi. La nazionale è fresca dell’argento olimpico della scorsa estate.

Lione e Monaco nell’Eurolega di oggi, ma il futuro guarda alle grandi capitali

Tony Parker ha rimesso il Paese d’oltralpe sulla cartina della massima competizione europea rilanciando una vecchia grande piazza come Lyon-Villeurbanne. E l’AS Monaco (altro Stato, vero, ma comunque affiliato alla Pro A francese) ha contribuito a risollevare l’interesse locale con una stagione da matricola terribile in Eurolega. E quest’anno, dopo un’eternità, anche la Pro A ha una finale di tutto rispetto con due formazioni militanti nel massimo campionato continentale.

Lione e Monaco sono un inizio intrigante, ma ECA sogna in grande, com’è sempre stato il suo stile. Punta a Parigi, dirimpettaia di Londra, da secoli in competizione per manie di grandeur. L’area metropolitana della capitale francese conta 13 milioni di abitanti. Quella di Londra arriva a 14. Sono due mercati con un bacino virtualmente infinito. Certo, al momento poco interessato alle vicende della palla a spicchi, ma sono numeri talmente grandi da poter risultare comunque profittevoli anche agli inizi.

Londra e Parigi fanno gola a tutti: Eurolega gioca d’anticipo sulla NBA

Non è un caso che, negli ultimi anni, siano state le due città scelte da NBA per la classica partita annuale d’Oltreoceano. Londra e Parigi fanno gola anche alla Lega più ricca e importante del mondo, sedi già sicure per una possibile espansione con una Division europea. ECA gioca d’anticipo, fungendo da apripista per un primo vero, grande assaggio di basket continentale.

Il sistema a inviti non rispecchia necessariamente il merito sportivo, è vero. Ma apre a possibilità di crescita impensabili ragionando esclusivamente nell’ottica dei risultati. Il Paris Basketball, reduce dalla sua prima esperienza nella massima serie, non avrebbe potuto pianificare una crescita con il modesto 15esimo posto in campionato.

Così come i London Lions, finalisti in BBL ma soltanto terzi in regular-season e lontanissimi dalla capolista, i Leicester Raiders. La squadra londinese ha tentato, invano, la qualificazione in FIBA Champions League nell’annata da poco conclusa, salvo poi accontentarsi di una comparsata in FIBA Europe Cup. Ma ora, con la certezza di un posto in Eurocup, entrambe le società potranno gettare le basi per un futuro di crescita, raccogliendo sponsorizzazioni più importanti e agendo con maggiore appeal sul mercato estivo.

Parigi e Londra muoveranno i primi passi nello scacchiere dell’ECA, ma il vero obiettivo, per entrambe le piazze, è il bersaglio grosso. Una presenza costante al piano superiore, in Eurolega. Un obiettivo dichiarato dalle dirigenze di entrambi i club e condiviso da tempo anche da ECA.

Il progetto futuro di un’Eurolega chiusa e super-elitaria, che possa realmente assumere le sembianze di una NBA del nostro continente, contiene, da anni, entrambe le grandi capitali. Piazze storicamente di calcio e rugby, piazze in cui iniettare, lentamente, la passione per il basket. Il tempo ci dirà se è soltanto utopia o possibilità concreta di rendere il gioco ancora più globale.

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