Maurizio Biggi – Ryzhyk valore aggiunto, giocatori molto corretti: lasciamoli giocare

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Maurizio Biggi, arbitro con tre finali scudetto ed una Coppa Italia all’attivo, ritiratosi nel 2020 ha conversato con noi sui tanti temi legati alla sfida tra Bologna e Milano.

Polemiche, in campo e fuori, un clima francamente ben poco urbano che si è creato intorno ad un evento che avrebbe dovuto dare nuovo lustro ad una pallacanestro italiana alle prese con mille, eterni problemi.

Bologna-Milano è diventata una “guerra santa” di cui francamente non sentivamo il bisogno, tra dichiarazioni pesantissime e comunicati in risposta. E’ ovvio che la cassa di risonanza garantita dai “social” aumenti ulteriormente la tensione, tuttavia la misura è obiettivamente colma.

Con Maurizio Biggi, arbitro di grandissima esperienza ritiratosi nel 2020, abbiamo provato ad analizzare la situazione in generale, con anche qualche dettaglio, per capire meglio attraverso la competenza di chi ci può aiutare a comprendere tante cose che troppo spesso giudichiamo senza conoscerne i dettagli. Oltre ogni tipo di questione di favoritismi o roba del genere, che non ci appartiene e non lo farà mai.

– Maurizio, da dove partiamo? E’ complicata. Il clima è veramente pessimo: si può dire che i fischietti sono stati messi in una condizione tremenda ancor prima di gara 1?

«Sì. Anche perchè storicamente gara 1 è uno spartiacque e può indirizzare la serie. Quindi già c’era pressione, poi visto che in quella partita, soprattutto all’inizio, non segnava nessuno c’erano più rimbalzi, contatti, gente in area e quindi la cosa si complicava ulteriormente. Ovvio che tutto ciò non aiuti».

– Te la butto lì subito, senza girarci attorno. Non discuto minimamente il valore di Boris Rhyzyk, arbitro ucraino accolto in Italia dalla FIP, ed ancor meno discuto il fatto di averlo invitato in Italia in un momento drammatico per il suo paese, cosa meritevolissima, tuttavia ti chiedo una cosa precisa: era il caso di inserirlo come capo arbitro in terne con colleghi coi quali non aveva mai lavorato in un’occasione importante e delicata come una finale scudetto?

«Io credo che Ryzhyk sia un valore aggiunto, non dimentichiamo che ha arbitrato una finale di EL solo 15 giorni fa. Si è calato bene nel ruolo, è abituato ad essere capo terna anche coi giovani. Quindi ti dico che grazie alla sua credibilità con gli addetti ai lavori, soprattutto allenatori e giocatori, sta certamente dando un contributo importante e ritengo non sia assolutamente un problema».

– Non ti è parsa una mancanza di rispetto nei confronti della categoria italiana? O addirittura un’ammissione di inferiorità nel caso tutta da dimostrare?

«No, assolutamente. Magari qualcuno si è sentito offeso perchè ha pensato che gli abbia rubato il posto, ma nel caso si tratta di situazione personale».

Durante le gare sono a decine gli episodi discutibili. A me non è piaciuto soprattutto il cambio totale di metro tra gara 1 e gara 2. Dal “non fischio nulla” al “fischio anche i respiri”, per semplificarla un po’ banalmente. Ma un cambio di terna giustifica una differenza simile?

«L’approccio alle gare è fondamentale e lo è anche per gli arbitri. Ti prepari e non puoi non sapere cos’è successo prima, se ci sono state tensioni tra giocatori etc. Non va confuso con l’essere prevenuti, è solo questione di conoscere protagonisti e situazioni che dovrai gestire. Probabilmente la terna di gara 2 ha pensato di impostare la partita diversamente da quanto avvenuto in gara 1. E ti sottolineo che se nel primo episodio si fosse fischiato tutto, sarebbe finita in un 3v3 visto come è stata giocata. Va infine aggiunto che ogni terna è composta da persone diverse con esperienze diverse, quindi interpretazioni differenti sono possibili».

C’è una caratteristica del gioco nella quale hai visto qualche errore di giudizio di troppo?

«A mio parere avrebbe potuto esserci più pulizia sui portatori di palla, non necessariamente solo i playmaker. Penso ad esempio a Teodosic e Shields, innervositisi in alcune occasioni. Poi alcuni 2+1 fischiati mi sono parsi un po’ generosi per gente abituata alle botte che volano sotto canestro in Eurolega ed Eurocup».

Che alcuni giocatori possano permettersi qualche “licenza poetica” maggiore lo sappiamo tutti. Abbiamo una certa età e non possiamo non ricordare cosa era concesso a certi campioni del passato. Ha fatto molto discutere l’atteggiamento di Teodosic dopo il tecnico giovedì sera: a me il mancato secondo provvedimento è parso una sorta di consapevolezza dopo che alla V erano stati fischiati un fallo discutibile contro e due tecnici tra panca ed il 44. Mi è parsa volontà di non incidere in maniera eccessiva. Cosa ne pensi?

«Hai letto la situazione esattamente per quella che è stata. La gente deve sapere che noi arbitri sappiamo bene, come chiunque al mondo, quando sbagliamo o quando prendiamo una decisione che ci lascia certi dubbi. Ed allora arriva un momento in cui non avere l’umiltà di riflettere sarebbe doppiamente dannoso. Tapparsi le orecchie e voltarsi dall’altra parte è la decisione più giusta per non peggiorare le cose».

Curiosità: ricordi il fischio di interferenza offensiva fischiato contro Bologna al Forum in gara 4? Mi spieghi la regola?

«Quel fischio di Michele Rossi è sbagliato perchè il tiro era abbondantemente corto e Shengelia prova semplicemente a correggerlo: non c’è interferenza alcuna. Tra l’altro la palla non era nel cilindro. Mi fa piacere sottolineare però anche un altro fischio discusso, quello della stoppata dello stesso Toko su Shields. Chiamata regolarissima, l’impatto è corretto e l’eventuale interferenza col ferro (la retina non lo è automaticamente) è questione diversa che non riguarda questa azione. Mi è stato chiesto perchè non siano andati a riguardare ma non era possibile perchè non vi era stata chiamata alcuna. pensa che poi, nel caso, per la regola dell’alternanza, dopo vi sarebbe stato un possesso altrettanto discusso che avrebbe peggiorato le cose».

Altro dettaglio, il contatto Belinelli-Shields. In diretta ho pensato al fallo, poi rivisto mi pare che Belinelli non avanzi mentre Shields un poco lo faccia. E’ un limite molto sottile quello che riguarda l’avanzamento ed il famoso cilindro: come interpretarlo al meglio?

«A me pare che un passettino di Belinelli, senza intento di far male assolutamente, ci sia. Il problema vero è la mancanza di uniformità con la chiamata successiva sul contatto di Hines sempre col Beli. Ma ripeto, non ho visto cattiveria in entrambi i casi».

Ne abbiamo già discusso, sai come la penso… Anche in questa finale vedo volare botte da orbi contro chi penetra o tira da due, mentre i tiratori da tre sono iperprotetti. So che non sei d’accordo, come la mettiamo?

«La direttiva è chiara, c’è poco da fare: si deve proteggere il tiratore da qualsiasi situazione che ne metta a repentaglio la correttezza del movimento e l’atterraggio con relativa incolumità».

Ultimissima: ma se si andasse a gara 7 ci sarebbe la possibilità di rivedere Rhyzik a capo della terna? Nel caso, insisto, non sarebbe almeno inopportuno viste le polemiche sino ad oggi?

«Te lo volevo dire prima… Se dovessi scommettere, cosa che non ho mai fatto, giocherei 5 € su Ryzhyk capo terna e non lo considererei assolutamente inopportuno, come ho detto prima».

«Permettimi, in chiusura, di provare a mandare un messaggio che possa essere distensivo a tutti prima della prossima o delle prossime partite. Tu, io, quasi tutti gli addetti ai lavori, amiamo questo sport per cui passiamo ore ed ore in campo, in palestra, nei palazzi o davanti allo schermo televisivo o di un computer per viverlo e raccontarlo. Sino ad oggi mi pare che i protagonisti in campo di questa finale abbiano dimostrato correttezza. Non c’è mai stato alcun momento di tensione oltre il dovuto tra giocatori, tutto normalissimo per una finale. Sono atleti che non fanno cose “brutte” e mi pare che tutto quanto stia avvelenando il clima avvenga fuori dal campo. Lasciamoli giocare».

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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