Milano c’è, Bologna no: Olimpia oltre il 2-1

alberto marzagalia
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Olimpia sul 2-1: non è una sorpresa perchè sono due squadre di valore, lo è per la forma in cui è arrivato il punto del vantaggio biancorosso.

La partita che non ti aspetti, un punteggio (94-82) che ad oggi dice chiaramente come va una serie.

«Vedete com’è il basket?» avrebbe detto anche in quest’occasione Aldo Giordani, maestro mica per niente.

Il giorno dopo gara 3 ci porta tanti temi di riflessione che però partono da una certezza: dopo 120′ di pallacanestro (non certo travolgente…) Milano pare nettamente più in palla, mentre a Bologna sembra sempre che manchi qualcosa. E quel qualcosa non è solo questione di dettagli.

  • Alzi la mano chi si aspettava Milano vincente in una gara ai 90 contro la Virtus. E’ pronta la denuncia per “pinocchismo” a chi lo fa…
  • Nik Melli, Nik Melli ed ancora Nik Melli. Dopo due gare in cui non guarda nemmeno il canestro ed ogni volta che ci prova è pressoché impalpabile, sforna una prova in stile Belgrado 2018. Magari non in questi termini statistici, ma se il reggiano è questo come aggressività offensiva, il cielo di Milano si rasserena decisamente.
  • Possibile, anzi probabile, che il progressivo ritorno alla forma dopo l’infortunio al polpaccio abbia giocato un ruolo fondamentale nella prova del capitano biancorosso. Non dimentichiamo che proprio il polpaccio è molto delicato (chiedere a Gigione prima di Vitoria 2019) e che Melli non ha mai avuto guai muscolari, come da sua stessa ammissione.
  • Pajola e Weems sono due fantasmi, Cordinier sparisce in un amen, Jaiteh sembra tornato quello di gara 1 (e di parte di gara 2) capendo ben poco della serie, Shengelia a sprazzi limitatissimi, quando sono in campo se ne accorgono in pochi. Se il vantaggio Virtus doveva essere ( e lo è) quello delle rotazioni più ampie, 7 uomini così lontani dalla sufficienza lo cancellano abbondantemente.
  • Jerian Grant. Chi avrebbe mai potuto pensare ad una prova del genere? Io no di certo, visto il nulla sinora da inizio stagione. Ora prova del nove. Fiducia e si vola oppure rientro nei ranghi? Ammetto, non ne ho idea.
  • Quando a 2’44” dal termine del terzo quarto si siede in panca Daniel Hackett e lì sul pino fa coppia con Milos Teodosic, la Virtus sparisce. Dal 66-63 al 78-68 smettendo di attaccare. In una serata in cui si difende poco e male, non avere soluzioni offensive in campo diventa un suicidio.
  • In quel parziale gli ultimi 10 punti sono griffati Grant. 7 in proprio, gli ultimi, ed un assist per la tripla di Baldasso.
  • Dopo l’accettazione della tonnara gara 1 ed i respiri sanzionati in gara 2 arriva un’altra serata ben poco convincente degli arbitri. Ci sono almeno 9 chiamate assai discutibili nel primo tempo (errori) ed un altro paio nei secondi 20′. Mai e poi mai mi sentirete parlare di favori o roba del genere (preferisco non dire esplicitamente cosa penso di chi utilizza i “grigi” come scusa ma immaginerete che non provi grande ammirazione per chi lo fa…), ma sempre penserò che competenza, coerenza nel metro e collaborazione tra i membri delle terne siano condizioni imprescindibili. Ho visto pochissimo di tutto ciò anche su cose facilissime da determinare.
  • Daniel Hackett e Milos Teodosic principalmente, Marco Belinelli a ruota. La Virtus è tutta qui. E si torna alle ampie rotazioni. Il vantaggio viene azzerato se gli altri non si presentano.
  • In un partita che conta non ricordo Milano giocare due quarti da 30 punti ed oltre. C’è grandissimo merito nella prestazione biancorossa ma è chiaro che in casa bolognese ci si debba interrogare a fondo.
  • A fine primo tempo, sul 48-45, quasi tutti hanno pensato ad una gara “a ritmi Virtus”. Ritorna Giordani con le sue parole più famose.
  • DH aveva un problema notevole all’anca ma i campioni, e Daniel lo è, giocano in questo modo anche sul dolore.
  • Kyle Weems, uomo determinante nelle finali 2021, ad oggi non viene rilevato da alcun radar. In 3 gare è 4/10 da due, 2/9 da tre ed è andato in lunetta soltanto due volte (2/2 in #2). Il tutto in un totale di 68′ in cui la sua squadra è -18, rispettivamente -8, +2 e -12 nei tre episodi. Le statistiche sono perfino generose.
  • Messina al momento è in controllo della serie rispetto al rivale Scariolo. Tante scelte, quasi tutte, azzeccate, ed una gestione che è già entrata sotto pelle agli avversari.
  • Ed a proposito di Scariolo una domanda ci pare la più naturale: visto il Jaiteh di queste tre gare, il quintetto con Shengelia da 5 è la prossima mossa oppure si farà attendere come i tartari nel deserto di Dino Buzzati?
  • Gara 3 voleva dire inerzia ed oggi è tutta di Milano. Gara 4 è già “pivotal”, perchè da un 3-1 non vedrei come questa Virtus troppo scialba potrebbe riemergere.

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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