LBA Finals | Virtus Bologna – Olimpia Milano (G2) : Le VuNere impattano la serie

Jean Claude Mariani
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I bianconeri pareggiano i conti, la Virtus con un ottimo ultimo quarto porta a casa la partita che non doveva perdere

L’inizio biancorosso è migliore, l’Olimpia gioca un ottimo primo quarto e sembra poter perpetuare l’egemonia mantenuta su gran parte del primo episodio della serie, ma la Virtus esce alla distanza e nel finale mette in campo grande freddezza e desiderio di vittoria.

Gli uomini di Scariolo migliorano di quel tanto che basta per superare un’Armani Exchange che non riesce nella così ardua impresa di tenere gli avversari a secco allo stesso spietato modo di 48 ore fa.

L’esito è uno di quelli più quotati, con la reazione attesa delle VuNere, marchiata dal 75-68 con cui le squadre hanno salutato la Segafredo Arena. Adesso il duello si sposta al Forum, che regalerà nuovi capitoli alla serie, con la certezza di ritornare dalle parti di Bologna per Gara 5.

Raccontiamo il nostro punto di vista su questa gara con i consueti punti d’analisi di Eurodevotion.

Olimpia, disattenzioni difensive e attacco stagnante

Parte del piano partita difensivo delle scarpette rosse è stato ancora una volta efficace, limitando abbastanza il ritmo della gara, reggendo botta alla manovra e al carattere bianconero, impedendo grandi contributi spalle a canestro (le ricezioni rimangono in molti casi statiche) e costringendo gli avversari a percentuali tutt’altro che ragguardevoli.

29,4% dall’arco, 42% da due, 64% ai liberi per i ragazzi di Scariolo.

Questo però è stato eclissato da molti momenti di disattenzione e di ripetuta difficoltà negli istanti chiave della gara, tra cui il decisivo break della Virtus in apertura di terzo quarto e nel determinante ultimo quarto bolognese. Un po’, a parti invertite, quello che era accaduto ai padroni di casa nel primo atto della serie.

D’altro canto, in attacco, la situazione è rimasta molto simile a quella del primo match, sebbene con meno incisività e cinismo nei momenti topici, non ha quindi permesso di sopperire ai miglioramenti bianconeri. L’Olimpia ha trovato poche risorse di gioco, nonostante abbia fatto girare la palla più che dignitosamente nei momenti più favorevoli.

Stasera non ha funzionato nemmeno il pick and roll tra Chacho e Hines, risorsa primaria due giorni fa, che la Virtus ha neutralizzato con più ingredienti: una pressione convinta e instancabile sulla palla, a passare su quel blocco, in primis di Hackett, una maggiore attenzione di Jaiteh, nettamente più presente, e l’attenzione del lato debole flottato.

L’Olimpia ha trovato un attacco regolarmente efficace solo nel primo quarto, l’unico in cui ha superato i 20 punti, anche grazie alle palle perse forzate e all’azione in campo aperto. Dopo, sui momenti di secca delle scarpette rosse, Bologna ha costruito i suoi parziali.

L’efficacia perimetrale è migliorata, di pochissimo, ma rimane estremamente sotto al livello di guardia per le necessità dei biancorossi (26,9%). Messina tenta nel finale un quintetto con Datome da 4 e Melli/Hines da 5, cercando di aprire il campo il più possibile, ma non c’è nessun miglioramento visibile nel tourbillion finale marchiato Virtus.

Da riprovare nel futuro, per non lasciare intentata nessuna ipotesi che possa far decollare l’attacco biancorosso.

Tutto ciò considerato, l’Armani Exchange può tornare a casa sua soddisfatta, avendo raggiunto un 1-1 in trasferta che è un onestissimo risultato. Tra le mura amiche dell’Olimpia vedremo il vero peso del fattore campo in questa serie, a questo punto attendendoci la contro-reazione dei campioni biancorossi.

La Virtus svolta nel controllo dei rimbalzi

Ne avevamo parlato, il dato delle carambole avrebbe giocato ancora un ruolo importantissimo nella serie. In questo settore, prima di tanti altri, la Virtus porta a casa un importante vantaggio.

La battaglia dei tabelloni si conclude 49-36 per le VuNere, statistica che evidenzia la maggiore presenza in campo dei giocatori emiliani, stavolta meno in difficoltà nei confronti dell’ardore di quelli biancorossi, e che ha spostato di conseguenza le sorti della sfida dalle parti della squadra del patron Zanetti.

Controllare i rimbalzi vuol dire tagliare risorse ulteriori all’attacco, dopo le eccessive seconde opportunità concesse in Gara 1, vuol dire imporre egemonia sul pitturato, vuol dire capitalizzare situazioni favorevoli.

Non è un caso che la gara di un Jaiteh ancora non perfetto sia stata costruita quasi tutta sui rimbalzi offensivi. Il centro transalpino, ben limitato da Milano nelle ricezioni e ancora una volta insidiato dall’ottima lena di Jakarr Sampson (oltre che dalle sue caratteristiche), ha infatti preso 5 carambole offensive sulle 10 totali e ha punito più volte la retroguardia Olimpia.

Il dato dei rimbalzi è quindi un dato che non solo è importante dal punto di vista tecnico, ma anche rappresenta importante metronomo dello “stato di salute” bianconero, poichè esemplifica l’atteggiamento, molto più centrato e pronto, della squadra, che invece aveva ceduto nel fondamentale quando si era lasciata travolgere dall’aggressività dell’Olimpia.

La crescita della Virtus è, come in parte si era detto, molto più mentale che tattica o tecnica, e questo è evidente anche nelle gare di molti dei protagonisti.

La rivalsa di Toko Shengelia e tutti gli altri protagonisti

Eccoci quindi, a quest’ultimo punto. Il primo e più importante delle individualità su cui c’è da porre l’attenzione, è inevitabilmente quella dell’ala georgiana, simbolo di come la Virtus sia uscita dalle difficoltà, anche tecniche, con convinzione e determinazione.

L’ex CSKA gioca un inizio gara tremendo, la sua fiducia cala a picco, piomba sempre più a Sud con l’avanzare dei minuti. L’Olimpia è perfida e passa, nel battezzarlo, dal lasciargli semplicemente qualche metro a disinteressarsene quasi completamente quando staziona sul perimetro.

Inibito dalla difesa di Melli, completamente fallace da fuori e dalla lunetta (inizia con 0/4 da tre e 0/5 ai liberi), pare ancora una volta la vittima preferita dello schiacciasassi difensivo dell’Olimpia. Come ha raccontato nel post-gara Shengelia, Scariolo gli ha però ricordato quanto fosse bravo nel fare innumerevoli altre cose.

Allora Toko ha frantumato le sue incertezze, giocando di energia, d’intensità e nei pressi del canestro, oltre a sfruttare bene i momenti di assenza di Melli dal parquet, contro la meno temibile opposizione di Bentil. 22+8 sarà il suo bottino finale, con una firma determinante sul successo dei suoi.

Oltre a lui, qualcosa di più è arrivato da Weems e Jaiteh, di cui già si è detto, ma soprattutto da Pajola che è tornato a incidere come siamo abituati a vederlo fare, con l’autografo su tante giocate in momenti importanti. Anche Belinelli cancella la difficoltà della prima gara, realizzando tiri dal peso specifico fondamentale, ad esempio quando nel finale forza più volte il cambio con Hines sulle uscite dai blocchi e lascia in allarme continuo la difesa biancorossa.

Versante Milano, Shields e Hall sono stati i due arieti, i due più capaci di iniziativa individuale che, con 15 e 16 punti rispettivamente, hanno tenuto a galla la produzione dell’Olimpia, senza dimenticare un Gigi Datome di estrema qualità, soprattutto nel primo tempo, capace sempre di sfruttare i vantaggi in post che quasi sempre gli sono concessi dai quintetti avversari.

Infine, due situazioni che hanno del simmetrico. La prima, quella che coinvolge Mannion e Biligha, due elementi ai margini dalle rotazioni che, anche per necessità, sono stati lanciati nella mischia da Scariolo e Messina. Non molto in palla l’italo-americano, mentre sorprendentemente concreto è stato il lungo bonsai dell’Olimpia, in particolare a rimbalzo offensivo.

Virtus vince - Eurodevotion

La seconda invece, riguarda i veterani, per certi versi più attesi, che non sono stati così brillanti. Il Chacho ha faticato ancora dal punto di vista realizzativo, Hines pure non è riuscito a concretizzare i soliti short roll e si è fermato a soli 0 punti in 15′, discorso diverso per Teodosic, a tratti in preda al nervosismo, che si è limitato oggi ad imbeccare i compagni, con un paio di pregevoli assistenze nel finale.

Photo credit: Olimpia Milano Twitter, olimpiamilano.com, Virtus Bologna Twitter

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