Commento gara 2: la Virtus si sblocca mentalmente, l’attacco di Milano balbetta, Shengelia MVP

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Una gara 2 dalle tante facce e dai tanti fattori: non è semplice riassumere compiutamente quelli che sono stati tutti i fattori del secondo capitolo tra Virtus Bologna e Olimpia Milano.

Innanzitutto per i padroni di casa vincere era decisivo per non dover andare a Milano sotto 0-2 con la serie molto compromessa: per l’Olimpia l’occasione era ghiotta ma comunque aver ribaltato il fattore campo è un ottimo risultato da portarsi dietro.

Gara 2 sembra partire esattamente come gara 1: con la Virtus contratta e imprecisa, e con Milano sempre dura e fisica, cinica in attacco e solida in difesa. Il parziale di 13-4 preoccupa già la Segafredo Arena. Poi lentamente ma con costanza le vu nere iniziano a salire e recuperano a mano a mano gli ospiti; tuttavia, in un primo momento, si fa notare ancora in negativo l’impatto di Shengelia che fa sbattere contro il ferro tre triple consecutive e realizza un pessimo 1/6 dalla lunetta.

Continuano a crescere i bianconeri nel secondo quarto soprattutto grazie al controllo dei rimbalzi e ad un Mam Jaiteh decisamente più presente nonostante non ancora al massimo della forma. Averlo anche al 50/60% per la Virtus è importantissimo: significa avere più controllo dei rimbalzi (la grandissima chiave di questa serie) e soprattutto fare faticare molto di più Kyle Hines oltre a caricarlo di falli.

Alcune chiavi di Virtus-Olimpia

Dicevamo della lotta a rimbalzo: in gara 1 aveva stravinto Milano (50-41) ed aveva vinto la gara. In gara 2 ha dominato la Virtus (49-36) e i bianconeri hanno trionfato. Dopo due scontri si può ben dire che questa sia la macro-chiave tattica di questa serie.

L’altra sembra essere l’entrata rapida nei giochi da parte della Virtus. Se questa avviene allora Teodosic e compagni riescono fin da subito a muovere la granitica difesa milanese trovando così molti tiri che, se non puliti, comunque a molta più alta percentuale rispetto ai molti altri presi quando la difesa biancorossa era riuscita a muoversi poco mantenendo una qual certa compattezza.

Nel secondo tempo la Virtus è entrata nei giochi molto presto (grazie anche all’ottima gestione di Pajola) e ha saputo attaccare bene trovando spesso ottime soluzioni dalla media. Troppo poco invece dall’attacco dell’Olimpia: l’impressione, spesso, è che se non c’è una difesa granitica, l’attacco riesca a produrre molto poco.

Se dal pick&roll centrale (nella maggior parte dei casi molto ben eseguito) non arriva nessun vantaggio allora spesso l’attacco meneghino si riduce agli isolamenti di Shields, Rodriguez, Hall e Datome. Poi molti di questi sanno fare canestro in qualsiasi situazione, ma un attacco di questo tipo, alla lunga, non paga.

In casa Olimpia i migliori sono ancora Shields, Datome e Hall: gli unici veramente capaci di fare canestro con continuità oltre all’apporto in fase difensiva. Buona anche la prova di Biligha. Sono sembrati un po’ sottotono, invece, Rodriguez e Hines, oltre alle prove impalpabili di Ricci, Baldasso e Bentil (quest’ultimo sta mancando tanto). Insufficiente, poi, come ha detto anche Messina nel post-partita, la prova di capitan Melli, questa sera battuto da Shengelia.

Ecco, proprio Shengelia è stato il migliore dei virtussini. Dopo essere partito male come detto in precedenza, nel terzo quarto ha clamorosamente alzato il suo livello vincendo ogni singolo duello in post e facendo la voce grossa sia in difesa che a rimbalzo. Per lui 22 punti, 8 rimbalzi e 25 di valutazione.

Nonostante gli 0 punti da sottolineare l’enorme difesa di Cordinier insieme ad un Pajola che dopo un avvio difficile, beneficia dei più minuti a disposizione a causa del problema all’anca di Hackett, e sale di colpi abbassando la solita saracinesca difensiva ma soprattutto mettendo ordine e precisione all’attacco.

Solo 3 punti per Teodosic, ma i suoi 8 assist pesano tantissimo. Il piano partita di Milano sembra chiaro: evitare in ogni modo che abbia tiri facili e che possa mettersi in ritmo; però certe giocate in cabina di regia non sono arginabili e quelle fanno sempre la differenza. Ritrovato anche Weems che non è stato quello di inizio stagione, ma ha messo canestri importanti ed è stato solido in difesa.

Ora la serie si sposta a Milano ed è difficilissimo dire cosa potrebbe succedere. Sicuramente gara 3 avrà un peso specifico importante. Milano avrà dalla sua il fatto di aver ribaltato il fattore campo, ma la Virtus sembra aver superato quel blocco mentale che aveva fin da gara 1 ed ora potrebbe essere pronta a battagliare come nei momenti migliori della stagione.

Ribadiamo come la serie passerà quasi sicuramente da quelle due macro-chiavi tattiche. E ora non rimane che aspettare domenica sera.

(Credits photos: Virtus Bologna)

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