Commento gara 1: l’Olimpia centra il piano partita, la Virtus è statica in attacco e crolla a rimbalzo

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Una gara 1 che alla vigilia era nel segno dell’imprevedibilità: alla luce di quello visto nell’ultimo mese (una Milano convincente nei playoffs ed una Virtus non troppo brillante dopo le fatiche europee) e, soprattutto, contando la settimana di lontananza dal campo per entrambe le squadre era davvero impronosticabile quello che sarebbe potuto succedere in gara 1.

E infatti i giocatori, fin dalla palla a due, sono imballati, poco reattivi e poco lucidi. E la situazione non decollerà nell’arco dei 40 minuti se non per qualche folata sparsa. La partita fin da subito si contraddistingue per essere sporca e ruvida: il terreno perfetto per l’Olimpia Milano. Gli uomini di Messina hanno molto chiaro in testa quello che devono fare: togliere ritmo alla partita, levare dinamismo agli avversari e cercare di indirizzare la gara sulla strada della fisicità.

Milano fa tutto questo molto bene e ci aggiunge una difesa praticamente magistrale, soprattutto sugli esterni dove viene levata ogni possibile linea di passaggio comoda ai play virtussini oltre a soluzioni estemporanee dall’arco.

In attacco, d’altro canto, l’Olimpia fa quello che deve: ovviamente non brilla in quella metacampo, ma trova i canestri di cui ha bisogno approfittando delle disattenzioni bianconere: vedere, per esempio, i primi 8 punti da rollate di Hines. Poi qualche tripla aperta per Datome (decisiva anche questa sera la sua presenza: alla faccia di chi lo dava per bollito…)e gli uno contro uno di Shields hanno fatto il resto. In una serata in cui l’altra orma offensiva, il Chacho Rodriguez, praticamente non è stata presente, anche per merito della difesa asfissiante di Hackett su di lui.

Sì, perché in generale la Virtus non ha difeso così male, ma ha concesso alcuni canestri facili agli avversari, cosa che i milanesi non hanno fatto. Quello che è veramente mancato alla squadra di Scariolo, però, è stato l’attacco. Le vu nere sono state caratterizzate per tutto l’anno per il loro attacco, eppure proprio quello è mancato.

Virtus, sono mancati Jaiteh e Weems. Milano ne approfitta a rimbalzo

La palla ha girato troppo poco in attacco e contro un attacco statico la difesa di Messina va a nozze. Gli esterni della Virtus hanno prodotto poco anche perché in area ci sono stati veramente pochi movimenti che non hanno permesso quel gioco alto/basso che ha sempre dato tanto ai virtussini. Pesano soprattutto le prove no di Weems e Jaiteh, due che sono stati baluardi fino a poco fa.

La risposta alle prestazioni recenti incolori dei due si può leggere col fatto che per una larga parte di stagione sono stati loro a tirare la carretta per tutta la squadra. Ora sembrano attraversare un periodo di evidente flessione fisica che li rende poco efficaci ed anche più morbidi in diverse circostanze. Nello specifico, questa sera la difesa di Weems su Shields è mancata tantissimo e la presenza sotto canestro di Jaiteh ancora di più.

Lo avevamo detto in tutte le salse prima della serie: chi avesse controllato i rimbalzi avrebbe vinto la partita. L’Olimpia vince la raccolta delle carambole 50 a 41 dimostrando di essere stata più pronta mentalmente, più che fisicamente: sintomatici i 2/3 rimbalzi offensivi consecutivi che spesso sono arrivati.

E, appunto, in questo senso, l’assenza di Jaiteh è stata decisiva. Ottimo invece l’impatto di Sampson che ha portato energia e ritmo al gruppo per quei 5 minuti fatti bene dai virtussini. Bene anche Alibegovic, ma in generale la coppia formata dal bosniaco e da Sampson si è fatta preferire a quella formata da Jaiteh-Shengelia: più dinamici, più tagli alle spalle della difesa e quindi la possibilità di avere meno staticità in attacco.

Nonostante gli 11 punti e 7 rimbalzi, infatti, ci si aspetta di più da Shengelia. A tratti troppo morbido, con diverse amnesie (alcuni passaggi nelle mani degli avversari) ed una presenza a rimbalzo che non è stata quella di Valencia, per intendersi. Era partito bene per intensità e lucidità anche Daniel Hackett (il migliore del primo tempo bianconero), ma poi si è innervosito ed ha perso un po’ la bussola (pesante il doppio errore ai liberi che avrebbe dato la parità alla Virtus dopo una lunga rimonta).

Una rimonta che non è arrivata anche per merito dei meneghini. L’Olimpia nel terzo quarto si era issata sul +13, mantenendo spesso un vantaggio di 8/9 lunghezze. Il moto d’orgoglio virtussino poi nell’ultimo periodo aveva ricucito salvo poi sbagliare i canestri decisivi (tripla di Belinelli, liberi di Hackett) e lì è stata brava l’Olimpia con tutta la sua esperienza ad attaccare in modo ordinato e a rimanere mentalmente solidissima. Al netto di una gestione degli ultimi 17 secondi altamente discutibile da parte della Virtus.

Quella che si prende Milano è una vittoria molto pesante: la spinta più grande arriva dal punto di vista mentale. Con la possibilità ora di giocare gara 2 con più tranquillità sapendo che la Virtus non potrà sbagliare. Come ben ha detto Ettore Messina nella laconica conferenza di fine partita, a vincere la gara è stata la durezza mentale della sua squadra.

Ma questo deve essere anche il momento giusto per la Virtus per ritrovare stimoli e motivazioni giuste (forse in parte smarriti dopo la vittoria dell’EuroCup). L’impressione è che l’Olimpia non possa elevarsi ad un livello molto più alto di quello visto in serata (perfetta in difesa, lucida spesso in attacco: è mancato Rodriguez, ma sono stati super Shields e Datome): è vero che dall’arco si è tirato col 13% e quindi lì si può migliorare ma bisogna anche considerare che la fluidità di manovra biancorossa è quello che è e che la difesa delle vu nere dà il meglio sugli esterni. Quella percentuale, secondo chi scrive, non crescerà di molto, ma sarà importante trovare quelle soluzioni interne come stasera per vincere.

Mentre la Virtus difficilmente potrà essere peggiore di così: raramente la si è vista andare così sotto a rimbalzo e ancora più raramente faticare così tanto a costruire un tiro più o meno buono in attacco. Difficile sinceramente poter fare peggio di cose in questi due aspetti del gioco: anche perché ora una svolta mentale deve arrivare.

Può essere che questa gara 1 funga da scossa per gli uomini di Scariolo che ora sono chiamati a rispondere con una gara 2 importante.

(Credits photos: Virtus Bologna)

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