Presentazione LBA Finals, Gandini: “Vogliamo riportare il basket ad essere influente”

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La presentazione delle Finals di LBA si è svolta in mattinata nella cornice dell’Hotel Melià di Milano, alla presenza del Presidente di Legabasket Umberto Gandini e del Managing Director di Infront Italy, Alessandro Giacomini.

L’evento, con la curiosa assenza di esponenti delle due finaliste, ha mirato a tirare le somme della stagione, a rimarcare i punti di sviluppo e riflettere sulle tematiche più calde a pochi giorni dalla chiusura che avverrà con la massima espressione del basket italiano, il derby d’Italia tra Virtus e Armani Exchange.

Gandini - Eurodevotion

Il Presidente Gandini ha aperto esprimendo soddisfazione per l’annata ormai agli sgoccioli. Dopo che, al suo insediamento, si era trovato davanti il pieno della crisi pandemica, la stagione 21/22 è stata condotta a termine reggendo agli scossoni imposti ancora una volta dal virus.

“Un plauso alle squadre che hanno investito, nonostante l’incertezza sul pubblico e il grande setback avuto a Natale. La stagione si è conclusa come previsto dal calendario.”

In seconda battuta ha ricordato i buoni percorsi europei di Olimpia e Virtus, che giungeranno all’atto finale e si scontreranno nelle Finals, ma anche della Unahotels Reggio Emilia, arrivata in finale di Fiba Europe Cup. Dispiacere invece per la dipartita dalla Serie A di Cremona e Fortitudo, cui ha augurato un rapido ritorno nella massima serie.

Poi, il riconoscimento per Bologna e Milano, che ricorda essere i due club più vincenti, e che possono offrire duelli interessanti, tra cui quello tra Messina e Scariolo, due coach “che hanno fatto la storia del nostro basket“.

In seguito Gandini tiene molto, in più passaggi, a ribadire la centralità che riconosce alla pallacanestro italiana e a cui ambisce per il basket nel Bel Paese.

Il basket italiano rappresenta un gioiello, dopo il calcio è il migliore sport del paese”

Così, è passato a parlare di come raggiungere questa centralità, soprattutto nel coinvolgimento del pubblico, messo a dura prova dalle serrande provocate dalla crisi Covid.

C’era paura e disinformazione sulle possibilità di andare a palazzo. Il pubblico era disorientato, ma ha continuato a seguire. Il tema più importante è ancora portare la gente a palazzo, più ancora che davanti ai media.”

L’ex dirigente di Roma e Milan ha quindi raccontato che per i playoff si sia affidata la collocazione degli orari alle squadre di casa, proprio per agevolare una maggiore affluenza secondo una conoscenza circostanziata del mercato locale.

“Abbiamo avuto quasi 78 mila spettatori nelle gare di playoff giocate, con medie che non sono particolarmente grandi, ma conosciamo benissimo le grandi differenze di capienza. Ci auguriamo di poter raccontare a fine di queste Finals numeri estremamente attraenti.

La pallacanestro, ripete Gandini, è emozione e coinvolgimento, qualcosa che è stato difficile proporre in questi anni così complicati.

“Le ricerche hanno offerto quattro capisaldi di quello che è il basket in Italia: dinamicità, divertimento, coinvolgimento e aggregazione. Tutto ciò durante la pandemia è mancato. Noi abbiamo deciso per questo di promuovere la fruizione del basket dal vivo”.

Attrarre appassionati allo stadio passa anche dal riuscire a coinvolgere anche un target più giovane, che vive il basket come passione, nella sua dimensione sociale e di comunità, oppure più facilmente in relazione all’NBA.

“Per le Finals Unipol Sai 2022 abbiamo proseguito il progetto di comunicazione iniziato alle Final Eight di Pesaro e che in questi playoff ha già visto spettatori d’eccezione che possano fare da trascinatori. Abbiamo scelto di frequentare i social con uno story telling diverso, rivolto verso il pubblico più giovane.”

Le Finals saranno seguite e raccontate quindi da cantanti, creator, influencer, oltre che da una serie di community (Cronache di Basket, La Giornata Tipo, Chiamarsi Minors, Calciatori Brutti, Schiaccio e non faccio fatica e Overtime Storie a Spicchi), che sono molto vaste e raggiungono un vasto e variegato numero di followers.

Vogliamo riportare il basket ad essere influente, importante. Noi tutti siamo abituati, quelli della mia generazione, ad avere una pallacanestro italiana con impatto importantissimo. Noi oggi non abbiamo quei numeri… Il basket pre-Olimpiadi 2004 è molto lontano da quello di oggi in termini di appassionati, di ascolti, di valore.

“Noi vogliamo che la gente torni a scoprire i valori della pallacanestro e a viverli insieme”.

Si parla quindi del tema televisivo, un’altra chiave per monitorare il seguito del movimento sui mezzi di comunicazione.

“Andremo sul mercato con un bando, obbligato dalla Legge Melandri, a offrire tutti i nostri diritti per il prossimo triennio. I risultati di quest’anno, sia da parte di Eurosport che di Rai Sport, sono stati buoni e in crescita rispetto all’anno scorso, si tratta di un segnale d’apprezzamento rispetto al percorso che abbiamo intrapreso.”

A questo punto prende parola Giacomini, rappresentante di Infront, che sottolinea per prima cosa un allineamento deciso alla visione di Gandini.

“Il mondo cambia velocemente e dobbiamo essere pronti a fronteggiare le esigenze del mercato. Utilzzare le nuove piattaforme ci consente di avvicinare nuove persone”.

Quest’anno siamo cresciuti del 20% nelle sponsorship, un risultato importante per noi perché porta nuovi ricavi nella Lega e consente a nuove aziende di percepire il vero valore dello sport.”

“Unipol ha esercitato l’opzione che aveva per il terzo anno come titol sponsor dopo due anni assieme, un buon auspicio per quello che stiamo facendo. Da pochissimo abbiamo chiuso una partnership con Banca Ifis.”

Infine, la domanda sul futuro di Gandini alla guida della Legabasket ha chiuso la conferenza.

“Non ci sono grandi misteri, sono in carica e ho un mandato a scadenza. Ho avuto dalle società molte manifestazioni di sostegno e di supporto. C’è una vasta condivisione tra le società di voler proseguire questo percorso, c’è la mia disponibilità.”

“Trattandosi di elezioni, nessuno può vietare che ci possano essere altri candidati o quant’altro. E’ un tema che abbiamo all’ordine del giorno, quanto prima verrà portato in assemblea e lì sono le società che devono decidere se il nostro matrimonio debba continuare o meno.”

Photo credit: Legabasket

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