#GrazieMEO. La “prima repubblica” della pallacanestro italiana non ha fine

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#GrazieMEO è l’unica cosa che viene da dire nell’ennesima giornata a dir poco incomprensibile di una pallacanestro italiana che sembra sprofondare senza la minima speranza.

#GrazieMEO !!!

Sì, questo e con diversi punti esclamativi. Ci si può incazzare terribilmente per una situazione che riguarda in fondo lo sport e nella quale non si è coinvolti personalmente?

Sì, ci si può incazzare e si può farlo di brutto di fronte all’ennesima pagina nera della pallacanestro italiana.

Meo Sacchetti, colui che ha portato la nazionale alle Olimpiadi dopo quasi 20 anni, è stato rimosso dal suo incarico di allenatore degli azzurri.

Chiariamo subito, citando le parole dal tweet di Meo che riportiamo, che la cosa è avvenuta contro la sua volontà e senza che lui stesso se lo aspettasse. Altre interpretazioni non esistono.

Sapevamo che era soltanto una questione di tempo? Sì, era cosa nota quasi a tutti. Nonostante ciò c’era la speranza che almeno per una volta una decisione così importante per tutto il movimento tricolore potesse portare ad una riflessione profonda.

Niente da fare, la pallacanestro italiana è senza speranze e quanto accaduto oggi ne è l’ennesima palese dimostrazione.

Si potrebbero elencare decine e decine di accadimenti che dimostrano come le scelte intraprese abbiano fatto solo e soltanto disastri, portando il livello del basket italico ai minimi storici, ma sarebbe un inutile manciata di coltelli in tante, troppe piaghe.

La realtà è che vorremmo parlare di pallacanestro, ma è impossibile farlo con chi all’amore per questo gioco antepone quello per la politica ed il potere.

Oggi si potrebbero elencare i meriti di Meo, persona di un notevole livello ancora prima che allenatore di pari valore, ma quelli sono sotto gli occhi di tutti.

Mancano tre mesi ad Eurobasket e l’Italia cambia allenatore. Entro sette giorni, come detto dal Presidente Petrucci a Sky Sport nel pomeriggio, sapremo il nome del nuovo allenatore, sebbene per molti si tratti di Gianmarco Pozzecco. Non avendo certezze a riguardo, non ci pronunciamo ed attendiamo.

Non proviamo nemmeno a proporre un’argomentazione tecnica poiché di fronte a questa gestione ci pare del tutto inutile.

La pallacanestro italiana vive una sua eterna “prima repubblica” che non ha fine e non potrà mai averla in queste condizioni. Francamente non si trova più nemmeno la voglia di provare a mettere insieme una critica di fronte ad un muro di gomma che vive nel passato, nell’autocelebrazione del nulla e che ha ripetutamente affermato di non volersi confrontare con il mondo del web a favore della carta stampata. In pratica verrebbe ironicamente da dire propio la direzione in cui va tutto il mondo…

Detto ciò ed amaramente incassato l’ultimo colpo da semplice amante del giochino, due domande a seguito dell’intervento del presidente Petrucci a Sky Sport ci vengono in mente.

Perchè ha sottolineato più e più volte che la decisione è stata solo e soltanto sua chiarendo di non essersi confrontato con nessuno?

Perchè ha poi invece detto che per il nome del nuovo Coach «abbiamo delle idee»?

Quindi decisione personale («Sono un decisionista») la cacciata di Meo ed invece concordata quella del suo sostituto? Se la comprensione della lingua non ci tradisce il significato ci pare quello. E se è così con chi è stata concordata?

Nell’attesa di una risposta che non arriverà ci consoliamo riguardando le immagini di quella notte di Belgrado che Meo ci ha regalato e che nessuno ci toglierà mai.

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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