Olimpia Milano-Banco di Sardegna Sassari (G1): Le scarpette rosse si affermano con autorità

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Il primo atto della serie è appannaggio dell’Olimpia, che da subito imprime il proprio ritmo alla serie

Il pirotecnico primo quarto ha aperto la gara ha visto già il primo allungo dei biancorossi, che hanno così difeso il bottino conseguito nel corso dei 40′, riuscendo a rimpolpare il vantaggio nei momenti favorevoli e a reagire agli assalti sardi nei momenti meno brillanti.

Olimpia vince - Eurodevotion

La truppa di Messina raccoglie così un importante successo per 88-71 e ora guarda subito a Gara 2 con il desiderio di sigillare il fattore campo.

Analizzeremo quindi la serata del Forum nel classico stile di Eurodevotion.

L’attacco Olimpia

91/91/89/88, questi sono i risultati della produzione dell’Olimpia edizione playoff. E’ chiaramente da considerare il livello degli avversari, il fatto che in Lba l’Armani Exchange abbia accusato relativamente quelle discontinuità offensive che invece le sono capitate in Eurolega, tuttavia è innegabile che la fluidità della manovra biancorossa stia facendo mostra di una forma invidiabile.

Quest’oggi, soprattutto grazie agli short roll di Hines, una delle principali soluzioni utilizzate dall’Olimpia che ha creato comunque scompiglio nella difesa ospite, la circolazione di palla è stata ancora una volta di ottima fattura e ha di conseguenza portato a percentuali ottime (40% dall’arco, dopo essere stato addirittura 60% all’intervallo) e ad una selezione di tiri di prim’ordine, con gli angoli trovati benissimo sulle triangolazioni.

E’ chiaro anche che l’Olimpia ha potuto utilizzare anche la fisicità dei suoi esterni – più volte si è cercato di “mungere” l’accoppiamento Shields-Robinson – ed è un vantaggio che potrà essere esplorato persino con maggior convinzione nel futuro della serie.

La palla si muove e lo fa con grande continuità, questo rimane un dato importantissimo per l’oggi e per l’Olimpia che verrà.

Sassari e il rendimento difensivo meneghino

Dopo un primo quarto giocato all’arma bianca da entrambe le formazioni, con un parziale esagerato di 32-26, i sardi hanno messo a tabellone soltanto 45 punti nei restanti tre quarti.

La difesa meneghina è salita di livello, riuscendo a limitare uno degli attacchi più in palla del campionato, e cancellando quel po’ di lassismo che aveva caratterizzato la frenesia di una spumeggiante prima frazione.

La migliore squadra di Lba dai 6,75 (37,9% la statistica media) è stata confinata ad un ben più controllato 28%, limitando una freccia importante nella faretra degli isolani ed evidenziando lo stretto legame che coinvolge questo dato ed i ragazzi di Bucchi.

Molto importante è stata anche la vittoria nella lotta a rimbalzo (39-31 per l’Olimpia), che non era fattore scontato laddove Sassari presenta in organico uno dei migliori centri del campionato in Miro Bilan. Proprio sul lungo croato è migliorata nel corso della gara l’attenzione dei raddoppi meneghini, sebbene questi abbia messo in saccoccia un discreto bottino da 16 punti.

Buoni brani difensivi sono infine arrivati soprattutto da Jerian Grant, in particolare su un appannatissimo Logan e in qualche situazione su Robinson.

L’anima di Milano si conferma un’anima difensiva e proprio a partire dal salire di colpi del rendimento in quest’ambito l’Olimpia ha staccato i sardi nel punteggio.

Appunti per il futuro della serie

Dopo questa primo successo dell’Olimpia, che è proemio di una serie secondo molti a pronostico chiuso, cosa ci possiamo aspettare dai prossimi episodi di questo duello che è ormai un classico di Lba?

Sicuramente Sassari può avere speranze solo nel momento in cui riesce a mettere in campo qualcosa in più dal punto di vista caratteriale, come ha fatto ad inizio del terzo quarto. Serve una maggiore concentrazione e uno spiccato orgoglio difensivo, nei singoli.

Una seconda considerazione va fatta sulla questione Bilan. L’Olimpia ha dimostrato di riuscire a vincere agevolmente anche concedendo qualcosa al cestista di Sebenico, quindi la tattica di Messina potrebbe persino arrivare ad essere quella di cercare di limitarne il ruolo di risorsa di gioco, di innesco della circolazione di palla e del ritmo degli isolani, accettando invece di subire soltanto i suoi quasi inevitabili successi individuali in 1vs1.

Comunque sia, a mio parere i sassaresi, nonostante i suoi 16 punti, avrebbero potuto servirlo anche di più e anche più convintamente rispetto a quanto hanno fatto. L’Olimpia si era fatta trovare impreparata ad inizio di gara, con raddoppi portati con scarso timing, salvo poi essere decisamente più attenta nel prosieguo del match. Se, anche comprensibilmente, la scelta di lasciar fuori Tarczewski sarà riconfermata, allora quest’attenzione dovrà rimanere alta, a prescindere dall’eroico sforzo di disturbo di un immenso Kyle Hines.

Aiuterà tanto anche un reinserimento sempre più effettivo di Nik Melli, che ha fatto il suo ritorno sul parquet evidenziando la necessità di riallinearsi con la squadra – praticamente mai coinvolto in attacco -, ma già utile nella metà campo difensiva.

Occhio infine alla possibilità di un maggiore utilizzo di Burnell su Shields, a mio parere unica arma di Bucchi, per telaio e caratteristiche, per frenare la stella dell’Olimpia. Nell’ultimo quarto per la prima volta tale accoppiamento è stato opzione di Bucchi e ha secondo me portato segnali incoraggianti, per questo potrà essere importante ingrediente nei prossimi duelli, sebbene lo schieramento del danese spesso in posizione di guardia renda difficile metterlo in pratica con continuità.

Bozze di temi d’interesse, nell’ambito di una superiorità evidente già meritoriamente dimostrata dall’Olimpia.

Photo credit: Olimpia Milano Twitter e olimpiamilano.com

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