La Virtus inizia piano, poi si impone nel secondo tempo: 2-0 nella serie

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La Virtus Bologna, come da copione, vince anche gara 2 dei quarti di finale ed ora si giocherà tra due giorni il match point a Pesaro. Il risultato finale dice 70 a 51 dopo un primo tempo equilibrato sulla falsariga di gara 1 ed una seconda metà di partita, invece, che ha visto il monologo delle vu nere.

Prima della vigilia era arrivato il comunicato sulle condizioni della caviglia di Toko Shengelia. Sospiro di sollievo: solo 10 giorni di stop per lui. Ancora a riposo per la gara odierna poi, nonostante fosse disponibile, anche Milos Teodosic a cui è stato concesso ancora del riposo extra.

L’inizio è il proseguimento di gara 1, poi la Virtus fa la voce grossa

Il primo tempo, col primo quarto in particolare, sembrano essere la prosecuzione del copione già visto in gara 1. Anzi la Virtus fa anche un po’ peggio: nei primi 10 minuti gli uomini di Scariolo faticano davvero a trovare la via del canestro.

I soli 12 punti segnati (quasi un unicum in negativo della stagione bianconera) arrivano quasi tutti dall’arco, mentre da dentro l’area la palla sembra proprio non voler entrare, lì proprio dove di solito le vu nere fanno man bassa di punti.

Scariolo non è contento, arriva la strigliata negli spogliatoi e il secondo tempo è di tutt’altra sostanza. I padroni di casa sono molto più attenti in fase difensiva, concedono meno a rimbalzo e in attacco ritrovano le soluzioni più congeniali.

Poi Pesaro cala molto fisicamente dopo il grande sforzo profuso tra gara 1 e la prima metà di gara 2 nel tentativo di rimanere attaccati alla Segafredo. La tegola finale per gli ospiti è l’uscita dal campo per falli nel terzo quarto di Tyrique Jones dopo essersi preso un fallo tecnico.

Nel quarto periodo il vantaggio è già accumulato; si tratta solo di amministrare il risultato per i campioni d’Italia in carica. E così avviene.

Le palle perse e gli assist

I numeri che più saltano all’occhio di questa gara 2. Pesaro, nonostante tutta l’abnegazione e la determinazione, non riesce a controllare mai veramente la propria fase offensiva accumulando troppe palle perse: il fatto di essere rimasti attaccati nel primo tempo era dovuto all’inceppamento in attacco virtussino ed alla buona difesa messa in campo da coach Banchi.

Calati un po’ i pesaresi e saliti un po’ i bianconeri non c’è quasi più stata partita. E la stanchezza si vede proprio anche dal numero delle perse: 20 per gli ospiti, solo 9 per i padroni di casa. Uno che è sembrato particolarmente stanco è Vee Sanford, uno dei migliori della prima sfida. Ancora fuori dalla partita Carlos Delfino (2 punti co 0/5 dall’arco). L’unico che incide veramente, oltre a Jones, è Mejeris (12 punti e 5 rimbalzi), ma è troppo poco.

Il dato degli assist: 19 v 13 per la Virtus. Anche questa sera nessuno ha brillato particolarmente per i padroni di casa, ma piuttosto c’è stato un grande apporto di squadra con ognuno che ha portato il suo mattoncino alla causa. Se c’è una cosa che questo gruppo ha imparato negli ultimi mesi, questa è come essere squadra.

La serata delle seconde linee bianconere

Anche questa sera coach Scariolo ha allungato molto le rotazioni spalmando i minutaggi dei suoi giocatori per cercare di non sovraccaricare fisicamente nessuno e di mettere in ritmo quasi tutti.

In particolar modo erano sotta la lenta d’ingrandimento le ali grandi della squadra, chiamate a sostituire la presenza di Toko Shengelia. Manca però ancora alla chiamata Kevin Hervey: un giocatore che ad inizio campionato dominava per eleganza ed intensità, e che sembrava poter essere anche uno dei candidati per l’MVP. Poi l’infortunio e una seconda parte di stagione irriconoscibile: partite anonime, scariche, poco incisive, poco “cattive” e un senso di spaesamento difficilmente comprensibile.

Al contrario, stasera forse in pochi si aspettavano Amar Alibegovic, soprattutto dopo che negli ultimi mesi aveva visto poco il campo. Invece l’ex Virtus Roma approccia subito bene la partita mettendo intensità e voglia di recuperarsi un po’ di spazio all’interno delle rotazioni. E’ il miglior giocatore dei suoi con 10 punti.

Buona anche la prova di Nico Mannion che sfrutta i minuti concessi per attaccare con convinzione la difesa pesarese e per mettere tanta energia sul parquet. 8 punti con 17 di valutazione per lui.

Insomma, queste due gare e probabilmente anche la terza, rappresentano dei bei test per Scariolo per capire a che punto sono i suoi giocatori e per capire come gestire le rotazioni in vista degli impegni successivi. Nel frattempo la Virtus si porta a casa un’altra vittoria: senza brillare, senza alzare troppo il voltaggio, ma con la solita grande forza mentale.

(Credits photos: Virtus Bologna, Lega Basket)

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