Pablo Laso verso Belgrado: Stiamo bene

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“Rueda de prensa” per Pablo Laso prima di lascare la capitale spagnola alla volta di Belgrado, dove giovedì c’è un “clàsico” di straordinaria importanza come semifinale europea.

Il contenuto integrale della conferenza stampa della vigilia del Coach madridista, appena prima di partire per Belgrado.

Le parole dei coach | Eurodevotion

Sulla condizione generale della squadra…

«Stiamo bene, ci siamo allenati bene ed abbiamo recuperato Rudy che la scorsa settimana non ha potuto essere con noi».

«Sappiamo cos’è una Final 4, quanto ci è costato arrivare fino a qui e quindi la felicità di esserci è massima».

Sulla difesa, in particolare di fronte al Barça

«Dipende dalle qualità di ognuno ma è chiaro che abbiamo fatto aggiustamenti durante la stagione, alcuni migliori, altri peggiori. Con il Barça abbiamo usato accorgimenti che già abbiamo utilizzato l’anno passato. Ripeto sempre che è una grande squadra con un play come Calathes che genera molto gioco e noi dovremo essere bravi a limitare questo perchè hanno molti punti nelle mani».

Su come vive la sua settima Final 4…

«Contentissimo! E’ motivo di orgoglio mio e della squadra sapere che per così tanti anni siamo rimasti competitivi. Ogni stagione ha le sue difficoltà ed anche questa le ha avute, ma averle superate ci rende appunto molto orgogliosi».

Real Madrid

Sulla partita che si aspetta…

«Non so dirti a che ritmo si giocherà, loro possono anche rallentare ma segnare molto. Non so dirti cosa ci convenga di più, ripensando alla gara di Copa (a basso punteggio) o a quella del Palau (ad alto punteggio). Forse nelle prima avremmo dovuto segnare di più e nella seconda meno… In realtà una grande squadra deve essere pronta a qualsiasi situazione, anche perchè non solo il ritmo ma anche le percentuali possono alzare o abbassare il punteggio».

Sul cambio di marcia delle ultime settimane…

«Noi non abbiamo mai pensato di non poter vincere l’Eurolega. Abbiamo giocato alcune gare male e le abbiamo perse, come altre che abbiamo vinto, ma non ho mai avuto sensazioni negative, neanche nella gara col Bayern in cui abbiamo sprecato quel grande vantaggio. Ovviamente dall’esterno sono cose che si possono pensare, ma il dubbio non è mai stato il nostro. Che tasti ho toccato con la squadra? Lo faccio da inizio stagione, conoscendo i miei giocatori. Ci sono cose che si possono controllare ed altre invece impossibili, ma questo è il momento dei tasti giusti perchè la squadra è arrivata a giocarsi il traguardo finale nella forma migliore».

Sul peso della sua esperienza…

«E’ importante ma conta di più giocare bene. Siamo esperti? Sì, ma abbiamo anche giocatori alla prima Final 4 e comunque sono felicissimi di essere a Belgrado».

Sulla Final 4 di Belgrado 2018 ed eventuali paragoni…

«Della squadra del 2018 la metà è cambiata. Siamo una squadra diversa. JC, Luka, Facu, Felipe, Gustavo… Sono arrivati altri e siamo cambiati per normalissime ragioni. Di quelle finali ricordo che alcuni giocatori che sulla carta non erano dati come protagonisti fecero benissimo. Fabien (Causeur) giocò una F4 incredibile, ma tutti contribuirono. Ricordo anche Randolph e Thompkins decisivi da “falsi pivot” per girare la gara col Cska, ma è sempre così, dobbiamo essere tutti pronti perchè possono arrivare quei 3-4 minuti in cui devi essere protagonista».

Sulla fame eventualmente superiore rispetto al Barça per via dei duelli stagionali sempre appannaggio dei “blaugrana”…

«La fame è la stessa, come se avessimo sempre perso. Siamo ad una Final 4, non servono stimoli in più, chiunque sia l’avversario».

Sul sentirsi o meno lo stesso del 2015…

«C’è un’evoluzione che è necessaria per tutti, allenatori e giocatori. Bisogna crescere, il che non vuol dire che prima eri peggio ma che vuoi ambire sempre a qualcosa di più».

Su Rudy ed il suo stato dopo un momento così duro a livello personale…

«Lo vedo bene, pur sapendo cosa ha passato. Capisco benissimo la sua situazione ma so che lui ci sarà ad aiutare la squadra. L’unico dubbio, ma lo metto tra virgolette, è che purtroppo non ha potuto vivere la competizione con Murcia e Gran Canaria, che ci ha preparato molto per questo evento».

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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