James Anderson: “Il mio ruolo? Fare qualsiasi cosa necessaria per aiutare la squadra”

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James Anderson, l’ala 33enne di Ataman, si racconta a tre giorni dalle Final Four

Nelle dichiarazioni rilasciate ad euroleague.net, Anderson, uno dei principali rappresentanti del supporting cast dell’Efes, ha parlato dell’evoluzione del suo ruolo da quando si è unito ai defending champs di Euroleague.

Nel passato, sarei sceso in campo sempre pensando a come segnare, nello stesso modo in cui fanno ora Shane e Vasa. So a che cosa vanno incontro, devono tentare di capire come battere le trappole della difesa, comprendere dove andare per prendere i loro tiri e da dove attaccare”.

“Ora sento invece che il mio ruolo è più cercare di impattare il gioco difensivamente e pensare a segnare quando ne ho la possibilità e quando è necessario io sia più aggressivo.”

Anderson

L’americano, infatti, nella sua carriera, prima di approdare sul Bosforo, è sempre stato un realizzatore. Ha guidato la sua conference nella classifica marcatori al college, è stato protagonista di un’annata in doppia cifra in NBA quando vestiva la canotta dei 76ers e anche alla sua prima stagione in Eurolega, in maglia Zalgiris, ha chiuso nella top ten in scoring.

Oggi è invece un team-first guy dentro e fuori dal campo, uno degli equilibratori del team di Ataman.

“Arrivando qui, con così tanti grandi atleti, è diventato impossibile giocare allo stesso modo cui stavo giocando fino ad allora. Perciò mi sono soltanto preso il tempo per sviluppare la capacità di fare qualsiasi cosa necessaria per aiutare la squadra.

La metamorfosi è completata. Esempi? In Gara 3 contro l’Olimpia ha giocato 24′ rubando 3 palloni e non tendando neanche un tiro dal campo. Ciò non toglie che quando serve sia anche capace di segnare, come nel caso degli 11 punti in 7 minuti, dalla panchina, essenziali per la corazzata turca nello sforzo per sbarazzarsi del Maccabi nel 27esimo round.

Sento che ci sono certi momenti in cui posso essere aggressivo. Ci sono volte in cui dopo la gara, guardo indietro e me la prendo con me stesso perché sento di non essere stato abbastanza aggressivo.”

“I miei compagni sicuramente mi incoraggiano e mi stimolano ad esserlo di più. E’ mia responsabilità sapere quando tirare e non aspettare il momento, andare in campo e cercare realmente il tiro o attaccare il canestro con determinazione.”

Anderson ha dedicato attenzione quindi ad un elogio per i compagni e l’ambiente che si è creato ad Istanbul.

Abbiamo un grande gruppo di ragazzi di personalità, che, come ho detto, sin dai più forti come Shane e Vasa, non sono egoisti. Ci riteniamo l’un l’altro capaci di sostenere il nostro ruolo e fare quello che dobbiamo per vincere. Abbiamo un gruppo così straordinario che sa fare così tante cose differenti, chiunque in squadra può tirare e segnare in quantità. E’ solo una questione di come va la partita e di chi è più in palla quella sera.”

“Il coach e il GM hanno grandi meriti. Non abbiamo problemi fuori dal campo, andiamo tutti d’accordo e ognuno mette da parte il proprio ego. Ogni volta che c’è questo e si costruisce una chimica come quella che abbiamo noi, è senza dubbio una buona ricetta per arrivare al titolo.

Anderson chiude con un commento in vista di Belgrado.

“L’anno scorso non avevamo tifosi e c’era un’atmosfera particolare, quest’anno sarà diverso. Dobbiamo affrontare una squadra differente e sarà necessario un approccio adeguato.”

E’ necessario dimenticare il successo di un anno fa e cercare di vincere ancora quest’anno. Abbiamo sicuramente bisogno di tutti i nostri tifosi, che ci supportino perché quelli dell’Olympiacos saranno davvero tanti.”

Fonte: euroleague.net

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