La cavalcata vincente della Virtus. Adesso i bianconeri tornano con prepotenza in Eurolega

Balbo
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La stagione europea della Virtus termina con il gruppo bianconero ed il suo capitano Marco Belinelli con la coppa in mano. Un attimo tanto intenso e atteso, almeno da quello stop forzato nel 2020, pieno di passione, che i tifosi virtussini potranno riviverlo, in attese delle notti di Eurolega, nel buio e nel tepore delle proprie palpebre in tutte le calde sere d’estate.

La stagione della Virtus comincia, con uno scherzo del destino confezionato per bene, contro Ulm e Bursaspor. Due squadre che saranno le sorprese della stagione, per gioco e organizzazione tattica. Due squadre che mieteranno vittime illustri – su tutte il Partizan di Obradovic, il Buducnost e l’Olimpia Lubiana che con un finale di stagione travolgente si stava guadagnando i favori dei pronostici per la lotta alla coppa. Due squadre che si troveranno, con grande merito, nel cammino di un treno espresso condotto da Sergio Scariolo.

Dopo le prime due vittorie stagionali, con la sconfitta in terra montenegrina contro il Buducnost inizia un periodo di flessione, fisica e mentale, che durerà undici partite e terminerà con la vittoria al Taliercio contro la Reyer Venezia, il giorno dell’esordio di Daniel Hackett, in una gara che ricorda, per il clic donato alla stagione bianconera, gara 3 dei quarti di finale dei playoff scudetto della scorsa stagione a Treviso.

Dopo la serata in laguna arriva una sconfitta interna contro un Olimpia Lubiana in forma eccezionale. Questa sarà l’ultima battuta d’arresto europea degli uomini di Scariolo; da questa notte, insieme all’inserimento di Toko Shengelia, la Virtus diventa un fiume straripante e nessuna squadra riuscirà ad inventarsi dei canali per drenare la piena bianconera limitando i danni. Sette vittorie consecutive. Sette successi che portano l’EuroCup tra le mani di capitan Belinelli.

Weems al Taliercio

L’MVP: MILOS TEODOSIC

Il carico delle responsabilità gli pende al collo fin da quando è sbarcato al Marconi nell‘estate 2019. In tre anni, nonostante lo stop nella stagione 2019/20 per Covid, il mago di Valjevo, arrivato con l’etichetta del bello ma perdente, ha arricchito la sua bacheca personale – e soprattutto quella della Virtus – con uno scudetto, una Supercoppa e una Eurocup, con una qualificazione in tasca in Eurolega.

A furor di popolo, complice la perfetta finale da 21 punti, 4/8 da tre e 5 assist, è stato dichiarato MVP dell’Eurocup 2021/22. La finale è solo la ciliegina sulla torta di una stagione giocata impeccabilmente, con picchi di classe proprio quando la sfida aveva un peso rilevante.

Nella famosa ciliegina sulla torta ha deliziato la platea con movimenti divini, cosi lenti e graduali da far sembrare di assistere alla scena di un film al rallentatore con il sottofondo di Offenbach.

L’attacco vende i biglietti ma la difesa vince i trofei

Una frase che abbiamo sentito ripetere svariate volte, in tutti gli sport. Ad inizio stagione, e anche oltre, quando la Virtus giocava a fare un punto in più, si sentiva qualche mugugno proprio per la difficoltà di ricordar squadre vincenti viaggiare a medie di punti incassati tra gli ottanta e i novanta.

Nel momento clou della stagione, complice l’arrivo di due mastini difensivi (Hackett e Shengelia), la V nera ha alzato il suo standard difensivo. Con il passare delle settimane i volti dei bianconeri sono diventati affilati come lame sguainate e le critiche hanno fatto la fine di una pietra gettata in uno stagno.

Nelle gare ad eliminazione diretta nessuna avversaria della Segafredo ha toccato gli ottanta punti, nonostante le sfide contro attacchi spumeggianti come quelli di Ulm, Valencia e Bursaspor. Il massimo dei punti subiti da Hackett e compagni sono stati nel quarto di finale contro i tedeschi (77).

Si torna in eurolega dalla porta principale

La Virtus, con la vittoria dell’Eurocup, torna in eurolega dalla porta principale, con un trofeo ambito in tasca, senza bisogno di attendere, o elemosinare, una wild card da Euroleague.

I bianconeri, come rilevato da Baraldi, tornano in Eurolega per vincere, o quantomeno per puntare alle F4 entro due anni.

Un arroganza, se non spavalderia, della dirigenza bianconera che non deve essere sottovalutata visti i risultati degli ultimi anni, seguito di promesse che avevano attirato ironia rimandata al mittente con prepotenza.

Da questa sera per le V nere inizia la terza e ultima parte di stagione: i playoff scudetto. I bianconeri, nonostante lo stomaco ben pieno, devono difendere lo scudetto dalla voglia di rivalsa dell’Olimpia, dall’energia di Brescia, dalla sfacciataggine di Tortona e dall’esperienza di Venezia.

La marcia playoff inizia contro la sorprendente Pesaro di Luca Banchi. La Virtus cerca il bis che manca da quasi trent’anni. Con la consapevolezza di aver raggiunto un obiettivo (Eurocup). Con la voglia di metter una firma di lusso su una stagione perfetta.

I bianconeri fremono come le onde del mare al termine di una tempesta.

Game Center | Eurocup | Euroleague Basketball

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