Real Madrid-Murcia(J33), blancos senza problemi

Giorgio Mastrogiacomo
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Real Madrid-Murcia è stata una partita che, sostanzialmente, è durata solamente per il primo quarto. Il 90-69 finale non fa che confermare lo strapotere dei blancos. Il Real Madrid, infatti, nonostante il secondo posto assicurato, è sceso in campo per tenere alto il livello di gioco in vista delle Final 4 di Belgrado tra meno di una settimana. Gli ospiti, invece, vedono più lontano il sogno chiamato playoff, rei di un gap tecnico troppo grande.

Inizio sottotono

Come detto in apertura Real Madrid-Murcia è stata caratterizzata da un inizio gara decisamente sottotono. I padroni di casa non sono stati capaci di mettere a segno neanche un tiro dall’arco, ma la cosa che lascia ancora più perplessi è il fatto che i blancos non ci abbiano neanche provato. Se a questo aggiungiamo anche zero assist e ben cinque palle perse, il 19-21 sembra anche fin troppo magnanimo. Il Murcia, invece, affidandosi a James Webb, ha sfruttato il momento no per andare avanti. Unica pecca, forse, il divario minimo che ha permesso ai padroni di casa di rientrare in partita immediatamente. Real Madrid-Murcia, infatti, ha cambiato registro immediatamente, fin dai primi istanti del secondo quarto.

Animo blancos

Con le Final 4 alle porte, nessuno si aspettava che quella del Real Madrid sarebbe stata una partita per dare spazio alle seconde linee. Coach Laso ha sfruttato Real Madrid-Murcia per continuare la preparazione in vista della trasferta di Belgrado e questo lo si è visto fin dal secondo quarto. Trascinati dai soliti Tavares e Abalde, i blancos sono tornati immediatamente avanti. I problemi, però, non sono mancati, soprattutto nella fase difensiva, dove Jeff Taylor è stato l’unico a tenere alta la guardia. Una difesa che, però, è cresciuta minuto dopo minuto, arrivando ad essere la difesa solida blancos e che ha affondato definitivamente un Murcia sempre meno convinto di centrare i playoff.

Real Madrid-Murcia, un secondo tempo di poche emozioni

Al rientro sul parquet il ritmo non è aumentato, ma, anzi, forse è anche diminuito. Abalde è stato l’unico, almeno nel terzo quarto, a dare un minimo di sprint. Il parziale di 27-12 è merito tutto dello spagnolo che, con i suoi 7 assist totali, ha saputo dare vita al gioco del Real Madrid. L’ultima frazione è stata ancora più incolore, vista la partita già incanalata sui binari finali. Tra i migliori va segnalato Walter Tavares, vicino alla doppia doppia con un 14+9.

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