Virtus, l’EuroCup è tua! Il ritorno in Eurolega con le magate di Teodosic e una difesa da incorniciare

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L’ultima coppa europea di livello era arrivata nel lontano 2001 dalla Virtus Bologna; nel 2022, dopo anni di oblio e di seguente rapidissima e brillante rifondazione, i bianconeri tornano a vincere in Europa alzando la coppa dell’agognata EuroCup e aggiudicandosi definitivamente il passaggio alla prossima edizione dell‘Eurolega.

Un traguardo desiderato e finalmente arrivato con il sudore del campo e dopo un percorso di crescita tecnico e dirigenziale che ora potrebbe davvero riportare la Virtus ai vertici del basket europeo in toto.

Ma per parlare di questo avremo tutto il tempo. Torniamo alla finale e ad una gara tutt’altro che semplice e scontata: innanzitutto perché era una finale e poi perché gli underdog turchi del Bursaspor non avevano nulla da perdere ed avevano dimostrato nel loro percorso europeo di poter essere continuativamente degli ammazzagrandi.

Le vu nere, però, hanno comandato la gara dall’inizio alla fine chiudendo l’incontro col punteggio finale di 80 a 67. Ripercorriamo il match nei nostri tre punti.

Tutto parte e finisce dalla difesa: tolta ogni fluidità all’attacco turco

Una delle chiavi tattiche più importanti della vigilia per gli uomini di Scariolo era la difesa sugli esterni. Bursa aveva dimostrato di poter essere letale dal perimetro con dei tiratori del calibro di Holland, Andrews, Bitim e Needham: decisivo era proprio evitare che i turchi segnassero in continuità dall’arco e che riuscissero a mettere in fiducia uno o più di questi uomini. Il tutto a costo di concedere qualcosa di più dentro l’area dove l’unico vero pericolo era Kevarrius Hayes.

Bene, la Virtus ha fatto tutto questo benissimo. In tutti e 40 minuti i virtussini hanno praticato una pressione sul portatore di palla e sul perimetro in generale davvero asfissiante che ha tolto ogni tipo di fluidità all’attacco turco. Di conseguenza gli ospiti hanno sempre faticato a pescare tiri aperti non riuscendo nemmeno a trovare nulla dall’uno contro uno.

Non dare ritmo offensivo alle bocche da fuoco dei verdi è stato il grande canale che ha portato alla vittoria virtussina: un misero 23.1% il loro bottino dall’arco (6 su 26). Con Andorra nella stessa statistica avevano il 40.6%, con Lubiana il 42.4%, col Partizan il 52%! Insomma, questi dati bastano a riassumere quello che ha fatto la Virtus nella propria metacampo con un gioco perfetto di raddoppi e rotazioni.

Lo abbiamo già detto, ma lo sottolineiamo: i progressi difensivi fatti dalla squadra di Scariolo negli ultimi mesi sono stati impressionanti. La bravura della società nel trovare le occasioni per portare a Bologna Hackett e Shengelia è stata davvero rimarchevole: due tasselli perfetti nel posto giusto.

Virtus Bursaspor Hackett Sge

Dominio bianconero anche dei tabelloni

Avevamo detto che difendere bene sugli esterni avrebbe potuto significare concedere qualcosa sotto canestro. Ma niente di tutto ciò. La Virtus domina anche la lotta a rimbalzo: 44-30 il parziale finale che evidenzia un disavanzo impressionante.

Avere a che fare contro Hayes sotto canestro non è mai un piacere: il lungo del Bursa ha dimostrato stasera di valere anche un livello da Eurolega soprattutto se si pensa a certe giocate in termini di forza fisica ed atletismo. Tuttavia, il reparto lunghi virtussino, come al solito, si è mosso con pochissime sbavature.

Anche in una serata in cui, nonostante i 13 punti e 10 rimbalzi, Mam Jaiteh ha faticato di più (l’MVP della stagione regolare ha tirato la carretta per tutto l’anno, ora per lui un fisiologico calo fisico), è venuta fuori l’energia incontenibile di un pragmatico ed utilissimo JaKarr Sampson (11 punti e 5 rimbalzi) e la voglia di tutto il gruppo di andare a prendere un rimbalzo in più rispetto agli avversari (7 rimbalzi per Shengelia, 4 per Hackett, 4 per Weems).

La Virtus ha tirato dall’arco 28 volte, Bursa 26: dati inusuali se si pensa che la Virtus predilige la dimensione interna e Bursa di gran lunga quella esterna. I tiri dal campo presi sono poi 39 per i bianconeri al cospetto dei 27 dei verdi. Insomma la Virtus ha preso un’enormità di tiri in più perché è andata molto meglio a rimbalzo. Con la voglia di vincere la partita senza mezzi termini.

Poi c’è Milos Teodosic…prestazione da MVP vero

Che dire di Milos? In quei pochi immancabili momenti di spaesamento ci ha pensato lui a diradare ogni possibile ombra all’orizzonte. Semplicemente questa sera ha giocato da campionissimo, da uno che è uno dei migliori in Europa.

Le triple che ha messo con continuità a gioco rotto dicono di un giocatore che ha attributi enormi e che aveva una voglia matta di prendere quella coppa e di tornare su quel palcoscenico che tanto gli si addice. I 21 punti con 4/8 dall’arco sono onnipotenza cestistica.

Teodosic è il genio e la follia di un gruppo che è diventato di una solidità stoica e di una compattezza fuori dal comune. Quegli innesti di cui abbiamo tanto parlato oltre ad aver portato qualità hanno dato a tutto il gruppo una mentalità da campioni e da vincenti, da gruppo che sa essere veramente monolitico.

E poi appunto c’è Milos: l’irriducibile stella polare della Virtus degli ultimi anni che sa brillare di luce propria ma che sa anche tanto far brillare gli altri.

Ora è tempo di festeggiare, di riconoscere la validità di un percorso fatto che attende ancora gli ultimi risultati in territorio nazionale. Poi ci sarà già da pensare ad un’altra prossima grande sfida che la Virtus, ne siamo sicuri, vorrà giocare da protagonista.

Teodosic MVP Euro

(Credits photos: Virtus Bologna)

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