Il Barcellona si prende le F4: battuto un eroico Bayern in G5 con un Laprovittola da sogno

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Il Barcellona di Sarunas Jasikevicius soffre molto più del previsto, ma alla fine elevando tutta la qualità del suo roster fa sua gara 5 al Palau e spegne il sogno di un Bayern Monaco che è andato oltre ogni possibile immaginazione.

E’ stata una serie che ha certificato il grande genio che risponde al nome Andrea Trinchieri e che, alla fine, ha portato alla luce l’infinità di soluzioni di un Barcellona che pare davvero essere la favorita numero uno per la vittoria finale. Paradossalmente il difficile era superare una squadra di cani rognosi come quella bavarese; ora le altre contendenti sembrano avere tutte più di qualcosa in meno.

Ma ora andiamo dentro alla vittoria in gara 5 attraverso i passaggi chiave della sfida.

Barcellona Bayern We

Un secondo tempo da Barça ammazza la partita

Il primo tempo finisce sul +6 per il Bayern e qualche spauracchio concreto inizia ad aleggiare al Palau. Ma, al rientro dagli spogliatoi, sono gli uomini di Jasikevicius a fugare ogni preoccupazione. Altro ritmo, altro livello di concentrazione nell’esecuzione delle giocate ed altra efficacia.

In attacco il Bayern praticamente non vede più l’area: i bavaresi sono costretti ad accontentarsi di conclusioni dall’arco a bassa percentuale non riuscendo ad entrare presto nei giochi e non riuscendo praticamente mai a costruire un vantaggio. La difesa blaugrana ruota benissimo e diventa impenetrabile. Poi, c’è anche da dire che non poca stanchezza è sopraggiunta per i tedeschi che hanno pagato lo sforzo profuso nelle gare precedenti e gli infortuni tutt’altro che insignificanti.

Anche in attacco i blaugrana sembrano davvero alzare le marce. In post vengono trovate molte più soluzioni favorevoli e, se in grado di esplorare il post, la squadra di Jasikevicius rischia di diventare ingiocabile (la chiave nel primo tempo era stata concedere loro più tiri dall’arco). Oltre a ciò la palla gira molto meglio, la difesa bavarese fatica a ruotare puntualmente e vengono a crearsi molti più tiri ad alta percentuale: non a caso proprio quelle percentuali salgono notevolmente.

Il Barcellona chiuderà la sfida col 50% dall’arco, quando nelle altre gare aveva registrato 38.1%, 30.4%, 34.8% e 17.2% dalla linea dei tre punti. Se una squadra costruita come quella blaugrana raggiunge quella percentuale non perde mai.

Tutta qui la vittoria catalana: la vittoria di un roster che ha armi tecnico-tattiche pressoché infinite.

MVP indiscusso della serata: Nico Laprovittola

Spesso si è criticato l’ex giocatore del Real Madrid, anche ingiustamente. Una cosa però va detta: le partite che contano spesso e volentieri le gioca con una determinazione ed una efficacia che hanno in pochi.

Anche stasera ci mette un’energia fuori dal comune e permette all’attacco di coach Jasi di far muovere molto di più la difesa bavarese (che se schierata sa essere impenetrabile). Poi dall’arco gli entra davvero tutto – che poi, anche in questo caso, non dovrebbe sembrare strano: è un giocatore che ha sempre avuto grande mano. Ma anche la capacità di battere il suo uomo dal palleggio gli garantisce di avere un bel numero di liberi, cosa che regala tanti punti extra alla sua squadra.

Poi ci sono i numeri: 26 punti con 5/7 dall’arco (!), 6 falli subiti e 30 di PIR. Numeri da grande giocatore. Se l’argentino sarò questo giocatore, il Barcellona alzerà la coppa. Forse a Madrid si staranno mangiando le mani, soprattutto pensando a quello che è stato preso e voluto come sostituto.

Barcellona Bayern

Solo applausi per Andrea Trinchieri e il suo Bayern Monaco

In sede di presentazione delle serie playoffs si parlava di serie tutte equilibrate tranne una che sembrava abbastanza segnata. Il verdetto del campo ha detto, invece, che la serie tra Barça e Bayern è stata la più combattuta insieme a quella tra Olympiacos e Monaco.

Il merito? Di un enorme allenatore che oggi probabilmente vale la top 3 in Europa: Andrea Trinchieri. Con un roster infinitamente meno talentuoso di quello degli avversari e con infortuni pesanti a cui sopperire, ha preparato una serie in maniera magistrale riuscendo a far vedere i sorci vedere alla super squadra candidata per la vittoria finale che vanta un roster di campionissimi.

E’ l’ennesimo capolavoro targato Trinka con la sua capacità di sapere creare un gruppo di una compattezza unica e, soprattutto, di riuscire a tirare fuori dai giocatori ogni minima goccia di talento. E’ una cosa che nel vecchio continente nessuno sa fare come lui.

Il suo Bayern ha dimostrato di saper giocare a punteggio alto, a punteggio basso, adattandosi in modo camaleontico e giocando spesso quasi a memoria. Non sono arrivate le Final Four, ma quello che rimane ai bavaresi è un’altra grande stagione in cui hanno ancora ampiamente superato la soglia delle aspettative poste ad inizio stagione.

Organizzazione, lavoro e competenza pagano sempre. Sempre.

Barcellona Bayern

(Credits photos: Barcelona, Twitter)

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