Virtus Bologna-Lietkabelis: abbattuta la resistenza lituana nella serataccia dall’arco

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Era importante vincere ed una vittoria è arrivata: la Virtus Bologna batte il Lietkabelis Panevezys 75 a 67. Non era una vittoria semplice e scontata come non lo è nessuna partita ora che siamo nella fase finale di questa EuroCup subdola e spietata ad eliminazione diretta. Lo sanno bene Badalona e Partizan, teste di serie 1 e 2 del girone A, che sono uscite entrambe clamorosamente già agli ottavi di finale.

L’imperativo quindi è quello di non sottovalutare nessuna gara. Gli uomini di Scariolo lo sapevano e la vittoria ai danni dei lituani è stata tutt’altro che semplice per i meriti lituani e per dei bianconeri non troppo brillanti, ma efficaci. Proviamo a ripercorrere la sfida attraverso i nostri tre punti chiave.

Quando da 3 non entra nulla, la vittoria dà ancora più consapevolezza

La prova dall’arco delle vu nere rasenta quasi l’horror: 4/19 per uno scialbo 21.1%. Un dato che spesso a queste latitudini significa sconfitta senza se e senza ma. Questa volta no: la Virtus è riuscita a vincere lo stesso, forte di una grande dimensione interna che spesso riesce a sopperire anche alla quasi totale mancanza di una serata positiva dall’arco.

E non è nemmeno questione di cattiva costruzione dei tiri: spesso le triple sbagliate erano anche aperte, ma semplicemente a volte non è serata. Allora vincere anche quelle partite in cui alcune cose semplici non funzionano diventa ancora più importante e decisivo.

Nella negatività della prova dall’arco virtussina ci sono i punti di forza di cui proprio essere consapevoli. Quando la conclusione da fuori entrerà come nelle altre serate allora si potrà alzare ancora di più il livello e, soprattutto, quando questo non avverrà con percentuali elevate c’è sempre la possibilità di giovare di avere una dimensione interna poderosa, quasi granitica, su cui poter contare costantemente.

In questo senso l’aggiunta di Shegelia garantisce una soluzione sempre altamente produttiva e creatrice di vantaggi, soprattutto quando le cose funzionano meno e serve appunto creare un vantaggio in modo semplice.

Questo varietà pressoché infinita di modi di andare a canestro è una cosa che poche squadre hanno nel Vecchio Continente.

Sempre più importante la presenza di Toko Shengelia

La tenacia lituana e una fuga bianconera mai completata

Tanti parziali virtussini a cui sono seguiti spesso altri mini controparziali lituani. Più volte questa sera si è avuta la sensazione che le vu nere fossero lì lì per mettere un’ipoteca sul match, ma puntualmente i lituani ricucivano per ritrovare uno spiraglio.

In questa tendenza c’è sì stata una negligenza degli uomini di Scariolo che hanno faticato stasera a trovare continuità nel rendimento (sia in difesa che in attacco) rispetto a diverse uscite precedenti, ma anche il merito del Lietkabelis che ha continuato a fare la sua partita senza snaturarsi e facendo cose semplici ed efficaci.

I lituani, infatti, consci della mole di talento in meno presente nel loro roster si sono affidati a giochi lunghi e ripetuti con numerosi blocchi volti a creare continuamente nuovi vantaggi, spendendo anche tanto a livello fisico nel tentativo di sfiancare la difesa avversaria. In questo senso ottime le prove di Maldunas, Orelik e Kalaitzakis. Tutto questo spesso ha limitato l’emorragia e creato problemi alla continuità dei padroni di casa.

Cosa è servito negli ultimi minuti ai bianconeri per chiudere la gara? Ancora la semplicità. Alzare il livello difensivo sfruttando anche la stanchezza avversaria e, soprattutto, non forzare in attacco cercando quell’extra-pass che quest’anno spesso ha caratterizzato la fluidità di manovra virtussina in attacco.

La coppia sempre presente: Weems e Jaiteh

Ancora e sempre loro: Weems e Jaiteh

Lo abbiamo ripetuto mille volte, ma lo faremo fino alla sfinimento. I tre insostituibili di questa squadra sono Weems, Jaiteh e Cordinier; e non è un caso che questa sera i primi due siano stati i migliori, mentre il terzo è fermo ai box per infortunio. Brutta tegola, infatti, quella che relega fuori dal campo l’ala francese, collante essenziale delle due fasi bianconere. E di quel collante stasera, seppur in controluce, si è vista l’assenza.

Poi, insieme a tutti gli altri (ma più degli altri) lo zampino sul match ce lo hanno messo come sempre Weems e Jaiteh. Il primo con le solite giocate decisive da killer istinct (la tripla finale che stacca i lituani nel punteggio) e con tante piccole cose che non compaiono a referto; il secondo con i suoi punti e la sua presenza sotto canestro.

Non a caso questi due giocatori hanno il PIR maggiore tra i padroni di casa: rispettivamente 20 e 18. Subito dopo, a 16 c’è Shengelia: sempre più importante per la presenza in area a rimbalzo, in fase difensiva ed appunto per i vantaggi che crea in attacco spalle a canestro. Non è un caso che abbia smazzato 8 assist (il migliore della squadra): i raddoppi che attira in post gli permettono spesso di trovare diversi compagni liberi da servire.

Insomma, non è stata una delle più belle vittorie virtussine dall’inizio dell’anno, ma è stato quello che serviva: una vittoria ruvida, fortemente voluta. Che fa parte pienamente del percorso, della strada verso Belgrado.

Lo scivolone di Badalona, poi, ha regalato un altro importante vantaggio alle vu nere: il fatto di poter giocare anche il quarto di finale in casa col proprio pubblico. Mica poco.

Appuntamento alla prossima settimana per la sfida con Ulm.

(Credits photos: Virtus Bologna)

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