La lavagnetta dei PO #3: il veer set del Barcellona

Andrea Ranieri
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La lavagnetta di Eurodevotion prosegue il proprio viaggio e si addentra nella seconda serie di playoff in partenza domani: Barcellona – Bayern Monaco. Si parte dai padroni di casa e dal loro veer set, di cui poi parlaremo. Quella che sulla carta resta la serie più scontata non mancherà comunque di offrire, soprattutto a livello tecnico-tattico, diversi spunti interessanti, dati dal duello tra due grandi menti cestistiche quali Sarunas Jasikevicius e Andrea Trinchieri.

Il Barcellona arriva a questa serie da prima in classifica della regular season. Un risultato ottenuto indubbiamente grazie a una costanza di rendimento che le altre hanno solo potuto immaginare, per quanto non sia ovviamente imbattibile. La difesa è la grande forza di questa squadra, che può poi contare su attaccanti di assoluto livello e su un reparto lunghi che, per talento tecnico, fa sobbalzare qualunque appassionato. Finiti i preamboli, è tempo di parlare di veer set; ci avvaliamo per questo dell’aiuto di BasketHead.

Come funziona: il veer set del Barcellona

Il veer set del Barcellona per costruire un buon tiro ad Alex Abrines

Non possono naturalmente mancare le definizioni. Innanzitutto un veer set è un set offensivo che contenga un cosiddetto veer screen. Questo è un tipo di blocco molto particolare che segue una collaborazione di pick and roll. È una situazione in cui il lungo, dopo aver bloccato sulla palla, anziché rollare, va a settare un blocco per il compagno che funge da sponda sul lato cieco del pick and roll (quindi quello cui il palleggiatore dà la schiena). È tipica soluzione offensiva contro il contenimento, letale, se ben eseguita, per mettere in ritmo grandi tiratori.

Entriamo nell’analisi video. Dante Exum conduce la palla in ala destra, mentre Nikola Mirotic piazza l’ormai noto zipper per Nick Calathes, che esce a prendersi la palla in guardia. Mentre avviene questo, Alex Abrines attraversa il campo dall’angolo sinistro a quello destro (tenetelo a mente).

Durante la ricezione di Calathes il giovane classe 2004 James Nnaji sprinta a giocare un pick and roll centrale con il fuoriclasse greco. Durante lo svolgimento del blocco, Exum libera lo spazio con un taglio backdoor (dietro la schiena del suo difensore), altro elemento importante. La difesa contiene, ma Nnaji non si butta a canestro, bensì va a mettere in piedi il famoso veer set piazzando quello che è di fatto un pindown (blocco diagonale a scendere) per Abrines. Le difficoltà per la difesa sono due: il fatto che Abrines fosse già in movimento e la necessità del suo uomo di aiutare sul teorico roll. Risultato: enorme spazio creato e tre punti a tabellone.

Come si batte: il veer set del Barcellona

I veer set presentano tutte le difficoltà tipiche delle collaborazioni difensive che giocano contro le tradizionali regole difensive. E noi pensiamo che per difendere contro ciò che batte la tradizione serva innovare.

Innanzitutto, per giocare subito contro le caratteristiche del giocatore, passiamo in mezzo su Calathes quando sfrutta lo zipper, cercando di negargli di uscire dal lato della palla. A questo punto possiamo prepararci a difendere il pick and roll.

Coach Trinchieri | Eurodevotion

Nel caso il palleggiatore sia Calathes, possiamo giocare contro le sue preferenze e annullare così la possibilità di un veer set: anziché giocare contenimento, passiamo in mezzo sul pick and roll e rimaniamo accoppiati, togliendo quindi al difensore di Abrines l’urgenza di aiutare.

E se, per qualsiasi motivo, si dovesse comunque giocare il contenimento sul pick and roll? Benissimo, a questo punto al difensore di Abrines non possiamo chiedere, essendo lui staccato, di inseguire sul veer, ma passare in mezzo, come sarebbe naturale fare, è un suicidio. Sfruttiamo allora il backdoor di Exum, che in teoria ci crea difficoltà, a nostro vantaggio. Cambiamo fra il difensore di Exum e quello di Abrines, negando poi all’ala spagnola di poter utilizzare il blocco.

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