La lavagnetta dei PO #4: uso del pindown del Bayern

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La lavagnetta di Eurodevotion passa ad occuparsi di quella che, in questi playoff, è la “dolce metà” del Barcellona, il Bayern Monaco. Si parlerà nuovamente di pindown screen, ma prima qualche doverosa premessa. Ancor più della scorsa stagione i tedeschi si presentano a dei quarti di finale veramente inattesi. Merito, per l’ennesima volta, di Andrea Trinchieri, che continua a sorprendere per la propria abilità in panchina, un autentico gioiello del pino.

I bavaresi, non dotati di un roster di grande talento e anche molto sfortunati dal punto di vista degli infortuni, hanno la loro forza nella solidità difensiva, nell’atteggiamento coriaceo e nella capacità di applicare le idee del proprio allenatore in attacco. Tra queste, annoveriamo appunto i diversi utilizzi dei pindown, che qua vedremo inserito nel contesto di una collaborazione di pick and roll. Il contributo video è di BasketHead.

Come funziona: uso del pindown del Bayern

Un pindown inserito in un set molto dinamico

Innanzitutto, è nostro dovere ripassare cosa sia un pindown. Si tratta di un blocco diagonale a scendere (con il bloccante che si muove dunque dal perimetro verso la linea di fondo) singolo, spesso usato per liberare spazio ai migliori tiratori della squadra, nelle più svariate situazioni, qua, in particolare, in una di pick and roll. Passiamo all’analisi del video per comprendere meglio.

Zan Sisko conduce la palla sul lato destro del campo, mentre Vladimir Lucic, al gomito sinistro, sfrutta un blocco diagonale di Othello Hunter (“ram screen” in gergo), per poi teoricamente andare a bloccare sulla palla. Quello che in realtà fa l’ala serba è fingere di sprintare a bloccare per Sisko per poi aprirsi improvvisamente in un’azione di pop (situazione di ghost screen, blocco fantasma).

A questo punto il vero pick and roll, centrale ormai, è portato da Hunter per lo stesso Sisko. Il lato cieco della difesa è impegnato dal movimento di un tiratore pericoloso come Lucic, mentre quello in visione si vede coinvolto nel nostro famoso pindown.

Darrun Hilliard, che aveva attraversato il campo lungo la linea di fondo va a sfruttare infatti il blocco di Augustine Rubit, su cui la difesa prova a inseguire, ma lo fa molto male, regalando a Hilliard lo spazio necessario per alzarsi e colpire dall’arco dei tre punti.

Come si batte: uso del pindown del Bayern

Anche qusta volta, contro un set molto dinamico, è vitale per chi difende lavorare contro le caratteristiche e i pregi dei propri avversari e cercare di evidenziarne piuttosto i difetti. Vediamo quindi come il Barcellona potrebbe fronteggiare questo uso del pindown.

pindown

Prima di tutto dobbiamo difendere su quell’iniziale blocco diagonale piazzato per Lucic, che giocherà poi il ghost screen sulla palla. Su quel blocco inseguiamo tenendo bene il contatto con il serbo. Nel momento del ghost screen quello che non vogliamo fare è concedere un facile tiro a Lucic con incomprensioni su un blocco che non ci sarà. Rimaniamo quindi attaccati a lui, mentre mettiamo pressione sulla palla e restiamo facilmente accoppiati.

Sul pick and roll reale non possiamo permetterci scelte che coinvolgano troppo direttamente gli altri tre difensori, impegnati dal grande movimento dei loro attaccanti, quindi preserveremmo l’idea del contenimento. Il punto è cosa fare contro il pindown. Di norma, essendo chi sfrutta il blocco un grande tiratore, si dovrebbe inseguire, ma per farlo bene servirebbe anche un passo di aiuto del difensore del bloccante, cosa che, con il lato debole impegnato da Lucic, porterebbe a una schiacciata di Rubit.

Avendo presenti le caratteristiche del Barcellona, che ama rompere il flusso dei giochi avversari, cambiamo a due, impedendo così un facile tiro da fuori e dandoci il tempo di sistemare la difesa per contenere i mismatch creatisi.

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