Contro GC la Virtus trova la vittoria che serviva: solida, compatta, nata dalla difesa

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I tifosi aspettavano una grande Virtus e Scariolo l’aveva chiamata: bene, questa sera c’è stata. Contro la prima della classe, Gran Canaria, squadra che in Europa può mettere in difficoltà chiunque, serviva una grande prestazione e con ancora una lista di assenze per nulla vuota (oltre ai soliti Udoh e Abass, anche Belinelli e Teodosic).

Alla fine la vittoria per 70 a 68 è una delle più belle dell’annata virtussina: non tanto per spettacolarità, anzi per tutt’altro. Abbiamo per tutta la stagione ripetuto la litania che la Virtus era una squadra votata all’attacco, una squadra che puntava a fare un canestro in più degli avversari piuttosto che subirne uno in meno. Oggi, la vittoria è arrivata in modo completamente opposto.

Una grande squadra per vincere ed arrivare fino in fondo non può prescindere da una grande difesa e quella virtussina di oggi è stata di certo una grande difesa. Ed era inevitabile che così fosse per strappare la W contro Gran Canaria: quando ti mancano due giocatori come Belinelli e Teodosic e quindi hai in meno molto talento offensivo, la difesa deve inevitabilmente salire di colpi. Così è stato: Scariolo lo aveva chiesto nel prepartita e lo ha ottenuto.

In questo senso, l’assenza dei due pilastri bianconeri può essere in un certo senso funzionale al gruppo che ora può creare quell’amalgama (soprattutto con i nuovi arrivati) e quell’identità difensiva a cui gli altri che si aggiungeranno poi dovranno solo conformarsi. Stasera nella metacampo in cui bisogna stare piegati sulle ginocchia tutto ha funzionato bene per la Virtus: soprattutto è stato importante cambiare poco sugli esterni non lasciando mai mismatch semplici agli ottimi esterni canarini.

Parlando ancora per un attimo di tattica, va sottolineato come la partita sia stata preparata in modo ottimale da Sergio Scariolo. Sapendo bene che la forza di GC risiede negli esterni e nel tiro dall’arco, il coach bianconero ha schierato a ripetizione quintetti molto alti (quello più cavalcato era Hackett-Cordinier-Weems-Shengelia-Jaiteh) per costringere Porfi Fisac a fare altrettanto per non soccombere sotto canestro, rinunciando però così a tante soluzioni da fuori dall’arco ed anche a molta fluidità di manovra (sono state tante le volte in cui Gran Canaria non è riuscita a costruire nessun vantaggio nell’arco dei 24 secondi o almeno per gran parte di essi).

Ormai la Virtus ha un nucleo preciso di pretoriani

Ecco, ripartendo da quel quintetto nominato sopra abbiamo i nomi dei pretoriani di Scariolo, insieme al sesto uomo Alessandro Pajola. I cinque sopra nominati hanno giocato tutti più di 25 minuti ed è evidente che saranno loro la colonna vertebrale della Virtus da qui alla fine, per quello che possono dare in attacco ma soprattutto per la solidità che possono dare in difesa.

Solidità è la parola giusta per il solito Kyle Weems e per Mam Jaiteh, sempre troppo importante troppo canestro. Ma è anche la parola giusta per Isaia Cordinier, quello che oggi è stato in campo più di tutti (30’15”) e quello che è troppo importante per la sua energia, il suo atletismo e la sua capacità di tenere legati tutti i reparti, come si direbbe in gergo calcistico.

Che dire dei nuovi arrivati? Shengelia sta entrando al meglio nel sistema virtussino facendo vedere sprazzi di quello che potrà essere per la fase caldissima della stagione: stasera già lo si è visto per come è stato àncora sotto canestro, soprattutto nei momenti decisivi (9 rimbalzi catturati in tutto, uniti a 11 punti).

E poi c’è Daniel Hackett, un campione vero. Non è passato nemmeno un mese dal suo arrivo in Virtus e sembra già essere il leader di questa squadra: impressionante il modo in cui la guida. “Huevos” come palle di cannone, solita difesa asfissiante, attacco clutch e tutte quelle piccole grandiose cose come il recupero nel finale su un Dylan Ennis a campo aperto.

Il tutto condito da una Segafredo Arena mai calda e trascinante in stagione come questa sera: sarà fondamentale per la Virtus averla sempre così quando conterà da qui alla fine. E la spinta dei tifosi è stata ben ripagata dalla prestazione che deve essere pietra angolare per quello che arriverà nelle prossime settimane.

Dopo Pasqua, infatti, arriverà la prima gara secca della fase ad eliminazione diretta d’EuroCup e da lì in poi non si potrà sbagliare. La performance vista stasera lascia ben sperare, ma ora la parola d’ordine deve essere continuità. Continuare, appunto, sul binario tracciato è la strada migliore per arrivare agli obiettivi fissati.

Lo ripetiamo: la Virtus ha regalato e, soprattutto, si è regalata una grande prova di consapevolezza dei propri mezzi (che non sono illimitati, ma quasi). Ora che questo sia punto di partenza e non d’arrivo.

(Credits photos: Virtus Bologna, Euroleague)

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