Ossigeno Real, comodo successo su Fuenlabrada

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Il derby della comunità autonoma di Madrid della Jornada 26 di Liga termina con la vittoria casalinga del Real sulla truppa di coach Raventòs

E’ stato solo interlocutorio l’inizio a tratti incerto da parte delle merengues, poi il match ha avuto invece un padrone ben delineato. I blancòs hanno infatti cucinato a fuoco lento gli avversari con l’avanzare della gara, senza mai voltarsi indietro, e hanno così accorciato sul primo posto in graduatoria, anche grazie alla successiva sconfitta del Barcellona sul campo della Penya.

Ancora convalescenti dalla crisi attraversata nell’ultimo periodo, i madrileni venivano da una settimana non felicissima, dopo gli sgambetti patiti contro Manresa, Efes e Maccabi: questa vittoria quindi era un passaggio necessario per ritrovare quella serenità e continuità che saranno più che mai essenziali nel rush finale della stagione.

Il 92-77 del WiZink Center lo raccontiamo come di consueto con la nostra analisi per punti.

La circolazione del Real e l’efficacia offensiva

Laso parte con un quintetto privo di point-guard (Goss-Hanga-Deck-Yabusele-Tavares), che comincia subito a bomba grazie all’attacco in transizione, in particolare sulle ali delle scorribande del Tortuga. Senza far schierare la difesa il Real mette la testa avanti e supera qualsiasi necessità di playmaking tradizionale.

Tutto benissimo, finchè arriva il time-out di Raventòs e Fuenla si adegua, una transition defense più attenta limita il facile contropiede merengue. La line-up del Real, così priva di fosforo e di fonti di vantaggi, va a Sud, per l’attacco è buio pesto e arriva un contro-parziale fulmineo che regala agli ospiti il primo e unico vantaggio della gara.

La svolta arriverà quindi con l’ingresso in campo dell’esperte point-guard di Laso, da uno straordinario Heurtel ai soliti Llull e Causeur, che prendono in mano la manovra offensiva e la alimentano a dovere anche davanti alla difesa schierata.

Real - Eurodevotion

Viene premiato il movimento degli uomini, dei taglianti, così come viene capitalizzato con immediatezza il primo pick and roll, situazione nella quale i cervelli pensanti del Real sono stati bravissimi a pescare e punire il vantaggio creato (12 assist in due tra il play francese e il campione minorchino). Si è così innescato un buon ritmo offensivo, garantito da una discreta fluidità e da un’efficiente circolazione.

I blancòs tornano quindi ad esprimersi su buoni livelli offensivi, un fattore che non sempre è stato all’altezza delle aspettative negli ultimi tempi, sebbene stessero affrontando in Fuenlabrada la terzultima difesa della Acb, che sfoggia un solidissimo 116,1 di defensive rating.

Lo scarso mordente di Fuenlabrada

Per i ragazzi di Raventòs si tratta della quarta sconfitta negli ultimi cinque impegni e, sebbene non si poteva pretendere poi tanto da una sfida nella tana del Real, la condizione traballante dei madrileni e l’atmosfera di derby avrebbero potuto essere preludio di uno sforzo più valoroso da parte della squadra ospite.

A parte i primi minuti e qualche sparuta reazione nel finale, il pallino della gara è sempre stato, invece, nelle mani degli avversari.

Esempio della poca concretezza della prestazione sono stati i casi, in particolare nella prima parte di partita, in cui si tentava di esporre la difesa sul pick and roll del Real. Sebbene potesse avere un senso continuare a far lavorare Tavares sui cambi, attaccarlo in velocità e renderlo vulnerabile in mismatch coi piccoli, queste situazioni sono state volutamente create, ma mai sfruttate con convinzione e l’adeguato cinismo. Anzi, molto raramente il proposito si è trasformato in produzione, in vantaggio e in sorgente di gioco.

Nella propria metà campo una fase difensiva non perfetta ha fatto da corollario a numerose occasioni concesse alle merengues su rimbalzo offensivo (saranno 13 le carambole conquistate in attacco dai madrileni a fine gara), che in particolari momenti di gara hanno sfruttato l’imponenza delle loro torri per rifornire di seconda opportunità il proprio attacco. In generale il duello a rimbalzo viene perso in modo piuttosto netto (il computo è di 42-33 alla sirena finale).

Se la sconfitta è tutto sommato accettabile, ci sarà bisogno di ben altra aggressività per condurre in porto con dignità la stagione.

Le parole di Laso, il momento del Real

La vittoria, come già abbiamo ricordato, concede ossigeno vitale ad un Real che fatica ancora a ritrovare la migliore versione di sè stessa. Laso ha un’opinione precisa sul momento dei blancòs:

Non do molta attenzione ai risultati, anche se è meglio vincere che perdere, questo è chiaro. La squadra sta bene, avremmo potuto vincere certamente entrambe le partite di Eurolega. Oggi abbiamo giocato in modo solido e con pochi errori, buona difesa e buon movimento di palla. La circolazione del pallone è stato uno degli aspetti che la squadra ha gestito meglio.

da elespanol.com

Il coach di Vitoria, oltre a confermare la qualità offensiva espressa dal Madrid nel matinée di ieri, esprime quindi tutta la sua fiducia nella buona forma della squadra. L’attenzione dei risultati è messa da parte nei confronti di un team che ha fatto dei miglioramenti rispetto ai tremendi bassi messi in scena qualche settimana fa, ed è anche vero che per certi aspetti dire che la squadra spagnola avrebbe meritato la vittoria in entrambi i match di Euroleague della settimana passata non sia affatto un’eresia.

Tuttavia, ci stiamo avvicinando a una fase della stagione in cui poco importa quale sia il peso che si dà il risultato, al contrario il risultato però assumerà un peso più che determinante. Per questo ritrovare una più solida consapevolezza passa anche da vittorie come queste, quelle della normalità, dell’abitudine al dominio, consuetudine per una grande squadra. E’ da qui che il grande inseguimento al Barcellona, in Spagna come in Europa, può tornare più vivo che mai.

Photo credit: realmadrid.com

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