Virtus, dov’è la prestazione di Venezia? Nuove ombre dopo la sconfitta col Cedevita

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Per la Virtus Bologna la sconfitta patita in casa contro il Cedevita Olimpija Lubiana è probabilmente la più brutta dell’anno. Lo dice il punteggio – 74 a 86 per gli sloveni – e lo dice ancora di più la prestazione in campo.

Difficile riuscire a spiegare quello che è successo alla Segafredo Arena e soprattutto quello che succede alla squadra che sembra vedere l’agognata continuità col binocolo, continuando a percorrere da inizio anno le montagne russe.

E’ difficile anche definire la sconfitta con Lubiana pensando soltanto alla Virtus che si è vista solo una settimana fa a Venezia: una squadra solida, rocciosa e compatta. Ecco, davvero tutto il contrario. E giustificarlo non è semplice; un cambio di rotta così drastico non può essere frutto del percorso. E’ bene che questa sia annoverata tra le poche “partitacce” o “giri a vuoto” che ogni anno possono capitare ad ogni squadra, per quanto lunga e forte.

Cerchiamo di andare con ordine però. Innanzitutto partendo dalla difesa: orrenda. Purtroppo non c’è altro modo di descriverla; soprattutto quella del primo tempo. 51 punti subiti in 20 minuti sono qualcosa di davvero improponibile: il Cedevita ha beneficiato di tanti tagli backdoor, di linee di passaggio facili e soprattutto di canestri dall’arco troppo aperti. Normale che quando lasci tanti canestri facili dall’arco ad una squadra che fa del tiro da tre punti la sua forza allora ti scavi già un po’ la fossa.

La difesa bianconera era puntualmente già battuta dal pick&roll iniziale con cui gli ospiti riuscivano subito a creare vantaggi, poi spesso si ruotava anche male, lasciando veramente metri di spazio ai tiratori in verde-arancio. Nel secondo è andata un po’ meglio, ma non a sufficienza per garantire anche un barlume di rimonta. Per di più, quando a giocatori come Pullen, Blazic e Ferrell permetti di entrare in ritmo, poi risulta davvero difficile fermarli.

Eppure la difesa con Venezia era stata una delle migliori dell’anno: possibile che in una settimana si possa passare dalle stelle alle stalle? Forse è stato sbagliato il gameplan (l’assenza di Scariolo per covid, in questo senso, può essere stata più decisiva di quanto si pensasse) o forse semplicemente è stata una serata no, in cui la testa era scollegata dal resto del corpo. Difficile sapere quale sia la risposta giusta; in ogni caso, nessuna delle due sarebbe rincuorante.

Incontenibile Jacob Pullen, MVP del match con 20 punti

La serata in cui va tutto storto per la Virtus: oltre alla difesa, anche l’attacco vacilla

Ma nemmeno l’attacco ha funzionato! E fa strano dirlo, perché anche nei momenti peggiori, la capacità di creare canestri anche dal nulla alla Virtus quest’anno non è mai mancata visto il clamoroso talento offensivo presente a roster. Eppure questa sera anche l’attacco è stato a tratti sterile e poco produttivo: per di più quando ha fatto il suo dovere si sono sbagliati tanti tiri comodi. Troppe davvero le triple aperte sbagliate: Teodosic, Hackett e Weems hanno tirato 1/12 dall’arco.

L’unica cosa che ha funzionato in attacco è stata la presenza di Toko Shengelia, il cui esordio è stato rovinato da quella che è stata la performance generale, ma il cui impatto nel gruppo può essere devastante. Due triple su tre a segno e soprattutto una pericolosità in post pari al 100%: semplicemente quanto ti attacca spalle al canestro non c’è nulla da fare. Altro demerito virtussino è stato l’immobilismo dei giocatori quando l’ex Cska Mosca attaccava in post dal momento che i raddoppi che attirava lasciavano tante opzioni sull’arco.

Poi non è un caso che la peggiore serata virtussina sia coincisa con una delle peggiori serate di Teodosic (un po’ pasticcione stasera, poco incisivo e troppo disattento in difesa) e con la serata negativa di Daniel Hackett, che gioca in Virtus da 10 giorni ma ha già dimostrato quanto è importante e nodale per questo gruppo (pesano soprattutto stasera le tante triple aperte mancate, ma capita).

Virtus Bologna Teodosic
Serata no anche per Teodosic

Poi è proseguito il periodo non troppo brillante di Weems, ma lo si concede a chi ha tirato la carretta per tanto tempo; Pajola era fuori forma dopo il covid ed infatti ha giocato solo 11 minuti e Mannion ancora lotta con la propria condizione fisica. Nota positiva? JaKarr Sampson: negli ultimi tempi sembra aver ritrovato fiducia ed in attacco riesce ad essere più incisivo con un atletismo che sembrava perduto.

Altre attenuanti? Mancavano Belinelli e Hervey oltre ai soliti lungodegenti. Ma le attenuanti stanno forse diventando troppe, soprattutto quando, spesso, per vincere una partita basterebbe scendere in campo con la testa e l’atteggiamento giusti. Stasera l’atteggiamento giusto è decisamente mancato.

Il tempo intanto sta passando, siamo ormai a metà marzo e non manca molto alla fase ad eliminazione diretta di questa EuroCup. E lì non ci sarà margine d’errore: chi sbaglia è fuori. Questo poco tempo che rimane serve assolutamente per integrare al meglio i nuovi arrivati, fare chiarezza nelle rotazioni e ricompattarsi attorno ad un’identità precisa. E’ il momento di fare definitivamente un salto di qualità.

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