Vita da rookie: quanto è duro l’impatto con l’Eurolega?

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Essere rookie in Eurolega è faccenda complessa. Lo spazio nei Top team è quasi inesistente, e la soluzione migliore è il passaggio da squadre di livello medio-basso come vetrina. L’AS Monaco è una vera fucina per i nuovi talenti, con Alpha Diallo come protagonista più intrigante.

Qualche settimana fa, abbiamo analizzato le difficoltà sofferte dai giovani nel ritagliarsi spazio all’interno di un’Eurolega sempre più tesa ad affidarsi ai grandi veterani o a giocatori già esperti del massimo palcoscenico europeo. Gli Under-20 emergenti sono sempre meno, in una parabola tesa a raccogliere ormai soltanto una manciata di unità. E se estendiamo il raggio della nostra ricerca ai rookie, toccando anche quei giocatori che sbarcano in Eurolega già svezzati, con alle spalle esperienze negli States o in campionati europei di livello inferiore, notiamo problematiche simili.

Certo, i “rookie già formati”, ossimoro che rende il concetto di quanto l’Eurolega sia un torneo molto selettivo ed elitario, sono in numero più ampio, più pronti a contribuire e con maggiore “luce verde” da società e staff tecnici. Ma quanto incidono realmente sulla qualità e sugli equilibri del torneo? Anche qui, la risposta tende pericolosamente verso il basso.

La diffidenza dei Top team: niente rookie importanti nelle squadre di vertice e blasone

Le grandi squadre di vertice, o con maggior tradizione recente, sono estremamente restie nel dare fiducia a giocatori privi di un bagaglio di esperienza in Eurolega. Se consideriamo gli uomini di rotazione vera, il Barcellona capolista schiera soltanto Dante Exum, una matricola molto sui generis e arrivato soltanto per colmare il vuoto lasciato sul perimetro dagli infortuni contemporanei di Calathes, Higgins e Abrines. Il Real Madrid ne schiera zero, così come l’Olympiacos e il CSKA Mosca. L’Efes il solo Filip Petrusev, che ormai si alza dalla panchina soltanto nel garbage-time. Lo Zenit ha provato a lanciare Conner Frankamp prima e Tyson Carter poi, ma le difficoltà fisiche di entrambi sono evidenti. Il Fenerbahçe ha pescato nel sommerso Jehyve Floyd (ma quanto giocherà al rientro di Vesely?) e investito su Semus Hazer (gran colpo dell’occhio lungo di coach Sasha Djordjevic), ma il debutto di Markel Starks visto contro l’AS Monaco è stato agghiacciante. Eppure, parliamo di un giocatore 31enne che ha girato tantissime squadre in carriera.

Dante Exum in palleggio contro Lamar Peters

Il “coraggio” dell’Olimpia Milano: quattro debuttanti fissi in rotazione

Tra i top-team, Milano è la squadra più coraggiosa. Una situazione quasi inaspettata considerando il modus operandi molto accorto di coach Ettore Messina. Eppure, dopo aver raggiunto le Final Four di Colonia, l’Olimpia ha riassemblato la squadra scommettendo su quattro rookie: Devon Hall, Troy Daniels, Jerian Grant e Pippo Ricci. Certo, matricole soltanto sulla carta, perché tutti già ben navigati e lontani dalla freschezza dei vent’anni, ma pur sempre al loro primo impatto con l’Eurolega. Devon Hall è il giocatore che ha saputo ambientarsi in maniera più rapida ed efficace, trasformandosi presto in un punto fermo del core messiniano. Discorso simile per Pippo Ricci, che ha sfruttato al meglio le esperienze in Nazionale e il biennio di alta Eurocup con la Virtus Bologna. Daniels e Grant, di contro, dimostrano quanto possa essere complesso avere impatto al primo anno in una squadra di alta classifica in Eurolega. E spiegano la virtuale assenza di grandi rookie nei team di vertice.

Devon Hall al tiro contro Nikola Milutinov
GiocatoreMinutiPuntiRimbalziAssist
Troy Daniels11:045.70.90.2
Jerian Grant11:062.40.50.6
Devon Hall26:219.61.61.8
Giampaolo Ricci12:553.32.20.5
Le cifre dei quattro rookie dell’AX Armani Exchange Milano in Eurolega

La “vetrina” delle squadre di medio-bassa classifica: Elie Okobo e Josh Nebo pronti al grande salto

Se spostiamo la nostra analisi in campo prettamente statistico, considerando le Top 50 in punti, rimbalzi, assist e valutazione, troviamo soltanto giocatori di squadre di livello medio-basso. Ambienti che hanno maggior possibilità di rischiare, di investire su eventuali progetti futuri e di offrire ai giocatori stessi una vetrina per mettersi in mostra e, perché no, strappare un buy-out nella prossima sessione di mercato. Ma le eccellenze, anche qui, sono minime. Elie Okobo guida le classifiche dei rookie in punti (15.8), assist (4.0) e valutazione (14.5), ma il calo sofferto dopo l’inizio spumeggiante spiega in maniera perfetta le difficoltà sofferte nel momento in cui le difese avversarie hanno imparato a conoscerlo e trovato un modo in cui limitarlo.

Elie Okobo in palleggio contro Isaiah Canaan

Josh Nebo è primo per rimbalzi (6.2) e terzo per valutazione (12.4), e rappresenta forse il prospetto attuale più intrigante. Il salto verso una squadra con maggiori ambizioni è già scritto, ma sarà grande la difficoltà nel confermare i numeri raccolti con grande spazio nello Zalgiris ultimo in classifica.

ValutazionePuntiRimbalziAssist
E. Okobo 14.5E. Okobo 15.8J. Nebo 6.2E. Okobo 4.0
J. Brown 12.5D. Bacon 13.9S. Enoch 5.8K. Evans 3.7
J. Nebo 12.4D. Macon 13.3D. Hall 5.3D. Macon 3.4
D. Hall 12.0I. Canaan 11.8M. Knight 5.1T. Blatt 3.3
D. Macon 12.0J. Brown 10.3J. Brown 4.8M. Spissu 2.6
A. Diallo 11.0S. Enoch 9.8M. Costello 4.6P. Lee 2.5
A. Diallo 4.4
I rookie presenti nelle Top 50 per valutazione, punti, rimbalzi e assist

Lo strano caso dell’AS Monaco, fucina di rookie in zona playoff

I lampi più interessanti arrivano dall’AS Monaco, squadra completamente ricostruita rispetto a quella che trionfò in Eurocup nella scorsa stagione. Alpha Diallo è il giocatore che riflette la luce dei riflettori più intensa. Miglioratissimo nel corso delle settimane, ora è solido su entrambe le metà del campo, in un identikit che ricorda molto quello di Devon Hall. Anche Donta Hall stuzzica per atletismo e verticalità (forse il migliore nel giocare sopra il ferro sull’intero panorama europeo), Paris Lee si è rivelato un esterno affidabile e capace di produrre, Ousmane Ouattara un potenziale giocatore da 3&D adattissimo per il basket moderno, e Dwayne Bacon, dopo un inizio sottotono, si è trasformato in una grande spalla per Mike James. Ma, anche qui, parliamo sempre di una matricola che lo scorso anno segnava 11 punti di media in NBA.

La verticalità di Donta Hall
GiocatorePuntiRimbalziAssist
Dwayne Bacon13.92.70.7
Alpha Diallo9.44.41.8
Donta Hall7.65.30.3
Ousmane Ouattara4.91.90.3
Paris Lee6.61.42.5
La produzione dei rookie dell’AS Monaco

Un roster così infarcito di debuttanti ha un impatto negativo sul risultato? La risposta, al momento, è negativa. Anzi. L’AS Monaco è forse la squadra più sorprendente della stagione, capace di stazionare sin dalla opening-night in orbita playoff. L’esperienza sarà scarsa, ma è compensata dalla fame di questi ragazzi per competere ed emergere ad alto livello.

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