La Virtus crolla nel quarto periodo: Gran Canaria vince 100 a 80

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Sulla carta era una partita di una difficoltà estrema per la Virtus: lo sarebbe stata in condizioni normali, a maggior ragione con la miriade di infortunati. E, in effetti, è stata una gara difficile, difficilissima.

Ai bolognesi il merito di essere rimasti attaccati al punteggio contro una grande Canaria per tre quarti di gioco: poi nel quarto periodo è arrivato il crollo, anche e soprattutto di natura fisica vista la ristrettezza delle rotazioni. Il risultato finale di 100 ad 80 è anche troppo severo, ma quello che conta è che la vittoria in uno scontro diretto molto importante per la classifica finale del girone va agli spagnoli.

Vediamo quali sono state le tre chiavi della partita.

Virtus, le palle perse sono troppe: sintomo di disattenzione

Sicuramente una delle chiavi della sconfitta, se non quella principale. 18 palle perse sono troppe: il doppio rispetto alle 9 dei canarini. Da questo dato passa anche quello che è stato un atteggiamento troppo discostante e in questi tipi di partite (soprattutto, ripetiamo, se in grande emergenza) questi errori non possono essere commessi.

Le disattenzioni banali sono state troppe durante la partita e quindi troppi i punti facili regalati a Gran Canaria. Dalla rimessa sbagliata, dalla palla che Belinelli ha consegnato nelle mani degli avversari (macro-errori) ai momenti di chiaro nervosismo, come quelli che hanno portato all’anti-sportivo di Teodosic, che a nulla servono se non a perdere punti.

Anche se, va detto, quando le difficoltà iniziano ad accumularsi in modo così gravoso, e non per colpe proprie, la frustrazione può diventare tanta.

I canarini sono delle bocche da fuoco dall’arco

Statistiche dei tiri dall’arco: 15/32 dall’arco per Gran Canaria, 14/28 per la Virtus. Quindi il dato migliore è addirittura quello virtussino con un netto 50%. E allora perché al termine della gara sembrava netto il predominio dei padroni di casa in quel fondamentale?

Semplice. Perché la Virtus per costruirsi tiri puliti ha dovuto spesso sudare sette camicie (a parte qualche tripla a gioco rotto di Teodosic), mentre le triple di quelli con la casacca gialla erano spesso libere, incontestate e troppo, troppo facili. Della difesa virtussina parleremo anche dopo.

L’impressione che, in generale, la squadra di Porfi Fisac – una squadra molto ben costruita ed allenata – ha dato di sé oggi è questa: un gruppo che fa del collettivo la sua forza, che gira molto bene il pallone e che tira divinamente dall’arco disponendo di tanti ottimi tiratori. Kramer ha chiuso con 12 punti e 2/4 (ci riferiremo sempre ai tiri da tre punti), Ennis con 17 e 3/6 e Shurna con 14 e 4/6. Infine, il migliore di serata, un superbo AJ Slaughter da 16 punti, 3/7 dall’arco e 9 assist.

Se non lo si era capito prima, Gran Canaria è una signora squadra e batterla sarà difficile per tutti. Il compito degli allenatori di EuroCup sarà quello di togliere ai canarini il tiro dall’arco, loro arma letale; non a caso nei time-out Scariolo ripeteva squarciandosi la gola “defence on the perimeter!!!”

La quasi totale assenza della difesa virtussina

Questa sera l’attacco bianconero ha funzionato ed ha fatto egregiamente il suo lavoro: i numeri stanno lì a dimostrarlo. Ed effettivamente era difficile fare di meglio.

Quello che è mancato quasi totalmente alla Virtus è stata la difesa. Parlano ancora i numeri: 100 punti subiti sono troppi. Troppi tiri del Gran Canaria sono stati non contestati, soprattutto le triple, che spesso hanno goduto di uno spazio spropositato.

Tuttavia, ci mettiamo anche nei panni di coach Scariolo: difficile, difficilissimo creare un solido sistema difensivo quando tutti i tuoi migliori difensori sono indisponibili, fatta eccezione per Alessandro Pajola. Vero anche che certe ingenuità da parte della difesa sono state comunque troppo marchiane e colpa di un’attitudine difensiva che questa sera è mancata.

Però, di nuovo, è difficile poter giudicare completamente una squadra che ha ai box un quintetto praticamente da Eurolega con annesso sesto uomo (Mannion, Cordinier, Hervey, Sampson, Udoh, Abass). Viste le premesse la sconfitta era ampiamente preventivabile. Fa comunque male (anche perché la Virtus se l’è giocata ampiamente per tre quarti), però era preventivabile.

L’obiettivo ora deve essere quello di recuperare tutti il prima possibile, sperando che la fortuna inizi a girare, e di ripartire macinando vittorie.

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