Milano lotta e spera, ma il ferro nega a Delaney la gioia più grande

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E’ amaro il verdetto del Forum, i biancorossi non riescono a condurre in porto una frenetica rimonta. Il tentativo di Malcolm Delaney viene sputato dal ferro e Milano concede al Real la vittoria, un successo solidissimo per la squadra oggi di coach Mateo.

Il risultato di 73-75 racconta una partita dai molteplici volti e che dipaneremo questa volta, in linea con la consueta analisi per punti di Eurodevotion, in cinque flash.

Un attacco mediocre

Il primo tempo è inevitabilmente segnato dalle difficoltà offensive di Milano, che è capace di produrre soltanto 25 punti all’intervallo. Elemento questo che è lampante soprattutto nella seconda frazione, dove gli uomini di Messina hanno messo a tabellone soltanto 8 punti.

Difensivamente invece le scarpette rosse riescono tutto sommato a contenere il Real, infatti non subiscono eccessivamente Tavares e tengono botta a rimbalzo, che sarà un dato in equilibrio anche a gara conclusa.

A volte la coperta è troppo corta però e, data la preoccupazione di proteggere l’area, si concede qualche tripla di troppo, ma, in particolare, l’ingresso di Yabusele è sconquassante.

“Can somebody stop this guy?” grida in panchina il presidente-allenatore di Milano dopo la sfuriata dell’ex Celtics. L’ala francese vola rapidamente in doppia cifra e travolge Milano, che quasi si trova più in difficoltà a far fronte alla coppia Yabusele-Randolph, piuttosto che a quella Tavares-Poirier, schierati in quintetto dall’assistente di Laso.

Milano - Eurodevotion

Il reale problema di Milano però resta la fatica enorme nell’offendere, l’incapacità di muovere la palla efficacemente, l’inabilità a dar seguito con le realizzazione alla buona attitudine dimostrata. E’ così che Messina a metà gara sarà durissimo:

Abbiamo prodotto un attacco davvero mediocre. Sembra che giochino giocatori di 20 anni, al posto di tutti i veterani che abbiamo…

Real implacabile

La prestazione del Real non è stata fantasmagorica, ma ciò che ne ha fatto le fortune è stata il killer instinct, l’abilità di essere glaciali ed implacabili nel punire le disattenzioni dell’Olimpia.

Dopo aver sfruttato e procurato le ruggini in attacco dell’Armani Exchange, hanno cavalcato un demoniaco Yabusele e sono stati bravissimi per un lunghissimo tratto della gara a gestire il vantaggio. Spesso e volentieri i tentativi di ritorno milanese erano subito ricacciati indietro da una tripla o una giocata dei blancos.

L’iniziale attenzione alla protezione del ferro ha generato spesso buone conclusioni per le merengues dall’arco, fattore che ha permesso nel prosieguo della partita un’ottima fiducia dei giocatori stasera allenati da Chus Mateo, capaci di essere letali su ogni minimo spazio a disposizione. Chirurgico di conseguenza quel 13/27 da tre finale (48,1%) del Real.

Per tirare le somme, nelle difficoltà di qualche assenza di troppo e di un Tavares escluso in anticipo dalla gara dai falli, chi avrebbe potuto incarnare la freddezza necessaria a una vittoria del genere? E perchè proprio Llull, Rudy e Causeur?

La rimonta milanese

L’Olimpia, come ricordato da Messina in conferenza, ha vinto tutti i quarti tranne il secondo, ma proprio da quella frazione di gioco è stata costretta a un lungo e logorante inseguimento.

Il volto della squadra però, dal ritorno sul parquet, è apparso differente. Milano ha cominciato a produrre gioco, a sfruttare il lato debole, a muovere gli uomini e a rinnovare la freschezza della manovra.

La retroguardia ha saputo lanciarsi con grinta nel difendere il ferro, realizzare recuperi eroici, beneficiando anche dell’assenza dal campo del principale riferimento offensivo dei blancòs, proprio quel Tavares costretto in panchina dai 4 falli.

Ma sempre, senza soluzione di continuità, era puntuale la giocata o l’amnesia che favoriva un nuovo allontanamento dal Real.

La scintilla decisiva è scattata però negli ultimi tre minuti, quando finalmente l’Olimpia è stata capace di infilare un parziale importante, quel 11-4 che condurrà al punteggio definitvo.

I volti della rimonta sono tanti, dalla grinta del Chacho, alla generosità di Ricci, ai recuperi di Melli, dai punti di Shields, alla scaltrezza di Delaney, alla freddezza di Datome.

Il finale è però un escalation incredibile. Da parte Real, Tavares, rientrato dopo un’eternità, con un rimbalzo finale sembra aver chiuso i giochi, Hanga spreca dalla lunetta con tre errori consecutivi, mentre Hall è perfetto nel segnare il primo e sbagliare correttamente il secondo sul -3. Tutto sembra apparecchiato per il clamoroso ribaltone di Milano: il pallone schizza tra le mani di Delaney che ha il tempo e lo spazio per sparare dall’angolo e mandare in paradiso i compagni, il Forum, un’intera città.

Lo Spalding danza sinuoso sull’orlo del canestro, scivola malefico sul ferro e rotola diabolico nelle mani di Yabusele. E’ festa Real.

Sandro Gamba Day

Un punto obbligato, per mettere a nota il doveroso omaggio offerto questa sera a una leggenda della pallacanestro italiana, Sandro Gamba, il cui numero è stato ritirato simbolicamente – era già stato effettivamente fatto per il numero 8 in favore di Mike D’Antoni – per tributargli la grandezza di una vita da biancorosso.

Il vincitore di 10 scudetti in maglia Olimpia aveva dichiarato nei giorni scorsi: “Ancora soffro per la mia Olimpia“. Certo allora non poteva mancare un finale cardiopalma, per la sofferenza sua e di tutto il tifo meneghino, a corollario di una cerimonia del genere!

Milano, cosa ti aspetta?

Dopo un periodo di appannamento, le ultime uscite di Euroleague hanno segnato per l’Olimpia la possibilità di un trend nuovamente positivo. C’è ora lo Zalgiris per chiudere al meglio il girone d’andata, poi la rivincita con l’Alba. Si tratta di due sfide abbordabili necessarie a rintuzzare la casella delle vittorie per i biancorossi, in una classifica che, dietro le due spagnole, è sempre più caotica.

La sfida di stasera regala buone sensazioni per la tigna messa in campo, nonostante tutto. Tanto del futuro milanese però passerà da un miglioramento offensivo da cui non si può prescindere e che, anche questa sera, ha evidenziato la sua natura problematica.

Il tutto sperando che le condizioni di Shields, dolorante al polso dopo una caduta, e quelle di Daniels, colpito a una coscia nel corso del primo tempo, non sottraggano a Milano bocche da fuoco di cui sarebbe difficilissimo fare a meno.

Photo credit: euroleague.net / Olimpia Milano Twitter

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