Il Real si desta nel secondo tempo e addomestica l’Unicaja

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Dopo il clàsico di Eurolega sembra che l’Acb questa settimana non si sia mai fermata, infatti il Real, dopo la sconfitta a Barcellona, torna in campo nella Jornada 13 e ottiene un successo consolatorio, che la consacra la leadership merengue nella classifica della Liga.

I blancòs hanno mantenuto le distanze con i blaugrana, ma soprattuto hanno conseguito la qualificazione alla Copa del Rey.

Dopo una metà iniziale di sofferenza, la ripresa ha invece rivelato un volto diverso degli uomini di Laso che hanno ridimensionato una combattiva Malaga e poi condotto in porto la gara, come recita il 79-74 finale.

Meglio però esprimerci con rigore, lo facciamo con la nostra analisi in punti, marchio di fabbrica di Eurodevotion.

real - eurodevotion

Il primo tempo

Il Real che si presenta è una squadra ancora leggermente turbata dalla sconfitta infrasettimanale e relativamente poco concentrata. Se ci aggiungiamo l’assenza forzata di Guerschon Yabusele, che ha riscontrato un problema al piede le cui conseguenze verranno valutate lunedì, la gara del WiZink Center chiaramente non può che partire in salita.

Gli ospiti sono al contrario molto grintosi e hanno da subito la meglio soprattutto in due aspetti fondamentali che crocifiggono i madrileni nel corso di tutta la prima metà. Innanzitutto riescono facilmente a battere la prima linea della difesa domestica, il caso più eclatante si sviluppa tramite l’intraprendenza di Fernandéz nei confronti delle vulnerabilità di Causeur, e, in secondo luogo, dominano sorprendentemente la lotta a rimbalzo, impresa non facile quando si parla forse della migliore squadra nel fondamentale di tutto il continente.

E’ 23-13 il parziale a favore degli andalusi in tema di carambole nei primi due quarti, costruito grazie a una migliore presenza, attenzione e slancio agonistico. D’altra parte il team di Laso fatica sotto canestro, non trovando risposte da Vuckcevic, nè dal rientrante Randolph e ricevendo poco da Tavares e Poirier. La mediocrità non è esente nemmeno nell’esecuzione offensiva: l’attacco blancos non brilla, incartandosi in frequenti violazioni di 24” contro la difesa di Katsikaris.

Il terzo quarto

Nell’alternanza di competizioni però un calo è più che comprensibile, e il -6 della pausa lunga è sin troppo facile da ribaltare se il Real rientrasse sul parquet con un atteggiamento a lui confacente. Laso lancia nella mischia Llull e la squadra intera si aggrappa alla sua leadership e al suo talento, oltre ad appoggiarsi al faro riconosciuto delle merengues, il centrone capoverdiano, che torna a macinare il suo gioco.

Nelle prime battute del terzo quarto, nei confronti di un parziale di 11-0, l’Unicaja inizia quindi a sciogliersi come neve al sole, smarrendo sotto un volto intimorito l’arrembante intensità della prima parte di gara.

Salgono quindi le percentuali, sale la pressione sulla palla e la gara è ora in pugno. Il tecnico del Real per imporre un volto oltremodo truce alla sua squadra e ammazzare le velleità malagueñe, utilizza persino la coppia di lestrigoni Tavares-Poirier, insieme in campo per qualche scampolo di partita. Nessun riscontro particolare, ma vederli entrambi è il non plus ultra dell’intimidazione…

La terza frazione finisce 31-16 e indirizza il tutto verso un ultimo quarto di gestione.

Sergio Llull e l’eterno mandarino

Reduce da una settimana tribolata, dopo i fatti del Palau, la risposta del minorchino è stata sul campo e ha cancellato tutto il resto. Un campione al servizio della squadra.

Chiamato a sparigliare le carte a inizio terzo quarto, quando il Real pareva spento e quando fino a quel momento aveva avuto un riferimento caratteriale nel solo Rudy, Llull ha portato carisma e ha messo a segno ben 13 punti nei soli 14 minuti di gioco, con uno scintillante 4/6 da tre.

Non ha mancato ovviamente di deliziare l’adorante pubblico del WiZink con il suo signature shot.

Non c’è quindi, per concludere, nulla di più corretto e appropriato che chiosare con le parole di Laso del post-partita.

Io ci metto sempre la faccia per Sergi, non ho mai dubitato del suo impegno. Il suo ingresso ci ha dato un cambio di passo, tutta la squadra ha giocato meglio. Lui ha avuto successo e ha fatto una buona partita, la sensazione generale è che sia stato molto attivo e ci abbia dato l’energia di cui avevamo bisogno dopo l’intervallo.

tradotto da as.com

Photo credit: realmadrid.com

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