L’Olimpia scampa a un clamoroso suicidio e torna alla vittoria

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Non è una partita per palati fini quella della Salle Gaston Medicine, che non offre grandi spunti tecnici, nè particolari emozioni. Sempre se escludiamo i patemi inflitti ai tifosi meneghini dal blackout dell’Olimpia negli ultimi minuti…

Quello che contava per Milano però, nonostante tutto, era semplicemente vincere, ritornare a riempire di fiducia il serbatoio, ed è quello che tutto sommato è avvenuto: il 71-65 a favore della truppa di Messina interrompe la serie di quattro sconfitte consecutive in Eurolega.

La sfida del Principato è riassunta come sempre nell’analisi per punti di Eurodevotion.

Olimpia - Eurodevotion

Olimpia, è tornata la difesa

La grande assente della serie negativa e l’unico vero fattore di svolta rispetto al recentissimo passato. Milano ha saputo essere la miglior difesa in Italia e una delle migliori due-tre d’Europa, ma quando questa presenza difensiva è venuta meno, è crollata anche l’Armani Exchange.

Stasera il compito non è stato più di tanto difficile, con un Monaco privato dei servizi di Mike James e in generale non eccessivamente temibile.

I punti subiti dagli ospiti nel primo tempo sono stati solo 27, e questo è sicuramente un dato di merito per le scarpette rosse, soprattutto perché si tratta di segnale che la squadra ha dato e si è data nel riprendere il filo finora identitario per l’Olimpia della solidità difensiva.

Prova mediocre dei monegaschi

Dall’altro lato, quello francese, abbiamo visto una squadra che è stata per larghi tratti della partita di una squallida mediocrità, su ambo i lati del campo.

L’attacco è stato incerto e poco incisivo, la difesa in ampi momenti della gara era facilissima a saltare, in particolare nella sua prima linea e nella rotazioni alquanto scadenti e poco coordinate.

Per la generale apatia della serata della squadra padrona di casa è obbligatorio citare la curiosa gestione di James. Ci saremmo aspettati che avrebbe voluto brillare contro tutto e tutti, contro Messina e una città che l’avevano rinnegato, invece ha giocato soltanto due minuti, per altro per niente positivi, per poi tornare in panchina, parlottando animatamente, e dirigersi verso gli spogliatoi. Poi è rientrato in panchina ed è rimasto seduto tutto il corso della gara. La causa pare un riacutizzarsi dei problemi fisici, resta comunque che l’assenza della sua fantasia ha contributo alla inefficacia dell’attacco dei suoi.

Anche Hall e Bacon sono stati messi a dura prova da brutte cadute, e la squadra del Principato è sprofondata fino al -20, sotto i colpi di una Milano in controllo.

Un finale thrilling

Quando tutto poi pareva in archivio, con un Chacho che spadroneggiava in tutto e per tutto nell’apatia degli uomini di Mitrovic, è arrivato un calo verticale ed improvviso di concentrazione dell’Olimpia che stava compromettendo l’intera spedizione.

Dopo una partita addomesticata con merito e, senza brillare, ridotta al pieno controllo, una serie di errori tragicomici indotti anche dalla zona mista introdotta dall’allenatore montenegrino e un elettrizzato Paris Lee hanno permesso al Monaco di risalire la china fino al -6. E non solo, una tripla aperta lasciata su un errore di comunicazione a Bacon avrebbe potuto davvero riaprire definitivamente i giochi.

Paris Lee top scorer con 19 punti

Messina ha spiegato tutto con un nervosismo improvviso dovuto alla poca serenità prodotta dalla recente serie negativa. Da parte mia credo che osservare l’affiorare di un’incertezza così intensa dopo un periodo di down tutto sommato normalissimo nel corso di una stagione non debba essere del tutto scevro da preoccupazioni, ma speriamo che si tratti soltanto di un episodio isolato.

L’Olimpia, concludendo, si è affidata ai suoi veterani – ottima prova di Rodriguez e Hines – e ha portato a termine, anche se in modo un po’ burrascoso, il suo compito. Ora non resta che ingranare e riprendere a crescere, in vista di un doppio turno incandescente.

Photo credit: euroleague.net

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