La lavagnetta di ED #14: una punch action del Monaco

Andrea Ranieri
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Dopo quella di Berlino, che è stata la quarta sconfitta europea consecutiva, l’Olimpia Milano è chiamata a reagire in casa del Monaco, privo dell’ex Mike James e che dunque dovrà giocare un buon basket corale per portare a casa i due punti. È per questo che la lavagnetta di Eurodevotion vi racconta oggi di una punch action della squadra francese e una conseguente lettura della stessa.

Coach Zvezdan Mitrovic sta indubbiamente facendo un ottimo lavoro sulla panchina monegasca, soprattutto dal punto di vista offensivo. L’attacco dei francesi è infatti in grado di coinvolgere tanti giocatori sfruttandoli ognuno per le proprie qualità migliori. Un elemento che rende questa formazione un avversario ostico per tutti. Entriamo dunque nel vivo dell’analisi di questa punch action grazie a BasketHead.

Come funziona: una punch action del Monaco

Una punch action del Monaco con finta di blocco flare

Dato che ci troviamo di fronte a un argomento nuovo, partiamo dalle definizioni. In gergo, dicesi punch action un’azione che viene giocata appoggiando la palla a un giocatore spalle a canestro in post basso. In questi casi, dopo che la palla è stata mandata in post basso, avvengono delle collaborazioni tra i giocatori sul perimetro, che possono consistere in blocchi o semplici movimenti senza palla, quali tagli e riposizionamenti.

Addentrandoci nello specifico del video, questa punch action di Mitrovic comincia con Mike James che conduce la palla centralmente e gioca un semplice pick and roll di trasferimento con Donatas Motiejunas, il quale, dopo aver bloccato, rolla a canestro e prende posizione in post basso contro il proprio uomo.

James sul pick and roll, contro il quale la difesa sceglie di fare show (passo di aiuto con il difensore del bloccante) utilizza la sponda in visione, passando la palla a Paris Lee. Questi, senza troppo indugiare, utilizza subito un passaggio con la mano sinistra per appoggiare la palla internamente e dare il via alla punch action.

Una volta passato il pallone, Lee è deputato ad andare a bloccare per James, utilizzando un blocco che in gergo si chiama split screen e che prevede che chi passa la palla internamente vada appunto a bloccare per il compagno sul lato opposto. Di fatto, una sorta di dai e blocca con la palla in post basso.

Il blocco in realtà non avviene mai grazie alla lettura dello stesso Lee. La difesa, infatti, vedendo all’orizzonte un blocco tra esterni sembra prepararsi a cambiare, ma lo fa in maniera pigra. Il difensore di Lee non mantiene infatti il contatto con il proprio uomo e allora l’esterno monegasco legge la possibilità di non fare il blocco (slip, in gergo) e buttarsi a canestro per ricevere e concludere comodamente.

Come si batte: una punch action del Monaco

Indubbiamente nel caso di questa punch action non stiamo parlando di qualcosa di particolarmente complesso od originale. Però spesso nel basket le cose più semplici, se ben eseguite e interpretate, portano ai risultati migliori. Quindi per Milano sarà fondamentale difendere con efficienza contro le letture semplici ma efficaci del Monaco.

Tanto per cominciare, data anche la probabile assenza di Mike James, sul primo pick and roll di ingresso faremmo una scelta molto semplice, ovvero quella di passare in terza (tra bloccante e difensore del bloccante). In questo modo, pur non mettendo particolare pressione sulla palla, si mantengono gli accoppiamenti.

È chiaro che poi l’ideale sarebbe negare la ricezione in post basso con un anticipo tre quarti, il che romperebbe di fatto la punch action di Mitrovic. Se la palla però arriva dentro, bisogna essere preparati sul da farsi. La scelta di cambiare su quello split screen tra esterni è chiaramente la migliore. Il punto, tuttavia, non va messo sul cosa fare, ma sul come farlo.

Un cambio come quello che si vede nel video non è accettabile a questi livelli. È fondamentale che chi difende il bloccante sia a contatto con lo stesso per evitarne facili tagli fintando di bloccare e chiami tempestivamente il blocco e il conseguente cambio. Se si riesce a farlo con aggressività, poi il Monaco sarà costretto all’uno contro uno in post basso o a cercare fortune sul lato debole.

Ovviamente, l’ultima parola spetterà al Campo.

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