Real-Betis, non c’è partita al Wizink Center: 71-48

alberto marzagalia
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Real-Betis era sfida che non preveda alternative alla vittoria dei “blancos”. Così è stato, in un mezzogiorno che mantiene le squadre in prima ed ultima posizione.

Mezzogiorno della domenica al Wizink Center da cui era lecito non attendersi sorprese particolari.

Così è stato ed è arriva la decima vittoria madrilena in questa Liga, in attesa di conoscere in serata il risultato del Barça, impegnato con Burgos, per capire se la vetta è solitaria o meno.

71-48 il punteggio finale di una gara che non passerà alla storia ma che certifica una volta di più il momento positivo madrileno.

Il Betis resta ultimo con un record di 2 W e 9 L, in compagnia di Fuenlabrada. Non era questa l’occasione per muovere la classifica, ma i problemi si sono visti tutti, a partire da una costruzione offensiva che non va oltre la singola fantasia di Shannon Evans. La difesa, poi, non brilla da inizio stagione, anche se pare migliorata nelle ultime uscite.

Dopo un’ottima settimana di Eurolega, in cui si è archiviato il doppio turno con due successi contro Asvel e Stella Rossa, continua la crescita di un gruppo che pare andare regolarmente oltre le mille difficoltà, laddove le assenze di Williams-Goss, Alocen, Randolph e Thompkins avrebbero fatto soffrire chiunque.

E proprio nella gara domenicale è rientrato Williams-Goss: prova da 0 punti, ma 7 rimbalzi e 3 assist. Il ritmo è tutto da ritrovare.

Poteva essere una grande occasione in cui vedere Vukcevic in campo a lungo, ma il giovane talento ha commesso 4 falli in un amen che ne hanno ridotto l’utilizzo ad 11’37”.

Tavares e Poirier, dominano in Eurolega, figuriamoci se non lo fanno contro Burjanadze ed Agbelese: 16 punti totali, 16 rimbalzi e 6 stoppate con il costante controllo di tutto ciò che accade attorno al ferro.

La gara si apre con un 11-0 che la dice lunga, poi il Betis si rimette in carreggiata, Madrid giochicchia svogliatamente fino all’intervallo, quando Laso cambia le cose.

Il terzo quarto da 25-13 apre un divario che non si ridurrà più.

Poteva essere soltanto una trappola di concentrazione per il Real, esame superato anche in questo senso per una squadra che ad oggi sta facendo tutto quanto dovuto ed anche di più.

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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