Asvel-Barcellona è controllo e dominio blaugrana

alberto marzagalia
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Asvel-Barcellona ad inizio stagione era il classico testa-coda, oggi è stata sfida di vertice in un’Eurolega ben differente da quella che immaginavamo.

Il ricordo dell’Astroballe non era certo felice per Jasikevicius ed i suoi. Poco meno di un anno fa, in un palazzo deserto per la maledetta pandemia, i catalani caddero perentoriamente con un 80-68 già abbastanza chiaro dopo 20′. Sotto i colpi di Lighty e Cole, nulla poterono Calathes e Mirotic, unici due blaugrana in doppia cifra.

Oggi l’Astroballe è ben differente, una delle arene più calde e spettacolari per coinvolgimento dell’intera lega. E se a quella gara si arrivava con un Barça capoclassifica da 8/2 ed un Asvel da 2/8, oggi anche questo è totalmente diverso. Alla palla a due i catalani si confermano nei quartieri nobili di Eurolega, con un record esattamente uguale, ma ciò che è completamente cambiato è il rendimento dei lionesi, 6 vinte e 4 perse prima dell’undicesimo turno.

Il risultato ha detto chiaramente che il Barça è di una categoria abbondante superiore: 60-80 finale maturato soprattutto in un terzo quarto, terminato sul 19-31, che ha reso vani tutti i meritevoli tentativi di rientro dell’Asvel, un po’ sulla falsariga di quanto avvenuto nel turno precedente col Real.

JONES, OKOBO E… LAPROVITTOLA

Chris Jones, per diverse settimane sul taccuino del club catalano prima di virare su Nico Laprovittola, in un’estate caldissima sull’asse del “puente aereo”, attendeva questa gara con una certa carica.

L’americano ha fatto il suo, ma questa volta il protagonista assoluto è stato “Lapro”, autore di una prestazione magistrale da 25 con 7 assist e 2 rimbalzi.

Serata non positiva, per una volta, quella di Elie Okobo, nonostante i 17 a referto.

Detto di tutti i tre giocatori precedenti, il nome di Rokas Jokubaitis emerge alla grandissima: prova perfetta, chirurgica per certi aspetti, con una maestria nel gestore il “mid range” che pochissimi possiedono. La crescita del lituano è costante, ora è lecito attendersi grandi cose dai prossimi mesi.

LE ASSENZE

Niente Higgins, Abrines e Calathes tra i blaugrana. C’è chi piange sulle assenze e chi invece va oltre l’ostacolo, utilizzando la negatività come possibile momento di crescita per chi sta normalmente dietro quei protagonisti che mancano.

«In questo momento della stagione la cosa più importante è continuare a migliorare».

Le parole di Jasi sono chiare, la crescita del suo Barça dopo gli stop di Tel Aviv e Milano lo è altrettanto. Ora il Barça non vince più solo perchè più forte, ma anche perchè migliore. Non è poco.

Ovviamente è più semplice sopperire a tante assenze se hai un roster come quello catalano, di conseguenza è normale che per i francesi si fatichi a far fronte alla mancanza dei vari Lighty, Diot, Wembanyama e Morgan.

«Abbiamo finito la benzina». TJ ha ragione ed ha tutte le attenuanti del mondo in questo contesto.

SECONE OPPORTUNITA’ ED ERRORI

La gara ha un senso abbastanza unico soprattutto grazie ad un dato favorevole al Barça: 45-32 a rimbalzo, con ben 16 carambole offensive catalane. L’Asvel crolla lì, con troppe seconde opportunità concesse ai rivali. Se poi di fronte c’è una difesa così solida, quel divario concesso pesa doppio.

La stessa gara poteva chiudersi anche prima dell’intervallo, ma un paio di fughe ospiti vengono vanificate da tante imprecisioni degli stessi, che concedono la possibilità di rientro ai beniamini dell’Astroballe.

La sensazione, lungo tutti i 40′, è stata però quella di un costante controllo della squadra di Jasikevicius.

Ora il Barcellona attende lo Zalgiris al Palau per il Round 12, mentre la squadra di TJ è attesa da un infuocato derby francese in casa del Monaco. Sebbene in leggera flessione entrambe, si può tranquillamente parlare di sfida di alto livello. Il grande lavoro dei francesi sulla pallacanestro paga dividendi alti: sono partiti dalla base tanti anni fa, quello che in Italia non si capisce ormai da tempo immemore.

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alberto marzagalia

Due certezze nella vita. La pallacanestro e gli allenatori di pallacanestro. Quelli di Eurolega su tutti.
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