Un altro no-game in questa Euroleague: al Peace and Friendship l’Oly strapazza il Maccabi

Jean Claude Mariani
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Un vero e proprio monologo contraddistingue la sfida del Pireo, il Maccabi non imita certo le gesta dello spartano Lisandro e, anzi, è costretto a lasciare con le ossa frantumate il versante portuale della capitale greca.

La banda di Bartzokas impartisce una severa lezione alla squadra israeliana, il punteggio finale, che tra l’altro si ammorbidisce nell’ultimo quarto, recita 90-73 per i greci.

Per ripercorrere le gesta di Sloukas e compagni vi offriamo la prospettiva di Eurodevotion, esposta nei consueti tre punti.

Olympiacos batte Maccabi - Eurodevotion

Ennesimo no-game

I due esempi sono quelli a noi più vicini e freschi: a Kazan l’altra sera, a Istanbul settimana scorsa. Sono tante, troppe, le gare che ci stanno offrendo esiti scontati decisi nelle prime battute della contesa. Maccabi-Olympiacos si unisce a questo fil rouge di meschina mediocrità che sta macchiando con una fastidiosa frequenza un prodotto tecnico e d’intrattenimento di alto livello come la nostra amata Euroleague nell’ultimo periodo. Un peccato per un classico della competizione, che opponeva tra l’altro due squadre tra le più rampanti dietro la triade Real-Barça-Milano.

La rivalità della serata si esaurisce immediatamente, con un parziale d’apertura di 7-0 dei greci, che è solo l’avvisaglia della tramontana che travolgerà il team di Sfairopoulos in tutto il corso della prima frazione, conclusasi con l’incredibile punteggio di 35-8 per i padroni di casa.

La reazione di inizio secondo quarto dei gialloblù si rivela episodio isolato e allora il leitmotiv della partita è un monotono andamento a note reds.

Olympiacos, una vittoria di squadra che esalta i singoli

Gli uomini di Bartzokas sono scesi sul parquet con una voglia impressionante di cancellare la brutta sconfitta con l’Efes del turno precedente e la mollezza degli ospiti ha reso il compito ancora più facile.

Nelle prime azioni il coinvolgimento di Fall e lo sfruttamento di quel vantaggio ha creato tanti tiri aperti, oltre a un efficiente rifornimento dei taglianti. Una volta sviluppata confidenza e fiducia, il Pireo ha iniziato a giocare sul velluto con attimi di spettacolo puro nell’armonia della circolazione di palla. In difesa una oliata organizzazione si è opposta a un Maccabi con poche idee che ha incontrato difficoltà tremende, tanto da realizzare due soli canestri dal campo nel primo quarto. Da lì in poi è pura gestione.

Il trionfo, arrivato nel tripudio dei tifosi della Peace and Friendship, è stato prodotto dello sforzo collettivo, ma ha trovato le sue chiavi nella notte dell’ex di Tyler Dorsey, nella imponenza di Moustapha Fall (27 di PIR), nella leadership di Sloukas. Senza dimenticare l’anima del primo arrembaggio, il solito Sasha Vezenkov, ancora una volta determinante.

La serata nera del Maccabi

La squadra di Sfairopoulos ha pagato inevitabilmente il non essere uscita dagli spogliatoi, quel solco impresso nel primo quarto ha determinato una partita irrevocabilmente tracciata.

La gara dei campioni d’Israele entra infatti ben presto in un tunnel senza fondo, tanto che ci sono stati momenti in cui i giocatori gialloblù si sono mangiati appoggi sotto canestro in modo disarmante. Da Zizic che ne avrà mancati 3/4 in tutta la gara, fino a un contropiede in cui ben tre cestisti del Maccabi soli sotto canestro non sono riusciti a mettere a segno i due punti.

La difesa è stata inesistente, in attacco non si è visto null’altro che inconcludenti iniziative individuali. Wilbekin dopo l’ultima clamorosa prestazione, è mancato tremendamente e l’unico che potremmo salvare è James Nunnally per lo sforzo messo in campo, ma stiamo pur sempre parlando di un giocatore che ha prodotto un glaciale 4/17 al tiro complessivo. Resettare e pensare alla prossima l’unica risposta possibile a una prestazione del genere.

Photo credit: euroleague.net

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