La lavagnetta di ED #10: un ATO di Xavi Pascual

Andrea Ranieri
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Dopo il primo impegno settimanale in direzione Unics Kazan, la lavagnetta di Eurodevotion si dirige a San Pietroburgo, per parlarvi di un bellissimo (e frequente) ATO di Xavi Pascual, allenatore dello Zenit, secondo avversario dell’Olimpia nel doppio turno russo. Un doppio turno che, dopo la disfatta di Kazan, pare assumere i sinistri contorni di una campagna di Russia per Milano, che nel big match sulle rive del Baltico cerca riscatto.

Una partita che ha chiara valenza a livello di classifica, ma che offre anche spunti molto interessanti su due squadre che hanno deciso di originare le proprie fortune sulle rispettive difese, fin qui a vuoto molto raramente in stagione. Pensando a Xavi Pascual, la fase difensiva è sempre la prima idea che ci balena in testa; questo però ci fa spesso dimenticare di quanto il coach spagnolo sia preparato a trecentosessanta gradi. Grazie a BasketHead abbiamo recuperato del materiale molto interessante, tramite il quale vi proponiamo un ATO di Xavi Pascual.

Come funziona: un ATO di Xavi Pascual

Un’esecuzione di questo ATO di Xavi Pascual

Questo ATO di Xavi Pascual è una giocata decisamente ricorrente nel playbook dello Zenit, e i giocatori della squadra russa sono anche molto bravi a comprenderne tutte le possibili letture.

Il movimento di partenza è quello dell’Iverson cut. Cos’è? Direte voi. Presto spiegato, si tratta di due blocchi orizzontali (paralleli alla linea di fondo) consecutivi, utili a liberare un esterno che sia un buon palleggiatore di solito. Il nome deriva dal fatto che la prima squadra a utilizzare questa collaborazione sia stata proprio la Philadelphia di Allen Iverson per regalare spazio alla propria stella facendola partire lontano dalla palla.

Qui a piazzare i due blocchi orizzontali sono Jordan Mickey e Arturas Gudaitis, mentre il bersaglio della giocata è Mateusz Ponitka, che riceve il pallone da Dmitry Kulagin, incaricato ad inizio azione di condurre la palla nella corsia centrale. Tramite il taglio Iverson, l’ala polacca ha spazio per la ricezione in ala sinistra.

Subito dopo i primi due blocchi, Jordan Loyd, che parte in post basso di lato forte, va a piazzare un blocco cieco (sulla schiena del difensore) per Jordan Mickey, il primo dei due bloccanti. Intanto Kulagin si spazia in allontanamento e Gudaitis, in teoria, va subito a bloccare a propria volta per Loyd. Questo movimento generale sguarnisce completamente il lato debole e, sull’incomprensione difensiva, permette che Mickey riceva solo in mezzo al pitturato.

Nel video che proponiamo sotto, vediamo come una giocata quasi identica porti a un canestro facile al ferro di Conner Frankamp. Dato che quattro difensori sono impegnati a collaborare contro situazioni di blocco, chi difende la palla, una volta battuto, non può contare su nessun aiuto, trovandosi costretto a concedere due punti oltremodo banali a questo livello. E sono due punti oltremodo banali grazie alla bellezza di questo ATO di Xavi Pascual.

Un altro esempio di come questo ATO di Xavi Pascual possa liberare spazio

Come si batte: un ATO di Xavi Pascual

Indubbiamente, non è semplice difendere su questo ATO di Xavi Pascual, per arginare il quale non si può prescindere da regole chiarissime e una comunicazione molto attenta. Quel che è certo è che l’obiettivo principale è trovare un canestro facile vicino al ferro, quindi si può partire da questa considerazione.

Sui primi due blocchi, quelli del taglio Iverson, proponiamo di rimanere staccati con i difensori dei lunghi e far passare in mezzo il difensore dell’esterno che sfrutta i blocchi. Una scelta indubbiamente conservativa che, se ben eseguita, permette però di rimanere accoppiati facilmente dopo due blocchi che difficilmente portano a una finalizzazione immediata.

A questo punto resta il dubbio del cieco di numero due, che parte in post basso, per quattro, il primo bloccante. Sfruttando la posizione già contenitiva del difensore di Mickey noi chiederemmo a chi marca Loyd di staccarsi e far passare in mezzo chi difende il bloccato (colui che sfrutta il blocco). Ovviamente, dopo essere passato in mezzo, il difensore dovrebbe recuperare subito contatto con il proprio uomo ed anticipare un eventuale post basso.

Ovviamente, così facendo si evita un canestro facile del lungo, ma si rischia di perdere poi Loyd sul blocco che Gudaitis gli piazza dopo il cieco. Noi, sfruttando il movimento ad allontanarsi di Kulagin, chiederemmo al playmaker di cambiare al volo con il difensore di Loyd, in modo da evitare facili ricezioni della guardia americana e invogliare invece un eventuale passaggio a tagliare tutto il campo verso il playmaker che si è spaziato.

State sicuri che questo ATO di Xavi Pascual non mancherà nella partita di domani sera. Come sempre, restiamo curiosi di vedere come gli risponderà Ettore Messina.

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