Barça-CSKA: le certezze di Jasikevicius oltre la confusione di Itoudis

Andrea Ranieri
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Barça-CSKA doveva essere spettacolo, e spettacolo è stato. Non perché si sia visto del basket champagne. Anzi, non sono venuti meno dei trascurabili momenti di “trash cestistico“, quali appoggi sbagliati da sotto, palloni sfuggiti dalle mani come saponette o simili. Tuttavia, non è mancato equilibrio, non è mancata competizione, non è mancata durezza. Anzi, a dirla tutta, abbiamo assistito a una gara da playoff, o anche da Final Four.

Alla fine hanno trionfato i padroni di casa per 81-73, appoggiandosi alle loro storiche certezze e approfittando di un completo blackout del CSKA, avanti in doppia cifra a inizio del quarto conclusivo. Barça-CSKA ha visto quindi vincere la squadra che in stagione ha fin qui fatto meglio, ma ha offerto spunti tecnico-tattici molto interessanti da entrambe le parti del campo per ambedue le formazioni. Noi, nei nostri consueti tre punti d’analisi, proviamo a far emergere i principali.

Il primo tempo di Barça-CSKA: il pick and roll come simbolo di un processo

Dopo un primo quarto da 13-13, il Barcellona ha provato a scavare un primo solco nel secondo periodo di gioco, trovando diversi spunti interessanti da Kyle Kuric e dai propri esterni in generale. Non solo, nei secondi dieci minuti, per l’ennesima volta, la squadra di Sarunas Jasikevicius ha dimostrato di avere delle idee difensive molto chiare per quanto riguarda il pick and roll avversario. Se a difendere il bloccante c’è Sertac Sanli, si gioca contenimento, con gli altri lunghi sempre uno show aggressivo o un cambio negli ultimi otto secondi dell’azione. Chiaro e limpido.

Il CSKA, dal canto proprio, gioca malamente il pick and roll offensivo. E questa è una costante per gran parte di Barça-CSKA. Il “nascondersi” di Sanli nella sua posizione contenitiva non viene punito, così come non è punita l’aggressività degli altri lunghi quando escono per eseguire uno show. Si vede una possibilità per il palleggiatore o per il rollante e immediatamente ci si accontenta di quella, senza mai estendere i vantaggi del gioco a due alle tre sponde, cosa che sarebbe vitale contro una difesa tanto ben preparata. Troppo, troppo poco a questi livelli.

Barça-CSKA
Barça-CSKA: ancora una buona prova della difesa blaugrana

Barça-CSKA e il fattore Johannes Voigtmann

Nel terzo periodo, all’improvviso e come per magia, la corazzata russa sembra finalmente trovare quella fluidità offensiva decisamente mancata nel primo tempo. La verità è che di magico non c’è proprio nulla. Jasi ripropone tra i primi cinque Sertac Sanli e finalmente il CSKA lo attacca come si deve. Al posto di Nikola Milutinov c’è ora Johannes Voigtmann a giocare da numero cinque, e questo distrugge tutti i contenimenti difensivi giocati dal lungo turco.

Anziché rollare ignorantemente, il gigante tedesco decide, dopo ogni blocco, di eseguire un’azione di pop, aprendosi quindi fuori dall’arco dei tre punti. Dato che Sanli è occupato a presidiare il pitturato, non ha la rapidità per seguire Voigtmann sul perimetro. Il risultato è una sassaiola di triple che sommerge d’improvviso il Barcellona, che si vede raggiunto e sorpassato nel giro di pochissimi minuti di gioco. A seguire l’esempio di Voigtmann sarà anche Tornike Shengelia, e su questo tema tattico Barça-CSKA sembra prendere la direzione di Mosca.

Barça-CSKA
Barça-CSKA: Sertac Sanli attaccato sistematicamente nel terzo quarto

Barça-CSKA è questione di certezze e di allenatori

Tuttavia, è solo un’illusione quella offerta dall’Armata Rossa, che nell’ultimo periodo di gioco torna a scontrarsi con la durezza blaugrana. Il Barcellona ritrova le proprie certezze, appoggiandosi al ben noto ed efficace gioco interno di Nikola Mirotic e Brandon Davies, le cui collaborazioni fruttano un’eccellente produzione offensiva. Con l’uscita per infortunio di Nick Calathes e l’assenza di Cory Higgins, il Barça sa dove andare, e questo è importante, soprattutto se gli avversari non lo impediscono. Sia chiaro, non c’è progresso, ma intanto è aggancio a Real e Milano, asfaltata poche ore prima a Kazan.

Di contro, Barça-CSKA, sponda russa, ci ha spiegato come di certezze per la squadra moscovita non ce ne siano. A turno forzano i vari Marius Grigonis, Will Clyburn e Iffe Lundberg, mentre viene colpevolmente dimenticato in panchina Voigtmann e Alexey Shved fatica a mediare tra il ruolo di solista sempre ricoperto e quello di comprimario che poco gli si addice. In tutto questo perde la Trebisonda Dimitris Itoudis, che mostra molto nervosismo e parla più con gli arbitri che con i propri giocatori. Forse a questo CSKA serve solo del tempo. In tal caso, è bene sapere che non ce n’è poi così tanto a disposizione.

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Barça-CSKA: Brandon Davies tra le certezze blaugrana

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