Virtus, è una vittoria importante! Non guardiamo solo il bicchiere mezzo vuoto

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La squadra di coach Scariolo dopo 5 mesi di lontananza è tornata alla Segafredo Arena, nella sua casa, dove tutti i tifosi Virtus erano pronti ad accoglierla dopo il tricolore conquistato tra quelle mura.

La gara era difficile, piena di insidie, soprattutto dopo le difficoltà avute nelle ultime uscite di EuroCup: le sconfitte con Buducnost e Valencia sono state brucianti, in particolar modo la seconda. Oggi, per le Vu nere, era importante vincere, ma Venezia dopo un avvio di stagione non sfolgorante ha iniziato ad ingranare le marce ed a tornare sui livelli a cui siamo abituati a vederla.

La vittoria finale di 90 ad 84, quindi, è molto più pesante di quello che appare. In primis, perché arriva contro un’ottima squadra dopo una gara guidata per tutti i 40 minuti e quasi mai sembrata in discussione (tolto il momento della tripla di Daye e seguente frittata rischiata sulla persa di Teodosic e la tripla tentata da Sanders). In secundis, è un trionfo veramente incisivo dal punto di vista mentale perché dà fiducia e convinzioni ad un gruppo forte, ma che nell’ultimo mese aveva visto apparire qualche nube all’orizzonte, frutto anche del momento dell’anno che vede ancora tanti cantieri aperti.

In terzo luogo, finalmente abbiamo visto la Virtus difendere veramente e, anche se non sempre è stata perfetta, nella propria metacampo c’è stata quell’intensità e quella grinta che Scariolo aveva chiesto ai suoi e con lui il pretoriano difensivo, Alessandro Pajola.

Non fraintendiamoci, le note negative non sono mancate ed ancora sono evidenti. Quella più grande è la lotta persa clamorosamente a rimbalzo (39 a 29 Reyer finale) nonostante un Watt non eccelso ed un Echodas fuori giri: la V regge solo con Jaiteh in campo (+26 di plus/minus), mentre con Tessitori è un disastro (-24 di +/-). Tex ha faticato enormemente in difesa, ma soprattutto non è riuscito ad incidere nemmeno a livello offensivo: clamoroso, in negativo, il momento in cui in post non è riuscito a segnare sopra Victor Sanders. Ma a rimbalzo mancava anche JaKarr Sampson, uscito prematuramente dal campo per un infortunio alla schiena di cui ancora non si hanno notizie precise.

Un’altra nota negativa è quella riguardante il fatto di essersi fatti (quasi) rimontare ancora una volta da un +20. In questo senso, forse si è insistito troppo con quintetti poco competitivi (tanti minuti ad Alexander dopo che era passato del tempo dall’ultima volta che aveva visto il campo), ma questo era dovuto appunto ancora alla valanga di infortuni che stanno martoriando la squadra. Oggi, oltre a quello di Sampson, anche quello di Mannion sempre alla schiena. Per di più, appunto, sono capitate le prestazioni negative di Tessitori e Alibegovic (fuori giri), ad influenzare negativamente la prova di tutta la second unit.

Virtus Bologna Venezia Teodosic
Teodosic, al comando del gruppo virtussino

Le note positive della serata della Virtus

L’impressione, però, è che la Virtus quando gioca al massimo rasenta l’ingiocabile, salvo poi quelle volte in cui arrivano quei cali di tensione capaci di sciupare anche 20 punti di vantaggio. Su questo bisognerà lavorare, ma va detto che la caterva di infortuni che Scariolo deve fronteggiare non aiuta il normale processo di crescita di un gruppo.

Ma appunto, va osservato con attenzione anche il bicchiere mezzo pieno. Oltre ai macropunti visti sopra ci sono tanti altri corollari in ordine sparso da valutare. Il ritorno ad alti livelli dopo un periodo sopito di Kevin Hervey che quando vuole domina (26 punti con 7 su 11 dal campo); il controllo della partita di Teodosic che quando è in campo spezza le gambe spesso alla difesa veneziana dimostrando ancora una volta come la squadra sia indiscutibilmente sua; l’evoluzione lampante e travolgente di Cordinier che diventa sempre di più arma offensiva ed atleta in grado di arrivare là dove altri non arrivano; ed infine appunto i primi lumi di una difesa che era stata latitante e che oggi ha risposto “presente”.

E quest’ultima cosa non si deduce direttamente dal dato dei punti subiti, ma da quello che si è visto in campo, ovvero una tenacia ed una voglia di aggredire l’avversario vista raramente nelle passate gare. In questo senso arride anche il dato delle rubate, 14.

Insomma, sarà importante per la Virtus prendere questa vittoria come importante punto di partenza, come inizio di un processo che forse prima si era leggermente inceppato. Sempre con la consapevolezza dei margini di crescita enormi di questa squadra.

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